L' USIGNOLO E LO SPARVIERE

Ascolta, ο Sparviere, il povero Usignoletto. La mia vita è nel

tuo potere, com' è ora questo volar sulle nubi, alle quali non

giunsi mai. Ma ascoltami. Dalle soovi fonti secrete della

natura pioveva uno spirito mite, e toccava un altro mite del

pari dentro il mio petto. Or questo si risolveva in canto, come

le fronde dell' ospite pianta, come le stelle che al di sopra

splendevano. La beltà di quanto mi circondava mi toccava, e

diventava armonia. Io ti guardava venirmi incontro, e la paura

fu vinta dalla maraviglia del tuo volo rapido e maestoso, nel

quale ammirava il dono degli Dei. Ma in queir istante, da

inesauribile profondità, voleano sgorgarmi icantici, dal

dolore d' una rosa strappata dal vento. Io li cominciava, io,

che allo scoppiare del fulmine, sentiami palpitare il seno,

accovacciato nella fronda appena nata Lasciami vivere un

momento finchè almeno getti nell' etere sereno, e nel tuo

orecchio, il tesoro che sento. Non uccidere quello che deve

nascere. Sì dicendo, lo Sparviere allentava l' ugna affamata,

e dell' altro artiglio faceva mano umana ed amorevole all'

Usignolo, che in quell' istante spirò.

Διονυσίου Σολωμού - Άπαντα τα Ευρισκόμενα · 第 102 / 116 题