DOCUMENTO LXXI.

_Il regno è di Dio._

_All'onorevole e prudente fra li seguaci principali

della nazione cristiana, eletto fra i più nobili della

generazione credente al Messia Giovanni Francesco

Sagredo, il cui valore sia in aumento._

Dopo molti amorevoli ed amichevoli saluti che si convengono alle

onorate sue qualità e condizioni, le si fa sapere con questa nostra regal

lettera che sono state da noi ricevute per mano dell'onorato fra

i sapienti della religione cristiana fra Vincenzo carmelitano le sue

lettere piene di amore ed osservanza verso la nostra regal corte, insieme

coll'onorato presente che le è parso di mandarci, il quale è

stato da noi ricevuto ed accettato volentieri, perchè pervenuto dalle

mani di persona che da noi è amata molto per la sua prudenza

e buona disposizione che ha mostrato sempre in ogni occorrenza

del nostro real servizio in Siria. Però ringraziandola molto le diremo

di aver presentemente inteso da esse sue lettere il servizio prestatoci

nel custodire ed inviare qui quelle robe che si ritrovavano

costì di nostra ragione, e li favori e le cortesie usate alli nostri

mercatanti ed agenti in quelle parti, la qual cosa avendo portato

molto piacere e contento al nostro real animo è stata cagione di

accrescere in noi la buona volontà ed affezione verso la sua persona

ed il desiderio che abbiamo di gratificarla in ogni occorrenza:

intanto augurando noi buono ed onorato fine alle sue azioni e prosperità

maggiore alla sua casa, l'abbiamo ora per segno di questa

nostra buona volontà ed affezione, come amico et curatore della

nostra inclita eccelsa corte, eletto nostro procuratore generale nella

città e stato di Venezia, volendo che tutti li nostri agenti e mercanti

che capiteranno in quelle parti sieno ricevuti ed accettati da lei e

fatti spedire delli loro negozi e faccende, ed in particolar di quelli

così che si saranno da noi commessi ad uso della nostra regal corte;

e offerendoci ancor noi pronti di far prestare dalli nostri qui ogni

aiuto e favore alli suoi agenti e dipendenti che verranno nella Persia:

desiderando noi che siano sempre aperte le porte fra l'una

e l'altra parte alli negozii e commerci per servizio ed utilità comune

di ambedue li stati; ed occorrendo particolarmente cosa alcuna qui

in questa provincia per uso della sua persona ne la faccia sapere che

sarà da noi adempito ogni suo desiderio, e la si assicuri del nostro

amore in ogni tempo.

Dato nella luna di.... dell'anno del nostro Profeta 1020. (1611).

_Filza Atti turcheschi._

La Repubblica di Venezia e la Persia · 第 129 / 148 题