[338] Giornandes (_de reb. Getic. c. 13, 14 pag. 629, 630 Edit. Grot._)
ha tratto l'origine di Teodorico da Gapt, uno degli Ansi o Semidei, che
visse verso il tempo di Domiziano. Cassiodoro, ch'è il primo, che
celebri la stirpe Reale degli Amali (_Var. VIII 5, IX 25, X 2, XI 1_)
conta il nipote di Teodorico per decimosettimo nella discendenza.
Peringsciold (Commentatore Svezzese di Cochloeus. _vit. Theodor. pag.
271 Stockholm 1699_) s'affatica per combinare questa genealogia con le
leggende, o tradizioni della sua patria.
[339] Più esattamente sulle rive del lago Pelso (_Nieusiedlersee_)
vicino a Carnunto, quasi nel medesimo luogo, dove Marco Antonino compose
le sue meditazioni (Giornand. c. 52 p. 659. Severin, _Pannonia
illustrata p. 22. Cellarius, Geogr. antiq. Tom. 1 p. 350_).
[340] In una lastra d'oro s'incisero le prime quattro lettere (ΘΕΟΔ)
del suo nome, e quindi postala sulla carta, il Re faceva scorrere
la sua penna per le incisioni di quella (Anonym. Valesian. _ad
calcem Ammiani Marcellin. p. 722_). Questo fatto, autenticato dalla
testimonianza di Procopio, e almeno de' Goti contemporanei (_Gothic. l.
1 c. 2 p. 311_) prevale assai alle vaghe lodi d'Ennodio (Sirmond.,
_Oper. Tom. 1 p. 1596_) e di Teofane (_Chronograp. p. 112_).
[341] _Statura est, quae resignet proceritate regnantem_ (Ennod. p.
1614). Il Vescovo di Pavia (voglio dire quell'Ecclesiastico che
desiderava d'esser Vescovo) passa in seguito a celebrar la carnagione,
gli occhi, le mani ec. del suo Sovrano.
[342] Descrivono lo Stato degli Ostrogoti, ed i primi anni di Teodorico,
Giornandes (c. 52, 56 p. 689, 696) e Malco (_Excerpt. Legat. p. 78, 80_)
che lo chiama erroneamente figlio di Walamiro.
[343] Teofane (p. 111) inserisce nella sua storia una copia delle
_Sacre_ lettere di lei alle province: ιστε οτι βασιλεον εμετερον
εστι.... και οτι προχειρησαμεθα βασιλεα τρασκαλλισαιον ec. (_sapete,
che nostro è l'Impero... e che facemmo Trascalisseo Imperatore, ec._).
Tali donnesche pretensioni avrebber fatto stupire gli schiavi de'
_primi_ Cesari.
[344] _cap. XXXVI Tom. VI p. 136_.
[345] Suidas _Tom. I p. 332, 333 Edit. Kuster._
[346] Le storie contemporanee di Malco, e di Candido si son perdute: ma
se ne conservarono alcuni estratti o frammenti presso Fozio (LXXVIII,
LXXIX p. 100, 102), presso Costantino Porfirogenito (_Excerpt. Legat. p.
78, 97_), ed in vari articoli del Lessico di Suida. Quanto a' regni di
Zenone e d'Anastasio la Cronica di Marcellino (_Imago Historiae_) è
originale: e debbo confessare, almeno rispetto agli ultimi tempi, le mie
obbligazioni alle vaste ed esatte Collezioni del Tillemont (_Hist. des
Emp. Tom. VI pag. 472, 652_).
[347] _In ipsis congressionis tuae foribus cessit invasor, cum profugo
per te sceptra redderentur de salute dubitanti._ Ennodio poi giunge fino
(p. 1596, 1597 Tom. 1 _Sirmond._) a trasportare il suo Eroe (forse sopra
un dragon volante?) nell'Etiopia, oltre il tropico di cancro. Quel che
dicono il Frammento Valesiano (pag. 717), Liberato (_Brev. Eutych. c. 25
p. 118_), e Teofane (p. 112), è più sobrio e ragionevole.
[348] Viene specialmente imputato questo crudele uso ai Goti Triarj,
meno (_forse più_) barbari, per quanto sembra, de' _Walamiri_; ma si
accusa il figlio di Teodemiro della rovina di molte Città Romane (Malco,
_Excerpt. Legat. p. 95_).
[349] Giornandes (cap. 56, 57 p. 696) espone i servigi di Teodorico, ne
confessa le ricompense, ma dissimula la sua ribellione, di cui ci sono
stati conservati questi curiosi ragguagli da Malco (_Excerpt. Legat. p.
78, 97_). Marcellino, famigliare di Giustiniano, sotto il quarto
Consolato del quale (an. 534) compose la sua Cronica (Scaligero
_Thesaur. tempor. P. II p. 34, 57_) scuopre il suo pregiudizio, e la sua
passione; _in Graeciam debacchantem.... Zenonis munificentia pene
pacatus..... beneficiis numquam satiatus, etc._
[350] Nel tempo ch'ei cavalcava nel suo campo, un cavallo indomito lo
trasse contro la punta d'una lancia, che stava fissa d'avanti a una
tenda o sopra un carro (Marcellin. _in Chron.; Evagr. l. III c. 25_).
[351] Vedasi Malco (_pag. 91_) ed Evagrio (_l. III c. 35_).
[352] Malco (_p. 85_). In una sol'azione, che fu decisa dall'abilità e
disciplina di Sabiniano, Teodorico perdè cinquemila uomini.
[353] Giornandes (_c. 57 pag. 696, 697_) ha compendiato la grande
Istoria di Cassiodoro. Si vedano, si confrontino fra loro, e si
concilino insieme Procopio (_Gothic. l. 1 c. 1_), il Frammento Valesiano
(_p. 718_), Teofane (_p. 113_) e Marcellino (_in Chron._).
[354] La marcia di Teodorico vien esposta ed illustrata da Ennodio (_p.
1598, 1602_) qualora si riduca la gonfiezza dell'orazione al linguaggio
del senso comune.
[355] _Tot Reges_ ec. (Ennod. _p. 1602_). Dobbiamo quindi arguire quanto
fosse moltiplicato e avvilito il titolo di Re, e che i mercenari
d'Italia erano i frammenti di molte nazioni e tribù.
[356] Vedi Ennod. _pag. 1603_. Poichè l'Oratore alla presenza del Re
potè mentovare e lodare sua madre, possiam dedurne, che la magnanimità
di Teodorico non si offendeva delle volgari taccie di concubina e di
bastardo.
[357] Si riporta quest'aneddoto sulla moderna, ma rispettabil autorità
del Sigonio (_Oper. Tom. I. p. 580. De Occident. Imp. l. XV_). Son
curiose le sue parole = Volete voi ritornare? = nell'atto di presentare
ad essi, e quasi scuoprire l'originale ricetto.
[358] _Hist. miscell. l._ XV. Storia Rom. da Giano fino al IX secolo,
Epitome d'Eutropio, di Paolo Diacono, e di Teofane, che ha pubblicato il
Muratori da un MSS. della Libreria Ambrogiana (_Script. Rerum Italic.
Tom. I. p. 110_).
[359] Procop. (_Gothic. L. I. c. I_). Si dimostra imparziale Scettico:
φασι.... δολερω τροπω εκτεινε (_dicono.... morì per inganno_),
Cassiodoro (_in Chronic_.) ed Ennodio (_p. 1604_) sono leali e creduli,
e la testimonianza del frammento Valesiano (_p. 718_) può giustificare
la loro credenza. Marcellino sputa il veleno d'un suddito greco,
_periuriis illectus interfectusque est (in Chron)_.
[360] La sonora e servile orazione d'Ennodio fu pronunziata a Milano o a
Ravenna l'anno 507 o 508. (Sirmondo, _Tom. I. p. 1615_). Due o tre anni
dopo l'Oratore fu premiato col Vescovato di Pavia, ch'ei tenne fino alla
sua morte seguita nel 521 (Dupin, _Bibliot. Eccl. Tom. V. p. 11-14_ Vedi
Saxii, _Onomasticon Tom. II, p. 12_.).
[361] I nostri migliori materiali sono alcuni cenni accidentali presso
Procopio, ed il Frammento Valesiano, che fu scoperto dal Sirmondo, e
pubblicato al fine d'Ammiano Marcellino. È ignoto il nome dell'Autore, e
lo stile n'è barbaro: ma ne' varj fatti che adduce, dimostra la
cognizione d'un contemporaneo senz'averne le passioni. Il Presidente di
Montesquieu aveva formato il piano d'un'Istoria di Teodorico, che veduto
in distanza può sembrare un soggetto ricco ed interessante.
[362] La miglior edizione de' XII. _libri Variar._ è quella di Gio.
Garrezio (_Rotomag. 1679 in Opp. Cassiodor. 2. Vol. in fol._) ma essi
meritavano, ed esigevano un editore come il Marchese Scipione Maffei,
che pensò di pubblicarli in Verona. La _barbara eleganza_ (come
ingegnosamente la chiama il Tiraboschi) non è mai semplice, o raramente
chiara.
[363] _Procop., Gothic. l. 1. c. 1. Variar. II._ Il Maffei (_Verona
Illustr. P. I. p. 228_) esagera l'ingiustizia de' Goti, che egli odiava
come un nobile Italiano: ed il plebeo Muratori s'umilia sotto la lor
oppressione.
[364] Procop., _Goth. l._ III. c. 4. 21. Ennodio (p. 1612, 1613)
descrive l'arte militare, e l'aumento de' Goti.
[365] Quando Teodorico diede la sua sorella per moglie al Re de'
Vandali, ella partì per l'Affrica con una guardia di mille nobili Goti,
ciascheduno de' quali era seguitato da cinque uomini armati (Procop.,
_Vandalic. l._ 1. c. 8). La nobiltà Gotica quanto era brava, doveva
essere altrettanto numerosa.
[366] Vedi la ricognizione della libertà Gotica (_Var._ V. 30).
[367] Procop., _Goth. l._ 1. c. 2. I fanciulli Romani imparavano il
linguaggio de' Goti (_Var. VIII. 21_). Non distruggono la lor generale
ignoranza l'eccezioni d'Amalasunta, che come donna poteva studiare senza
vergogna, o di Teodato, la dottrina del quale provocò lo sdegno e il
disprezzo de' suoi Nazionali.
[368] Era fondato sull'esperienza questo detto di Teodorico: _Romanus
miser imitatur Gothum; et utilis_ (dives) _Gothus imitatur Romanum_.
(Vedi il _Frammento, e le Note del Valesio, p. 719_).
[369] Dalle Lettere di Cassiodoro si rileva il prospetto dello
stabilimento militare de' Goti in Italia. (_Var. I. 24, 40 III. 3, 24,
48, IV. 13, 14, V. 26, 27, VIII. 3, 4, 25_). E queste Lettere sono
illustrate dall'erudito Mascou (_Istor. dei Germani l. XI. 40-44.
Annotaz. XIV_).
[370] Vedasi la chiarezza ed il vigore delle sue negoziazioni presso
Ennodio (p. 1607); e Cassiodoro (_Var. III. 1, 2, 3, 4, IV. 13, V. 43,
44_) espone il vario suo stile di amicizia, di consiglio, di domanda ec.
[371] Fino della tavola (_Var. VI. 9_) e del Palazzo (_VII, 5_).
L'ammirazione degli stranieri si rappresenta come il motivo più
ragionevole di giustificare queste vane spese, e di stimolar la
diligenza de' Ministri, a' quali eran affidate quelle incombenze.
[372] Vedi le pubbliche e private alleanze del Re Goto coi Borgognoni
(_Var. I 45, 46_), co' Franchi (_II 40_), co' Turingi (_IV 1_), e co'
Vandali (_V 1_). Ciascheduna di queste Lettere somministra curiose
notizie intorno alla politica, ed a' costumi de' Barbari.
[373] Si può vedere il suo sistema politico presso Cassiodoro (_Var. IV
1, IX 1_), Giornandes (_c. 58 p. 698, 699_), ed il Frammento Valesiano
(_p. 720, 721_). La pace, l'onorevole pace, era lo scopo costante di
Teodorico.
[374] Un Lettore curioso può contemplar gli Eruli di Procopio (_Goth. l.
II c. 14_) ed un lettore paziente si può immergere nell'oscure e minute
ricerche del Sig. di Buat (_Hist. des Peuples anciens Tom. IX p. 348,
396_).
[375] _Var. IV 2._ Cassiodoro espone lo spirito, e le formalità di
questa marziale istituzione; ma sembra, che abbia trasportato solo i
sentimenti del Re Goto nel linguaggio della eloquenza Romana.
[376] Cassiodoro, che cita Tacito agli Estoni, ignoranti selvaggi del
Baltico (_Var. V. 2_), descrive l'ambra, per causa della quale i loro
lidi sono stati sempre famosi, come la gomma d'un albero indurita dal
sole, e purificata e trasportata dall'onde. Analizzata questa singolar
sostanza da' Chimici, somministra un olio vegetabile, ed un acido
minerale.
[377] Scanzia, o Thule vien descritta da Giornandes (_c. 3 p. 610,
613_), e da Procopio (_Goth. lib. 2 c. 15_). Nè il Goto, nè il Greco
Scrittore avevan veduto quel paese: ma avevano ambidue conversato co'
nativi di esso nel loro esilio a Ravenna, o a Costantinopoli.
[378] _Sapherinas Pelles._ Al tempo di Giornandes questa bella razza di
animali abitava la regione di _Suethans_, la Svezia propriamente detta;
ma appoco appoco è stata scacciata nelle parti Orientali della Siberia.
Vedi Buffon (_Hist. Nat. T. XIII p. 309, 313. Ediz. in quarto_); Pennant
(_Sistema de' quadrupedi Tom. I p. 322, 328_); Gmelin (_Hist. gener. des
Voyages Tom. XVIII p. 257, 258_) e Levesque (_Hist. de Russie Tom. V p.
135, 166, 514, 515_).
[379] Nel sistema o Romanzo del Bailly (_Lettres sur les Sciences et sur
l'Atlantide Tom. I p. 249, 256. Tom. II p. 114, 139_) la fenice
dell'Edda, e l'annua morte e risorgimento d'Adone e d'Osiride sono i
simboli allegorici della assenza e del ritorno del Sole nelle regioni
Artiche. Questo ingegnoso Scrittore è un degno scolare del gran Buffon:
nè riesce facile alla più fredda ragione l'opporsi all'incanto della
loro filosofia.
[380] ̉Αυτη τε ̉Θυλιταιςη μεγηνη των ε̉σρτων ὲστι (_E questa è la
massima festa per i Tuliti_) dice Procopio. Presentemente un rozzo
manicheismo (bastevolmente generoso) domina fra' Samoiedi in
Groenlandia, e in Lapponia (_Hist. des Voyag. Tom. XVIII p. 508, 509
Tom. XIX p. 105, 106, 527, 528_); pure secondo Grozio _Samojutae coelum
atque astra adorant, numina haud aliis iniquiora_ (_de rebus Belgicis L.
IV p. 338 Ediz. in fol._) sentenza, che non isdegnerebbe di riconoscer
per sua lo stesso Tacito.
[381] _Vedi l'Hist. des Peuples anciens ec. Tom. IX. p. 255, 273, 396,
501._ Il Conte di Buat era ministro di Francia alla Corte di Baviera,
allorchè una ingenua curiosità eccitò le sue ricerche sopra le antichità
di quel Paese, e tal curiosità fu il _germe_ di dodici rispettabili
volumi.
[382] Vedi i Fatti de' Goti sul Danubio, e nell'Illirico presso
Giornandes (_c. 58 p. 699_), Ennodio (_p. 1607, 1610_), Marcellino (_in
Chron. p. 44, 47, 48_) e Cassiodoro (_in Chron. e Var. III 23, 50. IV
13. VII 4, 24. VIII 9, 10, 11, 21. IX 8, 9_).
[383] Non posso fare a meno di trascrivere il generoso e classico stile
del Conte Marcellino: _Romanus Comes Domesticorum, et Rusticus Comes
Scholariorum cum centum armatis navibus, totidemque dromonibus, octo
millia militum armatorum secum ferentibus ad devastanda Italiae littora
processerunt, et usque ad Tarentum antiquissimam Civitatem aggressi
sunt; remensoque mari inhonestam victoriam, quam piratico ausu Romanis
rapuerunt, Anastasio Caesari reportarant._ (_in Chron. p. 48_). Vedi
_Var. I 16. II 38_.
[384] Vedi gli ordini, e le istruzioni reali (_Var. IV 15. V 16, 20_).
Questi navigli armati dovevano essere anche più piccoli de' mille
vascelli d'Agamennone nell'assedio di Troia.
[385] Vedi _Cap. XXXVIII_.
[386] Ennodio (_p. 1610_), e Cassiodoro in nome del Re (_Var. II 41_)
fanno menzione della sua salutar protezione degli Alemanni.
[387] Si espongono i fatti de' Goti nella Gallia e nella Spagna con
qualche oscurità da Cassiodoro (_Var. III 32, 38, 41, 43, 44. V 39_), da
Giornandes (_cap. 58 pag. 698, 699_) e da Procopio (_Goth. l. 1 c. 12_).
Io non voglio nè discutere, nè conciliare fra loro i lunghi e
contraddittori argomenti dell'Abbate Dubos, e del Conte di Buat sopra le
guerre della Borgogna.
[388] Teofane _p. 113_.
[389] Procopio asserisce, che Teodorico ed i successivi Re d'Italia non
promulgarono leggi alcune (_Goth. l. II c. 6_). Ei deve intender però in
lingua gotica: perchè tuttavia esiste un editto latino di Teodorico in
cento cinquantaquattro articoli.
[390] Si trova incisa l'immagine di Teodorico nelle sue monete; ma i
modesti suoi successori si contentarono d'aggiungere il lor proprio nome
alla testa dell'Imperatore regnante (Muratori, _Antiq. Ital. medii aevi
Tom. II Diss. 27 p. 577, 579_. Giannone, _Istor. Civ. di Napoli Tom. I
p. 166_).
[391] Si rappresenta, l'alleanza dell'Imperatore e del Re d'Italia da
Cassiodoro (_Var. I 1. II 12, 3. VI 1_), e da Procopio (_Goth. l. II c.
6 l. III c. 21_), che celebrano la amicizia d'Anastasio con Teodorico;
ma il figurato stile di complimento veniva interpretato in un senso
molto differente a Costantinopoli ed a Ravenna.
[392] Alle diciassette Province della _Notizia_ Paolo Warnefrido Diacono
(_De reb. Longobard. l. II c. 14, 22_) aggiunse la XVIII dell'Appennino
(Muratori, _Scriptor. Rer. Italicar. Tom. I p. 431, 433_). Ma di queste
la Sardegna e la Corsica si possedevano da' Vandali, e le due Rezie,
ugualmente che le Alpi Cozie, pare che fossero abbandonate ad un Governo
militare. Giannone ha lavorato (_Tom. I p. 172, 178_) con patriottica
diligenza sopra lo stato delle quattro Province, che ora formano il
regno di Napoli.
[393] Vedi l'Istoria Gotica di Procopio (_lib. I c. I lib. II c. 6_),
l'Epistole di Cassiodoro (_passim_, ma specialmente i libri V e VI che
contengono le _formole_ o Patenti degli Ufizi), e la Storia Civile del
Giannone (_Tom. I lib. II, III_). I Conti Gotici per altro, ch'ei pone
in ogni città d'Italia, si distruggono dal Maffei (_Verona illustrata P.
I lib. 8 p. 227_), giacchè quelli di Siracusa e di Napoli (_Var. VI 22,
23_) appartengono a commissioni speciali e temporanee.
[394] Furono l'uno dopo l'altro impiegati al servizio di Teodorico due
Italiani, che avevano il nome di Cassiodoro, il padre (_Var. I 24, 40_)
ed il figlio (IX 24, 25). Il figlio era nato l'anno 479. Le varie
Lettere, ch'egli scrisse come Questore, come Maestro degli Ufizi, e come
Prefetto del Pretorio, s'estendono dall'anno 509 al 539 e visse da
monaco circa trent'anni (Tiraboschi, _Stor. della Lett. Ital. T. III p.
7, 24. Fabricio, Bibliot. Lat. med. aev. Tom. I p. 357, 358. Edit.
Mansi_).
[395] Vedi il suo riguardo pel Senato presso Cochleo (_Vit. Theod. VIII
p. 72, 80_).
[396] Non maggiore di 120,000 modj, o quattromila sacca (Anon. Valesian.
_p. 721 e Var. I 35. VI 18. XI 5, 39_).
[397] Si veda il riguardo e l'indulgenza ch'ebbe per gli spettacoli del
Circo, del Teatro e dell'Anfiteatro, nella Cronica e nell'Epistole di
Cassiodoro (_Var. I 20, 27, 30, 31, 32. III 51. IV 51_ illustrate
dall'annotaz. 14 dell'Istoria di Mascou), che ha tentato di spargere su
questa materia una ostentata, quantunque piacevol erudizione.
[398] Anon. Vales. _p. 721_. Mario Aventicense _in Chron._ Nella
bilancia del merito pubblico e personale, il Conquistatore Gotico è per
lo meno tanto superiore a Valentiniano, quanto può sembrare inferior di
Traiano.
[399] _Vit. Fulgentii in Baron., Annal. Eccl. A. D. 500 n. 10._
[400] Cassiodoro descrive col pomposo suo stile il Foro di Traiano
(_Var. VII 6_), il Teatro il Marcello (_IV 51_) e l'Anfiteatro di Tito
(_V 42_), e le sue descrizioni non sono indegne dell'attenzion del
Lettore. L'Ab. Barthelemy computa, che, secondo i prezzi moderni,
l'opera in mattoni e la struttura del Colosseo costerebbe ora venti
milioni di lire di Francia (_Mem. de l'Academie des inscript. Tom. 28 p.
585, 586_). Che piccola parte di quella stupenda fabbrica!
[401] Intorno agli Acquedotti, ed alle Cloache vedi Strabone (_l. V p.
360_), Plinio (_Hist. Nat. XXXVI 24_), Cassiodoro (_Var. III 30, 31 VI
6_), Procopio (_Got. l. I c. 9_), e Nardini (_Roma antica p. 514, 522_).
È tuttora un problema, come tali opere si potessero eseguire da un Re di
Roma.
[402] Quanto alla cura, che si presero i Goti delle fabbriche e delle
statue, vedi Cassiodoro (_Var. I 21, 25. II 34. IV 30. VII 6, 13, 15_)
ed il Frammento Valesiano (_pag. 721_).
[403] _Var. VII 15._ Questi cavalli di _Montecavallo_ da Alessandria
erano stati trasportati a' Bagni di Costantino (Nardini _pag. 188_). Se
ne disprezza la scultura dall'Abbate Dubos (_Reflex. sur la Poesie et
sur la Peinture Tom. I sect. 39_) e s'ammira dal Winckelmann (_Hist. de
l'Art Tom. II pag. 159_).
[404] _Var. X 10._ Essi erano probabilmente un frammento di qualche
carro trionfale (Cuper, _de Elephant. II. 10_).
[405] Procopio (_Goth. l. IV c. 21_) riporta una sciocca storia della
Vacca di Mirone, che vien celebrata dal falso spirito di trentasei
epigrammi greci (_Antholog. l. IV p. 302, 306. Edit. Hen. Steph. Auson.,
Epigramm. 58, 68_).
[406] Vedi un Epigramma d'Ennodio (_II 3 p. 1893, 1894_) sopra questo
giardino ed il real giardiniere.
[407] Si prova la sua affezione per quella città dall'epiteto di _Verona
tua_, e dalla leggenda dell'Eroe. Sotto il nome barbaro di Dietrich di
Berna (Peringsciold, _ad Cochloeum p. 840_) il Maffei lo segue con
intelligenza e piacere nel suo paese nativo (_l. IX p. 230, 236_).
[408] Vedi Maffei (_Verona illustr. P. I p. 231, 232, 308 ec._). Egli
attribuisce l'architettura gotica, come la corruzione della lingua,
della scrittura ec. non a' Barbari, ma agli Italiani medesimi: si
confrontino i suoi sentimenti con quelli del Tiraboschi (_Tom. III p.
61_).
[409] Nell'Epistole di Cassiodoro vagamente si dipingono le ville, il
clima, e le vedute di Baia (_Var. IX 6._ Vedi Cluver., _Ital. antiqu. l.
IV c. 2 p. 1119 ec._) d'Istria (_Var. XII 22, 26_), e di Como (_Var. XI
14_ paragonata con le due Ville di Plinio _IX 7_).
[410] _In Liguria numerosa Agricolarum progenies_ (Ennod. 1678, 1679,
1680). S. Epifanio di Pavia redimè, per mezzo di preghiere o di
riscatto, 6,000 schiavi da' Borgognoni di Lione o di Savoia. Tali azioni
sono memorabili più dei miracoli.
[411] L'economia politica di Teodorico (Vedi l'Anon. Vales. _p. 721_ e
Cassiodoro _in Chron._) può distintamente ridursi a' seguenti capi:
miniere di ferro (_Var. III 23_) e d'oro (_IX 3_): paludi Pontine (_II
32, 33_): di Spoleto (_II 21_): grano (_I 34. X 27, 28. XI 11, 12_):
commercio (_VI 7. VII 9, 23_): fiera di Leucotoe o di S. Cipriano in
Lucania (_VIII 33_) abbondanza (_XII 4_) cursus, o la pubblica posta (_I
29. II 31. IV 47. V 5. VI 6. VII 33_): la strada Flaminia (_XII 18_).
[412] _LX. Modii tritici in solidum ipsius tempore fuerunt, et vinum XXX
amphoras in solidum_ (Fragm. Vales.). Dai granai si distribuiva il grano
a XV o XXV modj per soldo d'oro, ed il prezzo era sempre moderato.
[413] Vedi la vita di S. Cesario presso il Baronio (_A. D. 508. n. 12,
13, 14_). Il Re gli regalò 300 soldi d'oro, ed un piatto d'argento, che
pesava 60 libbre.
[414] Ennodio _in vit. S. Epiphan._ nelle opere del Sirmondo _Tom. I p.
1672, 1690_. Teodorico sparse importanti favori sopra di questo Vescovo,
ch'egli adoperava come Consigliere in tempo di pace e di guerra.
[415] _Devotissimus ac si Catholicus_ (_Anon. Vales. p. 720_); la sua
offerta però non fu maggiore di due candelieri (_cerostrata_) d'argento,
del peso di settante libbre, molto inferiore all'oro e alle gemme di
Costantinopoli o di Francia (Anastas. _in vit. Pontif. in Houmisda p. 34
Edit. Paris_).
[416] Il tollerante sistema del suo regno (Ennod. _p. 1612_; Anon.
Vales. _p. 719_. Procop., Goth. _l. I. c. 1, l. II c. 6_) può studiarsi
nell'Epistole di Cassiodoro sotto i seguenti articoli; _Vescovi_ (_Var.
I 9. VIII 15, 24. XI 23_); _Immunità_ (_I 26. II 29, 30_); _Terre della
Chiesa_ (_IV 17, 20_); _Santuari_ (_II 11. III 47_); _Argenteria della
Chiesa_ (_XII 20_), _Disciplina_ (_IV 44_): che provano, ch'esso era nel
tempo stesso Capo della Chiesa e dello Stato.
[417] Possiam rigettare una sciocca novella d'aver egli decapitato un
Diacono cattolico, che s'era fatto Arriano (Theodor. Lector. n. 17).
Perchè Teodorico è soprannominato _Afer_? da _Vafer_? (Vales. _ad loc._)
debole congettura!
[418] Ennodio _p. 1621, 1622, 1636, 1638_. Il suo _libello_ fu
(_synodaliter_) approvato, e registrato da un Concilio Romano (Baron.
an. 503 n. 6. Franc. Pagi _in Breviar. Pontif. Rom. Tom. I p. 242_).
[419] Vedi Cassiodoro (_Var. VIII 15. IX 15, 16_), Anastasio (_in
Symmacho p. 31_) e l'annotazione XVII di Mascovio. Il Baronio, il Pagi,
e la maggior parte de' Dottori Cattolici confessano con meste querele
questa Gotica usurpazione.
[420] Ei li privò = licentia testandi =, e si attristò tutta l'Italia =
lamentabili Justitio =. Io vorrei persuadermi, che queste pene si
fossero stabilite contro i ribelli, che avevano violato il loro
giuramento di fedeltà, ma la testimonianza d'Ennodio (_p. 1675, 1678_) è
sommamente grave per la circostanza ch'ei visse e morì sotto il regno di
Teodorico.
[421] Ennodio _in vit. Epiphan. p. 1689, 1690_. Boet., _De Consolat.
Philos. l. 1 pros. IV p. 45, 46, 47_. Si rispettino, ma si pesino le
passioni del Santo e del Senatore: e si confermino o si diminuiscano le
loro querele, facendo uso de' vari cenni di Cassiodoro (_Var. II 8. IV
36. VIII 5_).
[422] _Immanium expensarum pondus.... pro ipsorum salute etc._ Queste
però non sono che pure parole.
[423] Si trovavano degli Ebrei a Napoli (Procopio, _Goth. l. 1 c. 8_), a
Geneva (_Var. II 28. IV 33_), a Milano (_V 57_), a Roma (_IV 43_): vedi
anche Basnagio, _Hist. des Juifs, Tom. VIII c. 7 p. 254_.
[424] _Rex avidus communis exitii etc._ Boeth. _l. 1 p. 59. Rex dolum
Romanis tendebat_ (Anon. Vales. _p. 723_) queste son parole assai dure,
ch'esprimono le passioni degl'Italiani, e temo anche quelle di Teodorico
medesimo.
[425] Ho procurato di trarre una ragionevole narrazione dagli oscuri,
brevi ed incerti cenni dal frammento Valesiano (_p. 722, 723, 724_), di
Teofane (_p. 245_), d'Anastasio (_in Joanne p. 35_) e dell'Istoria
miscella (_p. 103 Edit. Muratori_). Una tenue compressione e parafrasi
delle loro parole non è una violenza. Vedasi anche il Muratori (_Annali
di Italia. Tom. IV p, 471, 478_) con gli Annali, ed il Compendio (_Tom.
I 259, 263_) de' due Pagi, Zio e Nipote.
[426] Le Clerc ha fatto una vita critica e filosofica di Anicio Manlio
Severino Boezio (_Bibl. Chois. Tom. XVI p. 168, 275_) e posson
consultarsi con vantaggio tanto il Tiraboschi (_Tom. III_), quanto il
Fabricio (_Bibliot. Latin._). Si può fissare la data della sua nascita
verso l'anno 470, e la sua morte nel 524 in una età non molto avanzata
(_Consol. Phil. Metrica I p. 5_).
[427] Intorno all'età ed al valore di questo manoscritto, che ora è
nella Libreria Medicea di Firenze, vedi _Cenotaphia Pisana_ (_p. 430,
447_) del Card. Noris.
[428] Gli studj di Boezio in Atene son dubbiosi (Baronio an. 510 n. 3
che cita un Trattato spurio _De Disciplina scholarum_), e senza dubbio
il termine di diciotto anni è troppo lungo: ma il puro fatto d'una
visita, ch'ei fece ad Atene, si giustifica da più prove, tratte da lui
medesimo (Bruker _Hist. Crit. Philos. Tom. III p. 524, 527_) e da
un'espressione, quantunque vaga ed ambigua, di Cassiodoro suo amico
(_Var. I 45_) _Longe positas Athenas introisti_.
[429] _Bibliothecae comptos ebore ac vitro parietes etc._ (_Consol.
Phil. l. 1 Pros. V p. 74_). L'Epistole d'Ennodio (_VI 6. VII 13. VIII 1,
31, 37, 40_) e Cassiodoro (_Var. I 39. IV 6. IX 21_) somministrano molte
prove dell'alta riputazione, ch'ei godeva a' suoi tempi. È vero, che il
Vescovo di Pavia ebbe bisogno di comprare da lui una vecchia casa in
Milano, e poterono presentarsi ed accettarsi delle lodi per parte del
pagamento di essa.
[430] Il Pagi, il Muratori ec. convengono, che Boezio medesimo fu
Console, nell'anno 510, i due suoi figli nel 522, e nel 487 forse suo
padre. Il desiderio d'attribuire al Filosofo l'ultimo di questi
Consolati ha resa dubbiosa la cronologia della sua vita. Ne' propri
onori, nelle sue Parentele, nei Figli egli celebra la sua propria
felicità la felicità passata. (_p. 109, 110_).
[431] _Si ego scissem, tu nescisses._ Boezio (_L. 1 Pros. 5 pag. 53_)
adotta questa risposta di Giulio Cano, di cui la morte filosofica è
descritta da Seneca (_De tranquillit. animi, c. 14_).
[432] S'espongono i caratteri de' due suoi delatori, Basilio ed Opilio,
non molto per essi onorevolmente nelle Lettere di Cassiodoro (_Var. II
10, 11. IV 22. V 41. VIII 16_) che fa menzione ancora di Decorato (_V
31_) indegno Collega di Boezio (_L. III Pros. 4 p. 193_).
[433] Si fece un rigoroso processo intorno al delitto di magia (_Var. IV
22, 23. IX 18_) e fu creduto, che molti negromanti fossero fuggiti
rendendo pazzi i loro custodi: in vece di _pazzi_ leggerei piuttosto
_ubbriachi_.
[434] Boezio aveva composto la propria apologia (_p. 53_), forse più
interessante della sua Consolazione. Ma bisogna, che ci contentiamo d'un
prospetto generale de' suoi onori, principj, persecuzione ec. (_L. I
Pros. IV p. 42, 62_) che si può confrontare con le brevi ed importanti
parole del Frammento Valesiano (_p. 723_). Uno scrittore anonimo (Sinner
_Catalog. M. S. Bibliot. Bern. Tom. I p. 287_) l'accusa francamente d'un
onorevole e patriottico tradimento.
[435] L'esecuzione fu fatta _in agro Calventiano_ (a Calvenzano fra
Marignano e Pavia) Anon. Vales. _p. 723_ per ordine d'Eusebio Conte di
Ticino o di Pavia. Il luogo della sua prigionia si chiama Battistero:
edifizio e nome proprio delle Chiese Cattedrali; ed una perpetua
tradizione l'attribuisce alla Chiesa di Pavia. Nell'anno 1584 tuttavia
sussisteva la torre di Boezio, e se ne conserva ancora la pianta.
(_Tiraboschi Tom. III p. 47, 48_).
[436] Vedi la _Biografia Britannica, Alfredo, Tom. I p. 80 II Ediz._
L'opera è più onorevole ancora, se fu eseguita sotto l'occhio illuminato
d'Alfredo dagli estranei e domestici suoi Dottori. Intorno alla fama di
Boezio nel medio Evo, si consulti Brucker (_Hist. Crit. Philos. Tom. III
p. 565, 566_).
[437] L'Iscrizione posta sul nuovo di lui sepolcro, fu fatta dal
precettore di Ottone III, il dotto Papa Silvestro II, il quale, come
Boezio medesimo, era chiamato mago dall'ignoranza di que' tempi. Il
Martire cattolico aveva portato per un considerabile tratto di strada la
propria testa delle sue mani (Baron. an. 526 n. 17, 18). Ad una simil
novella disse una volta una Signora (_La Signora Du Deffand, in
occasione del miracolo di S. Dionigi._) di mia conoscenza = La distance
n'y fait rien: il n'y a que le primier pas qui coute.
[438] Boezio applaudisce alle virtù del suo suocero (_L. I Pros. 4 p.
118_). Procopio (_Goth. L. I c. 1_), il Frammento Valesiano (_p. 724_),
e l'Istoria miscella (_L. XV p. 105_) son d'accordo nel lodare la
sublime innocenza, o santità di Simmaco: e, nell'opinione dell'Autore
della leggenda, il delitto della sua morte fu uguale a quello della
carcerazione d'un Papa.
[439] Nell'immaginosa eloquenza di Cassiodoro la varietà del pesce di
mare e di fiume è una prova d'esteso dominio; e sulla tavola di
Teodorico trovavansi quelli del Reno, di Sicilia, e del Danubio (_Var.
XII 14_). Il mostruoso Rombo di Domiziano (Giovenal. _Sat. III 39_) era
stato preso nei lidi dell'Adriatico.
[440] Procop. _Goth. l. 1 c. 1_. Ma ci avrebbe dovuto dire, se aveva
saputo questo curioso aneddoto dalla fama comune, oppure dalla bocca del
Medico Reale.
[441] Procop. _Goth. l. 1 c. 1, 2, 12, 13_. Questa divisione fu ordinata
da Teodorico, quantunque non s'eseguisse che dopo la sua morte: _Regni
haereditatem superstes reliquit_ (_Isidor. Chron. p. 721 Edit. Grot._).
[442] Berimondo, ch'era il terzo nella discendenza d'Ermanrico Re degli
Ostrogoti, s'era ritirato nella Spagna, dove ei visse e morì
nell'oscurità (Giornand. _c. 33 p. 202 Ediz. Murator._). Vedansi la
scoperta, le nozze, e la morte del suo nipote Eutarico (_Iv. c. 58 p.
220_). I suoi giuochi Romani poterono renderlo popolare (Cassiodor. _in
Chron._), ma Eutarico era _asper in religione_ (Anon. Vales. _p. 722,
723_).
[443] Vedi i consigli di Teodorico, e le proteste del suo successore,
presso Procopio (_Goth. l. 1 c. 1, 2_), Giornandes (_c. 59 p. 220, 221_)
e Cassiodoro (_Var. VIII 1, 7_). Queste lettere formano il trionfo della
sua eloquenza ministeriale.
[444] Anon. Vales. p. 724. Agnell. _de Vit. Pontif. Ravenn._ ap.
Muratori _Script. Rer. Italic. Tom. II P. I p. 67_. Alberti _Descriz.
d'Italia p. 311_.
[445] Si riferisce questa Leggenda da Gregorio I (_Dial. IV 30_) e
s'approva dal Baronio (_An. 526 n. 29_): e tanto il Pontefice quanto il
Cardinale sono Dottori gravi, sufficienti a stabilire un'opinione
_probabile_.