Veni de libano, sponsa mea.
Fra già l' ora in cui stellatto è l' etere
E il primo sonno i sensi miei delibano
Quando voce sentii che al suon di cetere
Vieni Donna, dicea, vieni dal Libano.
Vieni il ciel tutto quanto udii ripetere
In suon che i versi miei non fia che scribano,
E le strade s' empian tutte dell' etere,
Di viva luce e d' odoroso olibano.
Quando apparve improvviso un sol fra gli angeli,
E spingo i bracci in alto, e disintricoli,
Che amor delle bellezze eterne tangeli.
Ahi! perchè sparve e perchè questi labili
Sensi invece di star infra i cellcoli
Son qui tra il vizio, e la virtude instabili?