— Sicuri proprio no, ma noi abbiamo veduto passare una macchina simile
alla vostra ad un miglio appena dalla costa della baia, sulla terra del
Labrador.
— Proprio precisa?
— No, perchè non aveva dietro di sè una vettura.
— Chi la montava?
— Tre uomini.
— Avete parlato con loro?
— Non ne abbiamo avuto il tempo, e poi correva a gran velocità in mezzo
alla bufera di neve che spazzava allora tutto il Labrador.
— E quando l'avete veduta quella macchina?
— Quattro giorni fa.
— Avevate attraversato la baia?
— Sì, per cacciare le lontre, e non siamo sbarcati che tre o quattro
ore fa, lasciando la nostra scialuppa sulla spiaggia, entro una caverna
ove potrà sfidare tutte le nevicate.
— Non poteva essere che l'automobile di quel bisonte di Torpon, — disse
Walter. — Ci si è messo d'impegno anche lui.
— Non poteva fare diversamente, — rispose il canadese. — Ero certo che
avrebbe presa la via del Labrador per raggiungere poi gli stabilimenti
danesi della Groenlandia.
C'incontreremo al Polo, se riuscirà ad arrivarci.
— Io spero di no, signor Gastone.
— Chi lo sa? Per nostro conto faremo il possibile per giungervi. —
Si rivolse ai due cacciatori i quali aspettavano pazientemente che quel
dialogo terminasse, e chiese loro:
— Tornavate verso il forte?
— Sì, signore, — rispose il più attempato dei due. — La stagione della
caccia è finita e non sarebbe prudente battere ora le grandi pianure.
Comincia lo svernamento anche pei cacciatori della Compagnia.
— Avete carico?
— Sette pelli di lontra che non varranno meno di mille dollari, signore.
— Quanto distiamo dal forte?
— Una sessantina di miglia.
— Ed i _mooses_ li avete mancati?
— Erano troppo lontani, signore. D'altronde la loro pelle non vale gran
che.
— Andate a prendere le vostre pelli di lontra e salite con noi. In un
paio d'ore saremo al forte.
— Che macchine meravigliose s'inventano oggi!... — esclamò il
cacciatore. — Grazie, signore, siamo con voi. —
Cinque minuti dopo il treno riprendeva la sua corsa verso il
settentrione, costeggiando la baia d'Hudson, e due ore più tardi
giungeva dinanzi al forte di Churchill, il più settentrionale che la
Compagnia abbia fondato su quelle sterminate plaghe spazzate dagli
uragani polari.