Hanno le ossa dure, mio caro, i muschiati. —

L'ex-baleniere in quel momento si fece innanzi, dicendo con comica

gravità:

— Signor mio, datemi la bottiglia che io ho vinto, così intanto

l'assaggerò.

— Andate a prendervela all'inferno!... — gridò Walter, furioso.

— Niente affatto, vado a prendermela nella dispensa.

— Avete ragione, Dik, — disse il canadese. — Servitevi pure: Walter più

tardi me la pagherà.

— Mi rimangono ancora due dollari da giuocare, signor Gastone, — disse

lo studente. — Io spero ancora di fare un buon affare, corpo di tutti i

fulmini di Giove.

— Volete ricominciare?

— Diamine!... Con due palle posso andare molto lontano. —

Tornò ad imbracciar il fucile, allargò ben bene le gambe per prendere

una posa rigida, mirò più a lungo di prima e lasciò partire il secondo

colpo.

Questa volta il vecchio maschio fece un brusco scarto, alzando

vivamente la testaccia e mandando un lungo muggito, ma rimase ancora

ritto sulle sue zampe.

— Per tutte le code del diavolo!... — urlò lo studente. — Come va

questa faccenda?

— Il diavolo ci ha messo una delle sue code ed io ho guadagnato

un'altra bottiglia e salvata la mia seconda pipa, — disse Dik.

— Signor Gastone, ci capite nulla voi? — chiese Walter al canadese, che

lo guardava ridendo.

— Anzi, ci capisco molto, mio caro Walter, e cioè che la vostra borsa

si è alleggerita di un altro dollaro.

— Eppure anche questa volta ho colpito il bersaglio.

— Non lo nego.

— Sono dunque impastati coll'acciaio quei maledetti animali?

— Ve lo avevo detto che a grande distanza avreste sprecate inutilmente

le nostre munizioni.

— Mi rimane ancora un dollaro.

— Giuocatelo.

— Ed una bottiglia che pagherò quando potrò.

— Io non sono un taverniere inesorabile. Vi concedo un credito

illimitato.

— Che Dik mi berrà. A me, miei occhi: fermi i nervi, corpo d'un bue

muschiato!... Si tratta di buttar giù un semplice bue, che diamine!

e di guadagnare un campionato di tiro al bersaglio anche senza

l'Università d'Oxford. —

Si era rimesso in posizione mantenendo il fucile in linea rigida. Le

sue mani non davano nessuna vibrazione.

Un terzo sparo echeggiò, seguìto da un _hurràh_ fragoroso.

Il bue muschiato, colpito in qualche organo vitale, era caduto dapprima

sulle ginocchia battendo pesantemente la testa contro la superficie

gelata, poi si era rovesciato bruscamente su un fianco, rimanendo

immobile.

Walter depose il fucile e stese la destra dicendo:

— Signor di Montcalm, date qui la vostra sterlina, e voi, mastro Dik,

tirate fuori dalle vostre tasche una delle tre vostre pipe.

Questa sera vedrò se tirerà bene!...

— Adagio, amico, — disse il canadese, che rideva a crepapelle. — Gli

affari sono affari, dicono i nostri vicini d'oltre S. Lorenzo.

Mi dovete due dollari e due bottiglie che da onesto mercante ve le

metterò un dollaro ciascuna, quindi vi debbo cinque sole lire.

— Che ladroni sono i tavernieri canadesi!... — esclamò lo studente.

— Prezzo del mercato. —

Un grande scoppio di risa chiuse la discussione. Nemmeno l'assedio

dei terribili buoi muschiati aveva guastato il buon umore dei tre

esploratori.

Essendo giunto il momento di far colazione, funzione molto importante

che non volevano affatto trascurare, si misero tutti insieme intorno

alla stufa per sgelare un zampone d'orso bianco e divorarselo appena

arrosolato, dopo una zuppa fumante di _pemmican_ con biscotti.

I buoi muschiati intanto, colla testardaggine della loro razza,

continuavano a vigilare a cinque o seicento metri di distanza, decisi,

a quanto pareva, a non lasciare il passo libero al treno, senza aver

prima vendicato il loro compagno che pendeva sempre lungo il lato

destro del carrozzone, colle corna confitte nel fasciame.

Una sfida al Polo · 第 56 / 75 题