Corona di spine e di raggi,
martirio invocato con braccia
protese, con supplice cuore,
maternità!...
tu sola
sul mesto femineo destino
fiorito d'amore e di pianto
imprimi il suggello divino.
Torrente di vita che rompi
le viscere d'Eva, a nutrire
la gioia e il vigor de la terra,
maternità!...
tu sola
redimi e consacri del senso
la cieca follìa; tu, sbocciata
da un bacio, in aromi d'incenso.
La gracile Schiava, strumento
d'ebrezza, di sogno e di morte,
fra l'ombre de gli evi te attese,
maternità!...
te sola
che a lei redimisse la fronte
di pallide rose, a celare
del lungo servaggio le impronte.
Se, libera e sacra, Ella segua
domani la fulgida via
che il Dio de la vita le impone,
maternità!...
tu sola
potrai, col tuo verbo profondo,
avvincer le razze: tu sola
sarai la salvezza del mondo.