X.

Ebbrezze, e tormenti crudeli; trepidazioni e speranze; rimorsi e

ribellioni; pronte risoluzioni, distrutte da non men pronti

pentimenti; si divisero l'anima di Mario per alcuni giorni. Ma sul bel

viso di lei non si contrasse un muscolo; vi si leggeva la placidità

dell'innocenza, come se l'adulterio non v'avesse impresso un marchio

di vitupero. Era più gaia, più ciarliera del solito. Una volta arrivò

al punto di far l'imbroncita col marito, a proposito d'una bella

ragazza, figlia del curatolo di Biavalle, ch'egli raccontava,

guardando la moglie con un sorriso fine, avergli fatto sempre un mondo

di gentilezze: e a Mario che la guardò stupefatto, essa dette

un'occhiata lunga e ardente, una vera occhiata felina.

Non rumori, non trepidazioni, non pentimenti; nemmeno un senso di

pietà per l'uomo che l'aveva beneficata! provava la soddisfazione

d'essere finalmente riuscita nel suo intento, attaccando al suo carro

Mario, un nobile, innamorato per di più d'una graziosa fanciulla; il

piacere d'aver sollevato un velo a cui non era permesso toccare. Ciò

che, con Eva, ha spinto sempre tutte le donne ad assaggiare il frutto

proibito. E a poco a poco, e per l'abito alla colpa, e perchè

ammaliato sempre più dai vezzi della sua complice, e per l'esempio di

tanta sua indifferenza e arditezza, e per il desiderio di godere anche

lui i piaceri cocenti di quell'amore, senza l'amaro di molesti

pensieri, nell'animo del Furlani venne operandosi un mutamento rapido,

che lo condusse a imporre silenzio alla coscienza, con una scrollata

di spalle; e se questa non bastasse, a imbavagliarla con la solita

massima «il mondo è andato sempre così.»

S'univano due o tre volte al giorno nel chioschetto, si baciavano a

ogni passo sotto gli alberi del giardino, o coltivando i fiori. Il

timore di potere esser veduti accresceva a mille doppi la voluttà di

quegli abbracciamenti, anzi in quell'occasione, essa aveva un certo

modo di guardarsi attorno spaurita, fatta pallida a un tratto, che

all'amante piaceva assai.

Il marito, sempre dedito agli affari, non scendeva in giardino che

rarissime volte; la serva, sopraccarica di lavoro, aveva tutt'altro

per il capo che di divertirsi a passeggiare; il cuciniere preferiva la

via de' Ficarazzi, in giardino non c'erano taverne. Solo il

giardiniere ci veniva una volta alla settimana, per lo più di sabato:

dava l'acqua alle piante, rastrellava le foglie e i ghiajottoli de'

viali, sarchiava l'aiuole, trapiantava dei fiori dove ce n'era

difetto. Essi lo sapevano, e quel giorno eran più cauti.

Accecati dalle prime ebbrezze della colpa non s'accorgevano però d'un

pericolo che stava sospeso sulle loro teste come la spada di Damocle:

donna Maricchia. La cameriera era entrata in sospetto, e li spiava

dalla mattina alla sera, verde come l'aglio, tanta era la rabbia che

se la mangiava dentro. Non le importava tanto del cavaliere che s'era

fatto gioco di lei, s'arrovellava maledettamente per la gioia

clamorosa del cuciniere, al quale, in un momento di vanità, aveva

fatto capire che le cose erano inoltrate.

--Signora cavalieressa! le diceva ora a tutto pasto quel figliuol

d'una buona donna: e le dava dell'eccellenza, e la faceva un inchino

canzonatorio, e poi si teneva le costole dal ridere.... L'avrebbe

strozzato!

Ma non potendo, si sfogava sputando veleno contro la padrona. Oh, la

femminaccia! non era credibile! Non aveva camicia quando la sposò il

padrone, e lo ricompensava a quel modo quel povero signore! bisognava

che l'avesse nel sangue la cialtrona.... E lui, che bell'amico! Un

bell'ambo davvero!

E sfilava la corona senza badar punto che ci fosse a sentirla: sicchè

ben presto, come suol succedere, il segreto di pochi diventò il

segreto di molti.

I drammi de' campi Padre Don Giuseppe—La vendetta—Proprietari e fittaiuoli— Sequestro. · 第 39 / 69 题