Calma e silenzio, in torno.
Dietro le mie cortine
muore tra nebbie fine
il giorno.
Ne la penombra, i volti
noti, da le cornici,
mi affisano.--Che dici,
che ascolti,
che abissi d'acqua fonda
schiudi al mio nero sguardo,
o amor di Leonardo,
Gioconda?...
.... Ne la penombra io sono
sola.--Non veramente.--
L'anima veglia e sente
un suono
lievissimo, un tremare
d'ali, un sommesso pianto,
come in conchiglia il canto
del mare.
L'anima veglia e prega:
e su la vita informe
che nel mio grembo dorme
si piega.
Io sembro inerte. E pure
son come zolla al sole.
S'aprono in me viole
oscure
di sogni, ardenti flore
d'un incantato maggio.
Porto io forse un messaggio
d'amore?...
Di pace un senso pio
per ogni vena io sento.
Sono io forse strumento
di Dio?...
La Sfinge dolorosa
sul tuo mortal destino
come suggel divino
si posa;
ma tu, che da me bevi
la forza essenzïale,
ed il bene ed il male
ricevi,
rompi, potente seme,
la zolla inturgidita.
Benedirem la vita
insieme.