Sfondate le mie scaglie, se ne siete capa.... —

[Illustrazione: .... fu il primo ad assalire.... (Cap. II).]

La frase fu bruscamente strozzata da un urlo di dolore. Il pugno del

canadese gli era giunto, con velocità fulminea, in mezzo al petto,

facendolo risuonare come un grosso tamburo.

— Aho!... — esclamò l'americano, facendo una brutta smorfia ed un salto

indietro.

— Si è rotta qualche scaglia del coccodrillo? — chiese ironicamente il

canadese.

— Oh no!... Sono ben solide le mie!... —

Un _hurràh_ fragoroso, lanciato dai canadesi e dagl'inglesi che

assistevano in buon numero alla lotta, aveva salutato quel primo colpo.

Gli americani avevano risposto con dei grugniti e con delle

imprecazioni, poichè avevano puntato molti dollari sul loro

compatriotta.

I due _partners_ s'avvicinarono ai due campioni, offrendo loro

un bicchiere di _gin coktail_ affinchè si riscaldassero un po' e

potessero meglio resistere al freddo che accennava ad aumentare anzichè

diminuire, poi diedero il segnale di rimettersi in guardia.

L'americano, il quale si era già prontamente rimesso dalla formidabile

tambussata, fu il primo ad assalire, facendo una serie di finte

all'altezza del viso del canadese. Certo cercava di tirargli il famoso

colpo di Tom Powell che avrebbe dovuto sfigurarlo per sempre e forse

acciecarlo.

Il signor di Montcalm, ripiegato su sè stesso come una tigre che

sta per scagliarsi sulla preda, colle narici frementi, gli occhi

scintillanti, parava con una velocità ed una precisione da strappare

frequenti applausi così da parte degli anglo-canadesi come degli

americani.

Tuttavia non riuscì a parare in tempo un _fist-soke_ che lo colpì

in mezzo al petto e che lo fece un po' traballare. Non era però il

terribile colpo di pugno che il _yankee_ si era giurato di assestargli,

e che avrebbe dovuto spaccargli la fronte alla radice del naso.

Il canadese aveva fatto a sua volta un salto indietro, e dopo essersi

passate le mani sul punto colpito, operando un energico massaggio,

aveva detto, con voce perfettamente tranquilla:

— Siamo pari, signor Torpon. Io mi aspettavo il famoso colpo di Tom

Powell.

— Verrà più tardi, — rispose l'americano.

— Uhm!... Ne dubito!... Ormai ho conosciuto il vostro giuoco.

— Non ancora; _miss_ Ellen giudicherà. —

Un altro _hurràh_ entusiastico aveva salutato quel colpo, mandato però

questa volta esclusivamente dagli spettatori americani. I canadesi

e gli inglesi erano rimasti impassibili come per dimostrare la piena

fiducia che avevano nel loro campione.

I due _partners_ si erano nuovamente avanzati, offrendo ai due

lottatori del _brandy_.

L'americano tracannò d'un fiato il suo, mentre invece il signor di

Montcalm lo respingeva, dicendo al _partner_:

— Noi canadesi non abbiamo paura del freddo e non abbiamo sempre

bisogno di scaldarci.

— Vi darà maggior animo, — gli disse sottovoce il maestro di _boxe_.

— Ne ho da vendere: aspettate un po' e vedrete che cosa ne farò del mio

rivale. È ora di finirla una buona volta.

— Per l'onore della vecchia Francia picchiate sodo e demolitemi per

bene quell'insolente _yankee_. Ricordatevi del colpo segreto che vi ho

insegnato e che credo valga meglio di quello di Tom Powell.

— Lasciate fare a me, maestro.

— E sopratutto sbrigatevi poichè temo sempre una nuova sorpresa da

parte dei _policemen_.

— Pronti? — aveva chiesto il _partner_ dell'americano.

— Pronti!... — avevano risposto ad una voce i due rivali, rimettendosi

prontamente in guardia.

L'americano era diventato prudentissimo, mentre invece il canadese

aveva subito cominciato ad eseguire una serie di finte con una velocità

così fulminea, che certi momenti gli spettatori non riuscivano più a

distinguere i suoi pugni.

Incalzava violentemente, come se fosse impaziente di finirla,

costringendo il suo avversario a rompere senza posa ed a balzare

indietro.

Il suo maestro, che funzionava da _partner_, lo incoraggiava collo

sguardo.

L'americano, sconcertato, non osava più tentare il suo famoso colpo.

Batteva invece sempre in ritirata suscitando, fra i suoi compatriotti,

dei mormorii poco benevoli a suo riguardo.

— Fugge!... — borbottavano, pensando ai dollari che avevano scommesso.

— Che abbia paura? —

Ad un tratto un grido scoppia dietro le ultime file della folla, subito

seguìto da cento, da mille altri.

— I _policemen_!... I dragoni della Regina!... —

Un immenso urlo di furore risponde:

— Ancora loro!... —

Tre automobili, lanciati a tutta velocità, montati ognuno da una

dozzina di poliziotti, divorano la bianca via. Dietro di essi galoppano

disperatamente due squadroni di dragoni.

Gli elmi luccicano e luccicano pure le sciabole di già sguainate.

La legge la vuole vinta a qualunque costo ed arriva con forze imponenti.

I due campioni si sono fermati. Torpon bestemmia da vero americano; il

canadese fa un gesto di furore.

I _partners_ impugnano minacciosamente le bottiglie di _brandy_, pronti

a resistere alla forza.

Delle grida s'incrociano.

— È una bricconata!...

— È una infamia!...

— Non si può più scambiarsi dunque due pugni nè negli Stati

dell'Unione, nè nel Canadà?

— Dove è andata a finire la libera America? In fondo all'Atlantico

forse?

— _Gentlemen_, alla prepotenza rispondiamo colla prepotenza!...

— Addosso alla legge!...

— Morte ai poliziotti!... Abbasso gli sbirri!...

— Sì, sì, addosso!... —

Una rabbia folle ha invaso, per la seconda volta, i diecimila

spettatori. Inglesi, canadesi ed americani si slanciano verso i _bars_

improvvisati ed in un momento li pongono a sacco, malgrado le proteste

e le grida disperate dei proprietari.

Una tempesta di bottiglie è pronta a rovesciarsi addosso alla forza che

sta per forzare l'entrata della pista.

_Miss_ Ellen era rimasta impassibile, dietro il volante del suo

automobile, guardando curiosamente la folla che si apparecchiava a

resistere energicamente non solo ai _policemen_, ma anche contro i

dragoni della Regina e ad inzuppare le rosse divise di questi ultimi

d'ogni sorta di liquori.

Il canadese si era avvicinato a Torpon, il quale digrignava i suoi

denti da orso grigio, sagrando:

— Lo vedete: un'altra volta il destino si è frapposto fra voi e me.

— Lo vedo, _gentlemen_, — rispose l'americano. — Eppure dobbiamo ben

finirla.

— Lo desidero anch'io, ma per ora non ci rimane altro da fare che di

battercela prima di venire arrestati.

— Lo vedo bene, _by-good_!...

— Sì, andiamo, — dissero i due _partners_, — e lasciamo che se la

sbrighino i vostri ammiratori. —

Si erano affrettati a raggiungere l'automobile, il quale pareva

impaziente di riprendere lo slancio.

— Salite dunque? — chiese _miss_ Ellen. — Ormai non vi è più nulla da

fare qui e la forza non tarderà ad aver ragione.

Sarà per un'altra volta.

— Siamo disgraziati, _miss_, — disse Torpon.

— È proprio vero, _master_, ma che cosa volete farci? Cercheremo un

altro luogo dove potrete battervi.

— Sì, dovessimo recarci al polo, — disse il signor di Montcalm. — Là

almeno non ci troveremo sempre dinanzi questi odiosi _policemen_.

— Su, salite, _gentlemen_. Approfittiamo di questo istante di sosta,

— disse la giovane americana. — Usciremo dall'altra parte della

pista. —

I quattro uomini si arrampicarono sull'automobile, coprendosi

frettolosamente coi loro soprabiti bene impellicciati e si misero

dietro alla _miss_ impugnando quattro grosse rivoltelle Colt.

— Avanti!... — gridò _mister_ Torpon.

L'automobile ebbe un sussulto, poi si scagliò attraverso la pista verso

il lato sgombro, filando colla velocità d'una rondine marina.

Il passo era libero, poichè tutti gli spettatori si erano rovesciati

verso l'entrata del recinto che stava per essere forzato dai poliziotti

e dai dragoni del 3.º Reggimento della Regina.

In un lampo l'automobile raggiunse l'uscita che si trovava verso

l'estremità meridionale e si scagliò, sbuffando e rumoreggiando, sulla

strada che conduceva verso il fiume S. Lorenzo, avvolgendosi in un

turbinìo di nevischio.

In quel momento dall'altra parte giungevano i tre automobili montati

dai poliziotti. I due squadroni li seguivano a cinque o seicento passi,

lanciati a corsa sfrenata.

— Ecco la battaglia che comincia, — disse Torpon. — Che peccato non

potervi prendere anche noi parte attiva!

Una sfida al Polo · 第 7 / 75 题