Dopo essersi accertati della resistenza del ghiaccio, risalirono
la sponda bruciando qualche cartuccia contro i volatili polari e
raggiunsero il treno proprio nel momento in cui la neve cadeva a
larghe falde attraversando silenziosamente la nebbia che s'avanzava
velocissima, tutto avvolgendo.
Il sole era già scomparso e la notte era scesa, ma una bella luce
usciva attraverso i vetri del carrozzone e dal tubo della stufa
uscivano dei profumi appetitosi.
— I miei gabbiani? — chiese lo studente, entrando.
— Pronti, signore, — rispose l'ex-baleniere, il quale si affaccendava
intorno alla stufa, prestando tutta la sua attenzione ad un enorme
pezzo d'orso bianco già perfettamente arrosolato.
— A tavola!... — aveva concluso il canadese, sbarrando la porta e
sbarazzandosi della grossa pelliccia.
Tutta la notte la neve cadde senza interruzione; il freddo però era
così intenso che la gelava quasi di colpo.
Nondimeno all'indomani, quantunque con molto ritardo, avendo dovuto i
tre esploratori rompere il ghiaccio per un buon tratto, l'automobile
ed il carrozzone ripartivano, scendendo sul golfo, che, come abbiamo
detto, era gelato a perdita d'occhio, per raggiungere lo stretto del
Reggente.
Il tempo era sempre pessimo ed il freddo così intenso da non poter più
appoggiarsi ad un pezzo di metallo od impugnare un oggetto qualsiasi di
ferro senza riportare alle mani delle vere bruciature.
I grossi guanti di pelle di foca erano stati messi in opera con poco
piacere da parte di Walter, il quale si trovava imbarazzato a far uso
dei suoi fucili.
E la selvaggina non scarseggiava sui banchi di ghiaccio, tutt'altro!...
Di quando in quando dai canali salivano drappelli di foche e di morse,
salivano per scomparire subito appena il treno s'avvicinava a loro.
Abbondavano sopratutto le volpi azzurre dalla pelliccia preziosissima,
animali ormai quasi scomparsi nei dintorni della baia di Hudson, in
seguito alle caccie accanite degli uomini della Compagnia.
— Valgono proprio molto, signor Gastone, quelle pelliccie? — chiese il
campione di Cambridge, il quale le seguiva cogli sguardi ardenti, senza
provarsi nemmeno a far fuoco, poichè le astute bestie si nascondevano
subito in mezzo alla neve.
— Si pagano perfino duemila e cinquecento lire l'una, — rispose il
canadese, — ed il prezzo certamente aumenterà poichè sono diventate
rarissime.
Un tempo si cacciavano non solo su questi territorî, nell'Alaska e
nelle isole dello stretto di Behring, bensì anche in Siberia e perfino
nell'Europa settentrionale, ma ora non se ne trovano più.
Sono diventate rarissime poichè su 25,000 volpi che si uccidono ogni
anno nel distretto di Beresow è molto se se ne trovano cinquanta di
azzurre.
In Siberia su cento volpi non se ne trovano che tre o quattro, mentre
una volta erano più numerose.
Solo in Groenlandia sono ancora abbastanza in buon numero, però anche
là non tarderanno a scomparire.
— E da che cosa proviene quella splendida tinta azzurrognola?
— Alcuni credettero che ciò dipendesse più che altro dal cambiamento
delle stagioni; ora però si suppone che derivi dal sesso e dall'età.
— E sono anche quelle delle volpi, signor Gastone? — chiese lo
studente, il quale si era precipitosamente alzato.
— Quali?
— Per tutti i fulmini di Giove!... Che l'automobile abbia fatto, a
nostra insaputa, una volata in pieno Far-West?
Si direbbero bisonti quegli animali che accennano a tagliarci la strada.
— Fermate, Dik!... — gridò il canadese. — Abbiamo dinanzi a noi un
grosso branco di buoi muschiati!... —
[Illustrazione: .... dovettero rompere il ghiaccio, affinchè
l'automobile e il carrozzone potessero ripartire. (Cap.
XVIII).]