Sotto: ci sono addosso!... —

I feroci animali, niente spaventati da quel colpo maestro, avevano

ripresa la corsa e con uno slancio così fulmineo, da raggiungere quasi

l'automobile.

Si erano divisi in due colonne e galoppavano furiosamente, sempre

ululando per chiamare i compagni dispersi per la foresta.

Quegli inviti di caccia non rimanevano inascoltati. Di quando in quando

delle coppie d'altri lupi sbucavano fra i cespugli di rose canine

che avvolgevano la base dei grandi pini e si univano al drappello

ingrossandolo continuamente.

Quegli ululati che si ripercuotevano sotto l'infinita foresta,

minacciavano di far accorrere legioni di affamati.

— Fulmini di Giove!... — esclamò Walter, il quale aveva già sparate

sei cartuccie gettando a terra ben cinque assalitori. — Mi pare che la

faccenda cominci a diventare seria.

Se lanciassimo il nostro treno a ottanta miglia si potrebbe lasciare a

distanza queste bestie ostinate.

— No, — rispose il canadese, il quale vuotava il serbatoio del suo

_mauser_ senza mai mancare il bersaglio. — Ci tengo troppo alla mia

casa.

— Ci sono addosso, signore.

— Lasciateli fare.

— Ed aumentano spaventosamente.

— Me ne rido.

— E non potremo più rifugiarci nella carrozza-salon.

— Questo è vero, Walter. Avremmo dovuto farlo prima.

Ora, discendere per passare nella nostra fortezza sarebbe pericoloso

per le nostre gambe.

— Ed anche per le nostre teste, credo.

— Non inquietatevi per così poco.

— Fulmini di Giove!... Guardate come diventano audaci. —

Un lupo enorme, un lupo nero dal pelo irsuto e fumante per la lunga

corsa, si era slanciato sul predellino di sinistra tentando di

azzannare le gambe dello studente.

Dik però l'aveva scorto a tempo, e senza abbandonare il volante, aveva

afferrata rapidamente una Colt che si trovava sospesa allo scudo,

fulminandolo con un paio di palle.

— Grazie, mio bravo _chaffeur_, — gridò lo studente, il quale si

trovava in quel momento col fucile scarico. — Cercherò di rendervi, più

tardi, questo favore. —

Un sorrisetto ironico fu la risposta dell'ex-baleniere.

— Signor di Montcalm, che cosa facciamo adunque? — riprese lo studente,

dopo d'aver sparato l'una dietro l'altra, cinque o sei rivolverate. —

Ci lasceremo rosicchiare i piedi?

— Dik, — disse il canadese, invece di rispondergli. — Arrestate la

macchina.

— E poi? — chiese l'ex-baleniere, mentre lo studente spalancava gli

occhi.

— Saliamo sulla _capote_ di cuoio e fuciliamo queste noiose canaglie.

Lassù non ci prenderanno.

— Meravigliosa idea!... — esclamò Walter, afferrando innanzi tutto

le due cassette contenenti le cartuccie dei _mauser_ e delle Colt. —

Assedio in piena foresta!...

Ecco un bel titolo per un capitolo d'un romanzo straordinario.

— Lasciate stare i romanzi e salite presto!... — gridò il canadese

prendendo le armi.

L'automobile si era fermata, affondando le sue ruote fra lo strato

nevoso, ed i lupi avevano rallentata la loro corsa per scagliarsi,

compatti, contro la macchina.

Come abbiamo detto, l'automobile aveva sopra di sè una grossa _capote_

di cuoio, situata a tre metri e mezzo dal livello delle ruote, per

proteggere i viaggiatori dalle raffiche di neve e dai freddi intensi,

senza obbligarli a cercare un rifugio nel carrozzone di rimorchio.

Una solida armatura in ferro, tutta rivestita di grosso feltro, la

sorreggeva.

I tre uomini, vedendo i lupi scagliarsi, in un momento si misero in

salvo lassù, scaricando le rivoltelle.

Sette od otto animali, che si erano già gettati dentro la _chassis_

sperando di trovare, se non gli uomini, almeno dei viveri,

stramazzarono a destra ed a sinistra della macchina, ululando

spaventosamente.

I loro compagni, niente spaventati dai colpi di fuoco che si

succedevano con rapidità meravigliosa, poichè ora erano i _mauser_ che

parlavano, in un baleno furono loro addosso divorandoli semi-vivi.

— Ah!... Diavolo!... — esclamò Walter, sospendendo per un istante il

fuoco. — Io non ho mai veduto animali così ripugnanti!...

— Rimettete a domani le vostre riflessioni e consumate invece delle

cartuccie, — disse il canadese. — Non vedete che l'orda, invece di

diminuire, continua ad ingrossare, malgrado i grandi vuoti che abbiamo

fatto?

— Che sia la foresta preferita dai lupi questa, signor Gastone?

— Parrebbe.

— Mi dispiace consumare tante munizioni. Dobbiamo serbarne anche per

gli orsi bianchi.

— Non temete: ne abbiamo una grossa provvista.

— Ed allora avanti. Pum!... Patatum!... Come cadono bene!... Ottime

armi questi _mauser_!... I boeri avevano ragione a provarli contro i

miei compatriotti in cambio dei loro vecchissimi _röers_.

— Chiacchierate troppo, Walter, — disse il canadese. — Guardate invece

Dik: non pronuncia una parola, ma ammazza invece continuamente.

— È vero, signor Gastone. Ah!... I signori dal pelame grigio o nero si

sono finalmente accorti che fa un po' troppo caldo qui!... Ah!... Miei

cari _gentlemen_ dei boschi nevosi, non conoscete ancora la portata

delle nostre armi.

Una sfida al Polo · 第 25 / 75 题