A MIA MADRE LONTANA

Ti sogno.--A le gracili mani

appoggi la testa che langue.

Oh, mai così pallida, oh, mai così esangue

ti vidi ne i tempi lontani.

Tu ascolti il cammino de l'ore,

o madre, d'intense memorie vivendo;

e passano l'ore, cadendo

pesanti sul chiuso tuo core.

E pensi a me sola, a me sola:

con tutta l'oscura energia

di quella che t'arde mortal nostalgia

chiamando me sola, me sola.

Oh, qui, dove perdutamente

a un rogo d'amore la vita abbandono,

ti grido--Perdono, perdono--

o madre diserta e cadente;

e sempre ti sogno. Le mani

raccogli, bianchissime, in croce,

e parli--e nel soffio de l'esile voce

rivivono i tempi lontani.

Maternità · 第 56 / 68 题