NOTE

[145] Nella bella _Storia di Bonifazio VIII e de' suoi tempi_ del padre

Luigi Tosti (1847), leggesi che «quest'uomo, vituperato da molti, non

può non ammirarsi da tutti, come ultimo sostegno di quel magnifico

pontificato civile, in cui questo, sponendo a luce nel seno dell'Italia

una civiltà forbita e gentile, sconosciuto, calunniato da' suoi figli,

stanco e doloroso si ritraeva a posare ne' penetrali santi ed

inviolabili della religione che informava». Libro V, in principio.

[146] Giuseppe Ferrari, nelle Lezioni sugli scrittori politici, riflette

che, cinque secoli più «tardi, un'altra dottrina s'impossessava della

Francia, e a nome della ragione reclamava pure il diritto di procedere

col terrore, di bandir la crociata, e di spodestare tutti i re della

terra».

[147] Ap. RAYNALDI al 1293, n. 55.

[148] Vedansene le prove in PHILIPPS, _Diritto ecclesiastico_, vol. III,

lib. I, § 138.

[149] Il Sismondi, caloroso protestante e accannito contro Bonifazio,

scrive che i Francesi «avidi di servitù, chiamarono libertà il diritto

di sacrificare persino le coscienze ai capricci dei loro padroni,

respingendo la protezione che contro la tirannide offriva loro un capo

straniero e indipendente.... I popoli dovrebbero desiderare che i

sovrani dispotici riconoscessero al di sopra di loro un potere venuto

dal Cielo, che li fermasse sulla strada del delitto.» _Storia delle

Repubbliche italiane_, c. 24.

[150] DE RUBEIS, _Storia di Ravenna_, lib. VI.

[151] De' processi in Toscana discorse ripetutamente all'Accademia

Lucchese monsignor Telesforo Bini, com'è a vedersi negli Atti del 1838 e

1845. I molti documenti, da cui raccolgonsi nomi di centosette Templari,

spargono gran luce s'un punto storico, molto dibattuto dopo la tragedia

del Raynouard.

[152] Oltre il Tosti suddetto 1847, vedansi varj scritti pubblicati pel

VI centenario di Dante.

[153] _Paradiso_ XI.

[154] _Inferno_ II.

[155] _Purgatorio_ XX.

[156] «E certo sono di ferma opinione che le pietre che nelle mura sue

(di Roma) stanno, sieno degne di reverenza, ed il suolo dove ella siede,

sia degno oltre quello che per li uomini è predicato e provato».

_Convivio_.

[157] Il chiarissimo filologo Bartolomeo Sorio lesse quest'anno

all'Istituto Veneto una memoria sopra il _Filicopo_ di Giovanni

Boccaccio, ove pretende mostrare che scopo di questo romanzo storico era

di esortare i principi Angioini al dovere che come feudatarj aveano di

accorrer a difesa del papa, ch'era stato costretto uscir di Roma ed

esulare ad Avignone; sicchè, com'ebbe dire nel Decamerone, Roma, già

capo del mondo, allora era coda.

Con quello stravagante e fin empio infrascamento di sacro e profano, ivi

racconta l'incarnazione del figlio di Giove, e come subì l'iniqua

percossa di Atropos, poi ritornato al padre, dopo spogliata di molti

prigioni l'antica città di Dite, mandò a' principi de' suoi cavalieri il

promesso dono del santo ardore. Segue la predicazione del vangelo nella

Spagna per opera del possente _Dio occidentale_, ch'è san Giacomo. «E in

te, o alma città, o reverendissima Roma, la quale egualmente a tutto il

mondo ponesti il tuo signoril giogo sopra gl'indomiti colli, tu sola

permanendo vera donna, molto più che in altra parte risuona, siccome

degno luogo della cattedral sede dei successori di Cefas. E tu di ciò

dentro a te non poco ti rallegra, ricordando te essere quasi la prima

predatrice delle sante armi; perciocchè conosci te in esse dover tanto

divenir valorosa, quanto per addietro in quelle di Marte pervenisti, e

molto più. Onde contentati, o Roma, che, siccome per l'antiche vittorie

più volte la tua lucente fronte ornata fu delle belle frondi di Penea,

così di quest'ultima battaglia (_religiosa_) con le nuove armi

trionfando, tu vittoriosamente meriterai d'esser ornata d'eternal

corona. E dopo i lunghi affanni la tua immagine fra le stelle sarà

allogata, tra le quali co' tuoi antichi figliuoli e padri, beata ti

troverai». Lib. I, num. 25 e seg.

[158] Lo studio della natura dell'impero e delle sue relazioni colla

Chiesa è di suprema importanza per intendere la storia del medioevo.

Perciò noi v'insistiamo. Su ciò versa un'opera recente dell'inglese

James Bryce, _The holy Roman Empire_. Oxford 1864.

[159] _Lege I de requir. reis_.

[160] _Mystéres d'iniquité_, pag. 419.

[161] Foscolo, _Discorso sulla D. C._ Londra 1823.

[162] _Sullo spirito antipapale che produsse la riforma_. Londra 1832, 3

vol. Già l'Aconzio (_Stratagematum Satanæ_, Lib. VIII) avea supposto

negli autori un linguaggio a due sensi. Il famoso scettico Bayle

conchiudeva: «Badate che Dante offre pruove e a quei che lo dicono buon

cattolico, e a quei che il negano».

[163] _Dante hérétique, revolutionnaire et socialiste, revélations d'un

catholique sur le moyen age_. Paris 1834.

_La Comédie de Dante traduite en vers selon la lettre, et commenté selon

l'esprit, suivie de la clef ou langage symbolique des fidèles d'Amour_.

Tomi 2. Paris 1856.

_Le Paradis de Dante illuminé_ a giorno; _dénouement tout maçonnique de

sa Comédie albigeoise_. 1855.

_Preuve de l'hérésie de Dante, notamment au sujet d'une fusion opérée

vers 1312 entre la Massènie albigeoise, le Temple et les Gibelins pour

constituer la Franc Maçonnerie, ib._

_Clef de la Comédie anticatholique de Dante_.

_L'Hérésie de Dante démontrée par Francesca da Rimini_.

_Les mystéres de la chevalerie et de l'amour platonique au moyen age_.

1858.

In senso opposto vedasi _Dante revolutionnaire et socialiste, non

hérétique_, par FERJUS BOISSARD, 1850.

[164] _Inferno_ III.

[165] _Inferno_ XXII.

[166] Come terrà questa regola quando Dante chiama i prelati _in veste

di pastor lupi rapaci_? e quando intima che _di voi, pastor, s'accorse

il vangelista_? e quando si lamenta sia usurpata _per colpa del pastor_

la giustizia di Firenze?

[167] Per esser conseguente, Lenoix (_Origine de la Francmaçonnerie_, p.

235) sostiene che san Bernardo era francomuratore.

[168]

Veggio il nuovo Pilato sì crudele

Che... senza decreto

Porta nel Tempio le cupide vele.

[169]

State contenti, umana gente, al quia;

Che se potuto aveste veder tutto,

Mestier non era partorir Maria.

[170] Beatrice dice a san Pietro.

O luce eterna del gran viro

A cui nostro Signor lasciò le chiavi

Ch'ei portò giù di questo gaudio miro,

Tenta costui de' punti lievi e gravi

Come ti piace, intorno della fede

Per la qual tu su per lo mare andavi. _Paradiso_ 24.

[171]

Avete il vecchio e il nuovo Testamento,

E il pastor della Chiesa che vi guida

Questo vi basti a vostro salvamento. _Paradiso_ V.

[172] _Convivio_, Tratt. IV, c. 5. «Oh istoltissime e vilissime

bestiole, che a guisa d'uomo vi pascete, che presumete contro a nostra

fede parlare, e volete sapere, filando e zappando, ciò che Dio con tanta

prudenza ha ordinato. Maledetti siate voi e la vostra presunzione, e chi

vi crede».

[173] _Inferno_, c. VIII.

[174] Sonetti della _Vita Nuova_.

[175] _Hist. des sciences matem. en Italie_, tom. II, pag. 195 e 200.

[176] Vedi PALERMO nel Catalogo dei manoscritti della Palatina di

Firenze.

[177] Capo 91. Vedi qui sopra, a pag. 109.

[178] Lib. X, c. 41.

Gli eretici d'Italia, vol. I · 第 28 / 82 题