Intanto, con l'entrar del mese di giugno, sull'uomo d'affari già
bastantemente affaccendato, cadevan nuove faccende: quell'anno spirava
l'affitto del zu Vito Sala e socio. Tutti i nodi vengono al pettine,
anche quello c'era venuto finalmente. E il guaio era che i fittaioli
ora avevan da fare col figliolo, assai diverso dal padre: nemico
giurato di qualunque bindolo o soverchiatore, non aveva paura, il suo
genio era per la campagna, era risoluto a levar loro i giardini, e
coltivarli a conto proprio. E que' galantuomini che lo conoscevano,
cominciarono a darsi attorno inquieti: e tasta di qua, e domanda di
là, vennero in chiaro di qualche cosa.
Però fecero i furbi, finsero di non darsene punto per intesi.
Solamente un giorno.... così.... incontrando il proprietario per
caso.... gliene fecero una parolina.
Striati la pigliò larga: fece capire che c'era ancora tempo, egli non
era ben risoluto sul da fare.... si dovevano visitare i giardini,
osservare come li avevano coltivati, se ci avevano fatto quelle
piantagioni alle quali s'erano obbligati nell'atto di fitto.... allora
avrebbe potuto dare una risposta.