— Lasciate che se la sbrighino loro, — disse _miss_ Ellen, la quale
manovrava il volante con una sicurezza meravigliosa, facendo aumentare
sempre più la velocità della sua splendida macchina. — Io non desidero
affatto di vedervi arrestare. —
Un urlìo spaventevole coprì le sue ultime parole. I diecimila
spettatori avevano impegnata la lotta contro i rappresentanti della
legge, con uno slancio ed un coraggio degno d'una causa migliore.
Una bordata di bottiglie aveva accolto gli automobili, inondando le
guardie d'ogni sorta di liquori e spaccando qualche testa.
— A morte!... A morte!... — urlava la folla. — Indietro o vi
uccidiamo!... —
Qualche colpo di fuoco si era confuso fra il fragore dei vetri che
si fracassavano contro le macchine. Gli americani sopratutto non
scherzavano.
I _policemen_, malgrado quella pessima accoglienza, che d'altronde
si aspettavano, erano balzati rapidamente a terra impugnando le loro
robuste mazze.
Le legnate grandinano sulle prime file della folla e senza veruna
misericordia, rompendo teste e costole in buon numero, ma un'altra
bordata di bottiglie colpisce in pieno i rappresentanti della legge
mandandone a terra un bel numero.
— A noi, dragoni!... — urlano i disgraziati che gocciolano come
se fossero stati appena tratti da delle vasche piene di _gin_, di
_brandy_, di _wisky_ e di _coktail_.
Un odore acutissimo di _alcool_ si spande dovunque e pare che
ubbriachi di colpo la folla, poichè invece di dare indietro si caccia
animosamente innanzi, prende d'assalto i tre automobili e li rovescia
l'uno accanto all'altro, improvvisando una formidabile barricata
tutt'altro che facile ad espugnarsi.
I due squadroni, che hanno udito le grida d'aiuto dei _policemen_,
giungono ventre a terra. I cavalleggieri, rossi di collera, fanno
descrivere alle loro sciabole dei molinelli minacciosi, ma sono
costretti a rompere bruscamente la furiosa carica dinanzi ai tre
automobili che ingombrano l'entrata del _turf_.
— Piede a terra!... — comandano i due capitani che li guidano.
I soldati non hanno nemmeno il tempo di lasciare le selle che una
tempesta di bottiglie li scompagina. Sono le ultime, poichè ormai i
_bars_ sono stati completamente vuotati, però la tempesta è tale che i
cavalli, spaventati, s'impennano, tirando calci in tutte le direzioni.
Dei dragoni sono sbalzati violentemente al suolo e si rotolano sotto le
zampe degli animali, facendosi schiacciare gli elmi.
Ne rimangono ancora però molti in sella e da abili cavalieri tentano,
aizzati dai loro ufficiali, di superare la barricata. Che diamine!...
Montano dei cavalli di razza e sopratutto di razza inglese.
Ad un tratto però le povere bestie che puzzano di liquori,
indietreggiano, poi si sbandano, malgrado i colpi di sperone dei
cavalieri.
Delle detonazioni echeggiano e delle fiammate altissime si alzano
dinanzi a loro. I serbatoi di benzina degli automobili sono scoppiati e
le magnifiche macchine ardono rapidamente.
È un altro colpo della folla inferocita o meglio di un gruppo di audaci
americani i quali hanno sfidato valorosamente le mazze dei _policemen_.
Una barriera di fuoco divide gli assaliti dagli assalitori, barriera
che diventa di momento in momento più gigante, poichè dei volonterosi
l'alimentano, scaraventandovi in mezzo non più delle bottiglie, ormai
esaurite, bensì dei fiasconi pieni di liquori, l'ultima riserva dei
_bars_.
È troppo!... Un'altra volta la legge sta per essere soprafatta da
quegli ostinati ed il pericolo è gravissimo poichè _policemen_, dragoni
e cavalli sono inzuppati di _gin_, di _brandy_, di _wisky_ e d'altri
liquori infiammabilissimi.
I dragoni del 3.º Reggimento della Regina non devono indietreggiare.
Non sono dei poliziotti.
Fra i crepitii dell'incendio si odono i comandanti a urlare:
— Armate i moschetti!... —
Quel comando fa l'effetto d'una doccia gelata. I diecimila spettatori
lasciano il campo libero alla legge e si scagliano attraverso il
_turf_, scappando, colla velocità di tante lepri, dall'altra uscita.