Gli uomini, ο Orfeo, seguirono il tuo canto sovrumano, e s'
empierono di esso, ed obbliarono il male. Il fiore della
divinità spuntò nell' anima loro, e nel coglierlo
repentinamente aperto s' allegrarono, e, come in sogno, si
ricordarono di averlo, gran tempo addietro, posseduto. Lungo la
lunghissima via irresistibilmente ti seguitarono, con faccie
che diventarono tutte belle, per le valli e pei monti, per le
rive e per le grotte, per lunghe vie d' inesplorato abisso; e i
loro gesti, e i loro passi secondarono il tuo ritmo, e varie
voci s' udirono sparse qua e là, che parevano tue. Così l'
umanità tutta intera concordemente restò suggellata dall'
anima del tuo canto, e com' esso moveasi tutta intera. Un
rumore strano ed indefinito dietro essa, la distrasse per un
momento, e si volse indietro a guardare Erano gli alberi
strepitanti, e gli animali mugolanti, che significavano il
principio del sentimento, e del pensiero dell' uomo. Un'
aureola di gloria ti circondava; un' altra ti sovrastava,
perchè le stelle ed i mondi lontani ti danzavano al di sopra,
colla rapida agevolezza delle spose giovinette; un' altra
aureola di gloria s' andava intrecciando nel centro dell'
Abisso, che si preparava a svegliare sotto i tuoi occhi tutti i
suoi misteri, e chiarificarteli. Gli è così che, con tutte le
tue forze, lottavi col Fato gigantesco, il quale silenzioso
mormorava nel secreto la sua vittoria. La sposa, l' amata sposa
fu perduta, ed era ben dritto. La divina forza, caduta dal
grembo degli Dei, era diretta tutta ad uno scopo parziale, e,
sotto la grandezza dell' arte, restava accovacciata la
piccolezza dell' uomo, che non ebbe nemmen potere di non
volgere il capo.