SONETTO

Veni de libano, sponsa mea.

Fra già l' ora in cui stellatto è l' etere

E il primo sonno i sensi miei delibano

Quando voce sentii che al suon di cetere

Vieni Donna, dicea, vieni dal Libano.

Vieni il ciel tutto quanto udii ripetere

In suon che i versi miei non fia che scribano,

E le strade s' empian tutte dell' etere,

Di viva luce e d' odoroso olibano.

Quando apparve improvviso un sol fra gli angeli,

E spingo i bracci in alto, e disintricoli,

Che amor delle bellezze eterne tangeli.

Ahi! perchè sparve e perchè questi labili

Sensi invece di star infra i cellcoli

Son qui tra il vizio, e la virtude instabili?

Διονυσίου Σολωμού - Άπαντα τα Ευρισκόμενα · 第 66 / 116 题