Tenetevi saldi!... —

Walter ed il signor di Montcalm si erano slanciati sui predellini,

poi si erano messi dietro all'ex-baleniere, ricaricando prontamente i

fucili.

— Bestie dannate!... — esclamò lo studente. — Non credevo che fossero

così ostinati i barilotti d'olio. —

L'automobile prese lo slancio e si scagliò innanzi colla violenza

d'un ariete che sfonda la porta d'una fortezza, passando quasi di volo

attraverso quell'ammasso mostruoso di corpi.

Fu una serie di salti spaventosi che mise a dura prova i muscoli

dei tre esploratori, poichè l'automobile passava, insieme al pesante

carrozzone, sopra i disgraziati anfibi, lasciandosi dietro un vero

fiume di sangue e d'olio.

Lo slancio era stato così improvviso e così fulmineo, che i trichechi

non avevano avuto il tempo di tentare nessun attacco, nemmeno contro

le pneumatiche, che passavano sui loro corpacci aprendo dei solchi

sanguinosi.

In tre o quattro secondi il treno attraversò il campo e si precipitò

verso l'uscita della galleria, slanciandosi sui banchi di ghiaccio che

si erano formati lungo le spiaggie della baia d'Hudson.

L'ex-baleniere, che conservava il suo meraviglioso sangue freddo, virò

quasi sul posto, a meno di trecento metri dai giganteschi _ice-bergs_

che si erano già accumulati in gran numero, trasportati dalla corrente

polare e spinti dai venti di levante, poi risalì di volata la costa

riguadagnando la sconfinata pianura.

— Ventre di Giove!... — esclamò lo studente, il quale pareva che in

quel momento si fosse dimenticati i suoi eterni fulmini. — Questo

marinaio è diventato uno _chaffeur_ prodigioso.

Non potevate trovarne uno migliore, signor Gastone.

— È vero, — rispose il canadese. — Colpo d'occhio, mano sicura e

un'audacia straordinaria.

Dik, come si presenta la pianura?

— Buona, signore, almeno per ora, — rispose l'ex-baleniere, sempre

appoggiato al volante.

— Potremo giungere, prima che la notte scenda, al lago di Yath-kyed?

— Lo spero.

— Allora spingete pure, giacchè il ghiaccio è abbastanza liscio. Non

dimentichiamo che Torpon corre pure verso il Polo.

— Lasciate fare a me, signore, — rispose l'ex-baleniere, con un

risolino un po' sardonico. — Andremo più presto dell'americano.

— Fate attenzione ai corsi d'acqua. Un altro salto potrebbe riuscirci

fatale.

— Aprirò gli occhi, signore. —

L'automobile correva velocissima senza scosse, senza soprassalti,

poichè la pianura polare si presentava bellissima come una pista. Pochi

_hummok_ di quando in quando si mostravano, formati all'ultima tempesta

di neve, ostacoli insignificanti che l'ex-baleniere evitava facilmente.

Bande di uccelli polari si alzavano dinanzi al treno, spaventati dal

fragore del motore. Erano gabbiani venuti dalla vicina baia di Hudson,

borgomastri, piccoli _plectrophanes nivales_ eternamente pigolanti,

e graziosissimi _auk_, uccelli che vivono in stormi immensi e che gli

esquimesi prendono in gran numero servendosi d'una rete simile a quella

usata dai nostri ragazzi per impadronirsi delle farfalle.

Anche la piccola selvaggina si levava, scappando con rapidità fulminea

e cacciandosi sotto gli _hummok_.

Ora era una magnifica martora, di quelle chiamate dai cacciatori della

Compagnia di Pelliccie _charsa_, lunga un mezzo metro, con una coda

di quaranta e più centimetri, col pelame giallo-brillante; talvolta

invece era una coppia di linci polari che balzava fuori dalla neve e

che s'allontanava soffiando rabbiosamente e scuotendo i due bizzarri

pennacchi biancastri che adornano i loro orecchi.

Walter non mancava, di quando in quando, di sparare qualche colpo di

fucile, ma la rapidità dell'automobile non gli permetteva di mandare le

palle a giusta destinazione.

Due ore prima del tramonto, il treno, sempre lanciato a grande

velocità, raggiungeva il North Lined, uno dei più bei laghi dell'alta

terra hudsoniana, popolato sempre da stormi immensi di cigni

trombettanti dalla mattina alla sera, ritrovo preferito dei cacciatori

canadesi durante la stagione estiva, ma in quel momento assolutamente

privo persino d'esquimesi.

Due colpi di fucile sparati dallo studente assicurarono una copiosa

cena di carne eccellente e ben grassa.

Alle sei, nel momento in cui il sole scompariva in mezzo ad un fitto

nebbione, che il gelido vento del nord spingeva furiosamente attraverso

quelle desolate plaghe coperte di neve e di ghiacci, l'automobile

si arrestava all'estremità meridionale dell'Yath-kyed, un altro lago

perduto fra le alte terre hudsoniane.

Una sfida al Polo · 第 52 / 75 题