La vostra padroncina va a trovare la felicità che merita! Ella ha

saputo scegliersi nel nostro ceto l'uomo degno del suo amore. Dio

protegge simili unioni!... Volete sapere che cosa ha detto Monsignore

nel suo magnifico discorso? «Bisogna esultare» ha detto, «bisogna

osannare alla infinita bontà di Dio, che ha permesso oggi a un suo

umile sacerdote di legare indistruttibilmente due delle più remote

nobiltà toscane, cancellando con un _benedicite_ ben cinque secoli di

sanguinose discordie!»... Piangete ancora?

MADDALENA

Non ci badi... signora Marchesa.

LUISA

Buona Maddalena!... Forse avete ragion voi!... Forse, anzichè

riprendervi, dovrei invidiarvi!... Poter molto piangere forse è il più

dolce privilegio della donna... Ed io non so veramente perchè mi sia

stato negato da Dio!!...

MADDALENA

Povera signora Marchesa!!... Mi faceva tanta pena questi giorni

passati!... Si vedeva che pativa così tanto!... E io dicevo con

Antonio: «Se potesse piangere!... Se potesse piangere, chi sa che

sollievo proverebbe!...» (_prende il bicchiere vuoto dalle mani di

Luisa e va a posarlo, uscendo da sinistra_).

LUISA

(_fissando a un tratto i propri occhi sbarrati nello specchietto_)

Terribili questi occhi di pietra!... che non sanno piangere! (_spezza

lo specchio contro lo spigolo del tavolino e lo getta in terra_).

MADDALENA

(_accorrendo_)

Signora Marchesa!... Perchè?...

LUISA

(_con uno strano sorriso_)

È caduto.

MADDALENA

(_osservandola impaurita e fingendo di credere_)

Oh! che peccato!... Così bello!... (_raccoglie i pezzi_) Si potrà fare

accomodare, non è vero, signora Marchesa?

_Luisa s'alza di scatto._

... Vuole andare a riposare, signora Marchesa?

LUISA

Sì. Salite a svestirmi. (_escono da destra_).

SCENA QUARTA

_Si odono passi da sinistra. JACOPO entra trionfante,

elegantissimo, in _frak_, soprabito e cilindro ultima moda.

Dietro lui ROMANO, curvo più del solito, vestito come JACOPO, ma

tutto d'una foggia più antiquata._

JACOPO

E Antonio, s'è perduto?... Antonio!

ANTONIO

(_arrivando a corsa dietro loro, mettendosi in tasca il berretto, e

togliendo subito il soprabito a Jacopo_)

Ho fatto tardi...

ROMANO

No... no...

ANTONIO

... perchè c'era una piccola differenza nella spedizione dei bagagli...

È stato il signor ingegnere che se n'è avvisto... son dovuto tornare

addietro...

ROMANO

(_andando alla finestra_)

Va bene, va bene... tieni per te la differenza...

ANTONIO

Grazie, signor Marchese. Ci avevano fatto pagare tre lire e mezza più

del dovuto...

JACOPO

Tre lire e mezza!!! Rabbrividisco pensando a quel che poteva

succedere... se non c'era lui!... (_sedendosi al pianoforte e

abbozzando qualche accordo_).

ANTONIO

Hanno comandi?... (_rivolto a Jacopo_) Per la carrozza?

JACOPO

Che attacchi per le dieci, domattina... ma che non faccia come oggi!...

Sia pronto alle dieci precise! Siamo intesi?

_ANTONIO s'inchina ed esce. JACOPO continua i suoi accordi

accennando con la voce un'aria malinconica._

ROMANO

(_quasi tra sè_)

Che odore di fieno c'è nell'aria stasera.

JACOPO

I campi offrono tutti i loro profumi al passaggio della nostra Gaia!

ROMANO

(_c. s._)

Però... non m'aveva mai messo nell'anima uno spasimo così grande di

libertà!... una voglia così indemoniata di torcere questi ferri... di

segarli... che so io... d'aprirmi un passo... e scappare via per la

campagna.

JACOPO

Mio caro Romano! Nessuno ci impedisce di andar a fare una passeggiata

in campagna, uscendo per il portone! (_accende un grosso avana_).

ROMANO

(_guardando a un tratto il soffitto, con un colpo secco di riso_)

Li senti?... Li senti?... Passano qua sopra... si rincorrono,

sghignazzano... Paiono i Genî di questa gran Rovina!!...

JACOPO

Chi?!... Ah! Selvaggia e Roberto?... Son fidanzati!... Tra poco

li sposiamo!... Che cosa vuoi di più?... Te l'ho costretto a fare

il suo dovere. Certo adesso non te lo posso mica trasformare in un

principe!!... (_ride_).

ROMANO

(_fisso nel suo pensiero_)

Eppure sarebbe così facile scappare da questa prigione!... e così

giusto!... al cospetto degli uomini e di Dio!

JACOPO

Romano! _Sursum corda!!_

ROMANO

(_tra sè_)

... Che cosa ci sarà più qua dentro, per me... quando anche queste rose

sfogliate da LEI, saranno imputridite tutte!... e puzzeranno... come il

resto!...

JACOPO

Grazie!!... Malinconie... vero?... Malinconiucce!... Zanzarette

quaresimali!... (_facendo l'atto di scacciarle dalla finestra_)

Sciò!... Sciò!... Altro che storie! Mi pare che sarebbe piuttosto il

momento di pensare alla nostra Luisa seriamente!..

ROMANO

(_con dispetto_)

Vuoi insegnarmi anche questo?... a volerle bene?

JACOPO

Dio mi guardi dall'usurpare le tue prerogative!!... Ma qui non si

tratta di volerle bene soltanto; si tratta di fare qualche cosa...

perchè la china è brutta!... Ieri ho parlato a lungo col dottor

Poggi...

ROMANO

(_con grande apprensione_)

Che cosa c'è di nuovo? Perché non me l'hai detto subito?

JACOPO

T'ho voluto lasciar godere la festa d'oggi. In sostanza m'ha detto

che, forse, la cosa è ancora rimediabile. Ma bisogna occuparsene...

occuparsene seriamente. Divagarla; toglierla di qua, se è possibile;

tagliare tutte le fila dei suoi dolori; che non oda più una parola, che

non veda più nulla di ciò che le fa male... E io naturalmente ho subito

abbozzato il mio bravo piano anche per questo!... In primissimo luogo

ottenere che Lorenzo se ne vada e non torni più per un anno almeno!...

In secondo...

ROMANO

Oh! Sì!... Tu non conosci Lorenzo!

JACOPO

Io lo conosco benissimo. Lui forse non conosce abbastanza me. Ma,

lasciamo questo. Proseguiamo. In secondo luogo, dunque: sposare questi

due ragazzacci. Sposarli in quattro e quattr'otto. In questo mese,

magari.

ROMANO

E la gente?

JACOPO

La gente dica quel che crede! Vogliamo o non vogliamo salvare questa

povera Luisa? Bisogna sposarli subito. E appena sposati, partenza...

ROMANO

Partenza?

JACOPO

Sono già due anni che manco ad un mio debito d'onore, sai? il giorno

dei morti!... C'è una povera Ninon che aspetta i miei fiori a Père

Lachaise... M'è spirata proprio tra le braccia! E non m'ha chiesto

altro nè da viva nè da morta: «_des fleurs, des fleurs!... mais que

j'en aie toujours plus que cette mauvaise Henriette!_» Roba di dodici

anni fa!... Non basta tingersi i capelli!... Ma quest'anno non voglio

mancare... E voi due verrete a Parigi con me. Va bene?

ROMANO

Noi?!...

JACOPO

Ma vuoi capire sì o no che Luisa va distratta... va curata insomma, se

non vogliamo perderla!... Dunque? Meglio di un bel mesetto a Parigi,

che cosa vuoi trovare?... E al ritorno vi fermerete in Valdelsa.

Gaia sarà ancora occupata a mettere in ordine la sua villetta, ma un

posticino per voialtri lo troverà subito... E io verrò qui, a dare

un po' di sesto ai tuoi affari... E tutto si accomoderà!... Non vedo

già l'ora, figurati, di battermi qua con i tuoi creditori... «Orazio

sol contro l'Etruria tutta!» (_ridendo e battendo sulla spalla di

Romano_) Va là! che, in fondo in fondo, il mondo è bello!... e tutto

da ridere!... Hai osservato quel bestione dell'Harlem a tavola?

_Sacré nom!_... Sembrava una draga messa a tutto vapore! S'era perfino

levato gli occhiali, per limitare l'orizzonte al suo piatto e al suo

bicchiere!... Scommetto che pensava: (_imitando il fare e la voce_)

«A buon conto procuriamo di rimangiarcene più che possiamo di quelle

maledette sessantamila lire! (_ride, ma non riesce a far ridere

Romano_) E quanto ha bevuto!!! Hai visto come s'è abbracciato Lorenzo,

dopo pranzo? Chi sa per chi l'aveva preso!

ROMANO

(_atterrito_)

Hanno parlato? Soli? lui e Lorenzo?

JACOPO

Non aver paura, sciocco! Gli preme troppo di mantenere il segreto

sulle sue scappatelle romane! La moglie è bruttoccia, ma gli ha portato

sette milioni! Non basterebbe un caratello di _bordeaux_ a farglielo

dimenticare!...

ROMANO

(_in preda allo spavento_)

Antonio! (_batte sopra un bicchiere_).

JACOPO

Ma che cosa vuoi? Ma non fare stupidaggini, per Dio! Calmati!

(_cambiando tono, come vedendo Antonio_) Niente! Niente! Andate pure

(_a Romano_) Ma non ti vergogni a tremare di paura così? Ma chi è, il

Giudice dei vivi e dei morti, questo Lorenzo?... Ma poi: se dopo dieci

minuti che parlavano, lui s'è addormentato sul divano, come se fosse

all'osteria, e dorme ancora! su... To'! Ecco qua il nostro ingegnere

stimatissimo!

SCENA QUINTA

_LORENZO appare da destra_

ROMANO

(_voltandosi spaventato_)

Eh?

LORENZO

(_a Romano, ridendo_)

T'ho messo paura?

JACOPO

Tutt'altro!... In abito da viaggio a quanto pare?

LORENZO

(_secco a Jacopo_)

Già; vado a Torino (_al padre_) Te l'avevo detto che avresti dovuto

accontentarti di avermi al pranzo, è un periodo di gran lavoro questo,

fortunatamente per me! Proprio domani ho un convegno importantissimo.

ROMANO

(_un po' sollevato_)

Bravo!... Bravo!... Augùri per i tuoi affari.

_Jacopo passeggia con aria spavalda; chiude la finestra._

LORENZO

Grazie. Ma ritornerò fra tre giorni (_mettendogli una mano sulla spalla

e guardandosi dietro_) Spero... di ritrovarti solo.

ROMANO

(_con un gesto del viso che lo prega di non farsi udire da Jacopo_)

Oh!

LORENZO

(_abbassando la voce_)

Bada. Mi par di vedere che fa già il padron di casa... come se

l'eredità fosse un regalo suo!

ROMANO

È il suo fare, così...

LORENZO

Sì. Sì. Ma se fra tre giorni lo trovo ancora qua, ci penso io a

metterlo fuori!

ROMANO

Oh, Dio!... Dopo tutto.. Selvaggia ce l'ha riportata lui!...

LORENZO

Ma son venti giorni che scrocca per Dio! Basterà!... Avremo diritto di

parlare una buona volta dei nostri affari con l'Harlem senza che ci si

ficchi di mezzo lui!

ROMANO

Oh... con l'Harlem... mi pare... meno fretta si dimostra... e meglio

è...

LORENZO

(_fissandolo_)

Non ti immaginerai di esser diventato ricco, spero... Qualcosa di

buono, forse, si sarebbe potuto fare con quelle sessanta mila lire,

piovute così come la manna!... Ma tu hai voluto far lo splendido con

Turrita, e così siamo ritornati al punto di venti giorni fa. Fìssatelo

bene in testa! Non c'è scampo. La via è sempre una sola. Non ti

ricominciare a cullare in qualche dorata illusione.

_Jacopo si avvicina._

M'hai chiesto d'aspettare che Gaia fosse a posto. Ora è fatto. Non ci

devono essere più scuse.

ROMANO

Tua madre, Lorenzo! Tua madre!

LORENZO

Oho! Mia madre!... Mia madre si piegherà per Dio!

JACOPO

(_con ironia tagliente_)

E se non si vorrà piegare... la impiccheremo là fuori!!! (_indica la

finestra_).

_Lorenzo gli si rivolge rosso d'ira._

Va bene così? _Les aristocrates à la lanterne!!_

ROMANO

(_atterrito_)

Jacopo... sai... è sempre pronto... a scherzare...

LORENZO

Il male è che crede di poter scherzare anche con me... che non ho

niente a che fare con lui!

_Jacopo fa una mossa da spadaccino offeso dalla quale desiste come

dicendo: «Non ne vale la pena»._

ROMANO

(_quasi fuor di sè dalla paura, con intonazione sforzata_)

Lorenzo! Non ti posso permettere di mancargli di rispetto... (_appena

finita la frase ne par già pentito_).

LORENZO

A me?... Ah!... Sono io che... non posso nemmeno rispondere se lui mi

insulta?

JACOPO

Non pigliamo le cose in tragico... ragazzo mio!.. per carità!...

LORENZO

(_a Jacopo_)

Ma non parlo con voi! (_a Romano_) Dico a te. Questa casa è più mia che

sua, mi sembra... e io debbo lasciarmi insultare qua dentro da uno che

trascina nel fango il nostro nome!...

_Jacopo guarda a destra e a sinistra se nessuno possa udire._

ROMANO

(_prima che Lorenzo finisca la frase urlando per superare la sua voce,

con intonazione che è disperata e vuol essere imperiosa_)

Lorenzo!!!

LORENZO

Ah! Sì? Ah! Sono io che devo tacere!... sono io l'intruso qua

dentro?... Proprio io?!... Allora resto. Vedremo.

JACOPO

(_a Lorenzo, compitissimo_)

Se quella mia facezia ha sortito l'effetto di prolungare il piacere di

averti tra noi, io non mi posso pentire di averla detta. Però...

LORENZO

(_passeggiando e mostrando di volersi contenere_)

Sì... sì... Sfogatevi pure a dir facezie questa sera, perchè domani

uno di noi due deve andar fuori di qui... e vi garantisco che non sarò

io...

JACOPO

... però, dicevo, il nostro Romano... attraversa un momento

criticissimo della sua vita... Se io vedessi che tu gli potessi... o

gli volessi essere più utile di me, cederei, io per primo, il posto.

LORENZO

(_a Jacopo_)

Utile? Perdio!! Dunque la cosa è ancora più grave di quel che credevo.

Non siete qui per scroccare? Siete qui PER AIUTARE!!... Allora è

doppiamente necessario che ve ne andiate. E subito.

JACOPO

Indovinatissimo: come gioco di parole?... Ma non mi sembra il caso...

dinanzi a un uomo accasciato da una fortuna avversa, stretto di

debiti...

LORENZO

È naturale, è piuttosto il caso di dargli l'ultimo spintone... è poco

esser rovinati soltanto, bisogna diventare... come voi!!... Fortuna che

i vostri semi cascan sulla pietra, perchè mio padre sa i doveri che gli

incombono... verso sè stesso... e verso me!

_Il volto di Romano sembra la maschera del terrore._

JACOPO

Parole offensive sì: ma sempre parole: niente altro che parole! Alle

corte: per accomodare le cose di tuo padre ci vogliono dei denari...

LORENZO

C'è il palazzo.

JACOPO

Non si può vendere. E la ragione è tale che dovrebbe prima commuovere

te, che noi!

LORENZO

(_al colmo dell'ira_)

Insomma; se non sapessimo che cosa farci dei vostri consigli, dei

vostri apprezzamenti, dei vostri aiuti materiali e... morali!...

JACOPO

È precisamente questa la cosa da dimostrarsi.

LORENZO

Da dimostrarsi? È semplicissimo: andatevene subito!... Vedrete che

nessuno vi richiama... Prima che accettare aiuti da un pari vostro,

della gente onesta...

JACOPO

(_lasciando il suo contegno_)

Ah! sì?!... Ah! Sì?! Se bastassero le chiacchiere, ragazzo! Ma con

le chiacchiere non si salva chi va in rovina... nè si quietano i

creditori...

LORENZO

Basta! basta!... V'ho detto, andatevene! per Dio! parlo chiaro!

JACOPO

(_accendendosi_)

... ma con le vostre chiacchiere, vostra sorella Selvaggia sarebbe

finita _cocotte_... signorino bello, e Gaia non si sarebbe ancora

sposata...

ROMANO

(_come se un peso a lungo minacciato, a un tratto piombasse a

schiacciarlo_)

Jacopo!! Taci!!... Abbi pietà!...

JACOPO

(_passeggiando irritatissimo_)

Oh! Parlo chiaro anch'io! È pur necessario abbassare quest'alterigia!

LORENZO

Eh?... (_come colpito da un'idea che lo atterrisca e lo illumini_)

Babbo?!

ROMANO

(_fissa gli occhi atterriti di Lorenzo, tremando, balbettando_)

Che... ho... detto... io?...

JACOPO

(_mettendosi davanti a Lorenzo che non leva gli occhi da Romano_)

Avete capito ora che la storia dell'eredità è una frottola?!...

LORENZO

(_stringendo i pugni in un primo impeto d'ira_)

Eh?!

JACOPO

È così! Me ne dispiace tanto per voi... ma è così! Per ora chi ha fatto

un po' di bene qua dentro, sono io! Io. Io in persona! Io solo.... E

senza secondi fini... perchè non chiedo nulla... non rivoglio nulla...

Non aspetto eredità... io!

LORENZO

(_a Romano_)

E... tu?...

JACOPO

E lui ha creduto bene di accettare la mia offerta; sicuro! perchè era

fatta da un fratello, con cuore fraterno!... Oh! Ecco che sapete tutto!

Ebbene! Che cosa dite? Sentiamo! (_minaccioso_) Che cosa fate? Ora che

sapete tutto?

LORENZO

(_fissando il viso di Romano che è freddo e immobile e bianco come la

maschera di un morto_)

Dunque... è così?... Hai potuto toccare il danaro... uscito da quelle

mani. Tu... Non n'hai sentito ribrezzo! Schifo! Rispondi per Dio!

Voglio sentir dire «sì» dalla tua bocca!...

JACOPO

Ma lascialo in pace!

LORENZO

Zitto là!!! (_dopo aver atteso invano la risposta di Romano_)

Vergogna!!! Vergogna!!... (_fra sè_) Povero nome mio!... E chi sa dove

comincia e dove finisce quest'inganno... questa sudiceria!!... Io non

lo so!... Avete deciso d'impiantare una bisca qua dentro? Oppure il

covo di una banda internazionale?... Che cosa? Che cosa avete deciso,

fra voi due? Parla, per Dio!... Ti sei fatto già anche tu la tua brava

maschera... come lui!

JACOPO

Eh! eh! eh!... è più comodo indignarsi che cavar soldi per aiutare!

vero?

LORENZO

(_violentissimo_)

Io, il mio denaro, lo sudo!...

JACOPO

Sì! guardando sudare le operaie!

LORENZO

Il vanto d'essere prodighi lo lasciamo ai ladri, noi!

JACOPO

(_provocantissimo_)

Parli al plurale!... In nome della tua tribù?...

SCENA SESTA

LA VOCE DI ROSA

(_con batter di mani, da sinistra_)

Sono qua! Son tutti qua, vieni, Luisetta bella!

JACOPO

(_frenandosi, secco_)

Lorenzo. C'è tua madre...

ROSA

(_entrando_)

E i fidanzati? Che cosa vuol dire che si nascondono sempre quei due?

JACOPO

(_riprendendo d'un sol colpo tutta la sua consueta compitezza_)

Benvenute!... (_movendo incontro a Luisa_) Benvenute!... È una lieta

sorpresa, questa che ci fate!

_Rosa sbircia sulla tavola se c'è più il dolce._

LUISA

(_apparendo_)

È consuetudine che ha ormai valore di legge dare una chiusa

strettamente familiare a queste solennità.

JACOPO

Voi fate testo, in fatto di consuetudini!

_Mentre Jacopo e Luisa hanno parlato presso il capotavola, Lorenzo

è andato alla finestra alzando violentemente le spalle, poi ha

consultato il proprio orologio; infine scivola via dietro il gruppo

che avanza. Romano resta immobile sulla sua sedia, gli occhi fissi

in terra._

ROSA

Tanto più che, con tutti quei brindisi così belli, dico io, il dolce e

il gelato non si son potuti gustare! Dico bene?

JACOPO

Allora, una bella fetta di dolce, per ricompensarvi del mio brindisi!

(_taglia_).

ROSA

(_a Jacopo_)

Bravo cognatino bello!... (_a Romano_) Uh! mamma mia! che broncio!

Che cos'hai? sonno? (_di nuovo a Jacopo_) Grazie! Quanto! (_di nuovo a

Romano, a bocca piena_) Non t'addormentare sai! Che si deve ribere! Eh!

Eh! Eh! (_ride_).

LUISA

(_a Jacopo_)

Il vostro brindisi è stato forse troppo ricco di ardimenti moderni,

questo sì; ma in molti luoghi avete raggiunto mirabili effetti

ditirambici! Dovreste coltivare questo genere...

JACOPO

Infatti lo coltivo più che posso!... Del resto, la qualità dei miei

versi dipende sempre dalla qualità dei vini che sono a tavola. Merito

vostro, dunque (_facendo l'atto di tagliare un'altra fetta di dolce_)

Volete permettermi, amabile cognata?

LUISA

Grazie, cognato: il dolce no.... Preferisco un sorbetto.

ROSA

(_mangiando più in fretta il dolce_)

Anch'io, anch'io! Ho tanto caldo.

JACOPO

(_avviandosi verso sinistra_)

La gelatiera è laggiù... Che cosa dice il vostro cuore di questa

meravigliosa festa?

LUISA

Nessun'altra famiglia in Siena avrebbe saputo fare di più nè di meglio!

(_escono dalla scena_).

ROSA

Solamente quei fagiani ripieni!... Madonnina immacolata! Che saporino!

_Si ride, poi si fa silenzio. Soltanto si ode il rumore di

cucchiaini mossi dentro bicchieri, nell'altro lato della sala._

SCENA SETTIMA

_Questo silenzio è rotto da un sordo rumore di gran portone

cigolante chiuso con forza. ROMANO sussulta, si leva, sale, con

le gambe che a mala pena lo reggono, fino all'inferriata. In un

momento di grande silenzio, si ode un passo sul selciato risuonante

della strada deserta e illuminata dalla luna. Romano aggrappato

all'inferriata guarda intensamente._

ROMANO

(_le parole gli escono come un rantolo_)

Sei tu?... Lorenzo?! No!... No!... (sforzandosi quasi a urlare)

Lorenzo!... Non lasciarmi, Lor...

JACOPO

(_accorrendo_)

Che cosa c'è Romano? Eh? (_guardando nella strada_) Lorenzo è

quello?... Se ne va?... Così mi piace!... Vedi se ci son riuscito a

farlo scappare?

SCENA OTTAVA

ROSA

(_correndo da sinistra col suo sorbetto, seguita lentamente da Luisa_)

Che cosa c'è nella strada?! Fate vedere anche a me?

JACOPO

(_venendole incontro_)

Niente, niente! Cara Rosa.... Un uomo!... che se ne va per i fatti

suoi!...

SELVAGGIA

(_da fuori_)

Zia Rosina? zia Rosuccia?

ROBERTO

(_da fuori_)

Zia Rosetta? Rosabella?

SELVAGGIA

(_entrando da destra_)

Oooh!! Finalmente! T'abbiamo scovata!

ROBERTO

(_dietro a Selvaggia_)

Finalmente!

ROSA

Cosa? Cosa «finalmente»?... Sono io che v'ho cercato e ricercato in

tutti i buchi e non v'ho trovato. Che cosa avete fatto?

ROBERTO e SELVAGGIA

(_a una voce_)

Abbiamo cercato lei! — Abbiamo cercato te!

(_si gettano contemporaneamente al suo collo_).

JACOPO

E adesso che, dopo tante peripezie, finalmente ci siam tutti trovati,

qui, si beva, dunque, l'ultima coppa alla felicità di Gaia.

_Va a prendere una bottiglia dietro il pianoforte._

SELVAGGIA

(_saltando indiavolata_)

_Champagne!!_... Via il gelato zia.

ROSA

(_trattenendolo_)

Aspetta!

SELVAGGIA

(_levandoglielo_)

Via! Via! Prepariamo le coppe! (_la trascina via da sinistra_).

ROBERTO

Evviva il nostro zio Jacopo!... (_avvicinandoglisi, e levandosi di

tasca un portafogli rosso_) A proposito... Mille e tre, vero? ieri

sera?...

_Luisa si avvicina a Romano e gli accarezza il capo. Romano rimane

muto, fisso, come non se ne avvedesse._

JACOPO

(_occupandosi di slegare la bottiglia_)

Ma va là... ci penseremo dopo.... Dorme ancora l'Harlem?...

ROBERTO

Sì, sì... ma i debiti d'onore prima di tutto! Tieni, tieni!

JACOPO

Accontentiamoti! (_si ficca, con grande disinteresse, in una tasca dei

pantaloni, il denaro che gli dà Roberto_).

SELVAGGIA

(_ritornando_)

Pronte le coppe! Stappa, zio!

JACOPO

(_a Luisa e a Romano_)

Immortali innamorati! Venite qua! Beviamo alla felicità di Gaia!!!

_Luisa accoglie l'invito, ma Romano non si muove._

ROSA

(_saltando al tempo stesso del turacciolo_)

Uh!

JACOPO

(_riempie le coppe, poi, alzando la sua_)

Su! Su! In alto!! Stringiamole tutte!... Così!... Che sembrino un mazzo

di quelle rose tea che Le piacciono tanto! E offriamolo alla nostra

reginotta che fugge!... Ma insomma, Romano! Vuoi che manchi proprio la

tua coppa a questa offerta augurale?... Be'! mi deciderò io a farti da

Ebe... posto che non vuoi lasciare il tuo Olimpo! (_gli porta una coppa

piena_).

_Romano prende la coppa e la tiene nella destra senza quasi

avvedersene._

SELVAGGIA

Altri due versetti da ridere, zio! come quelli del pranzo!

ROBERTO

Sì! sì!

LUISA

Non vedo Lorenzo....

JACOPO

Oh! Chiedo scusa per lui... è stata proprio una necessità: perdeva il

treno...

LUISA

È partito!! Senza neppure...

JACOPO

Aveva un affare urgentissimo a Torino...

LUISA

Non vi affaticate a scusarlo! (_alzando gli occhi al cielo_) Conosco la

sua nuova educazione!

SELVAGGIA

Basta che mi mandi quella cassetta di _vermouth_ che gli ho chiesto....

Me l'ha promessa; ma così a denti stretti!

JACOPO

Beviamo dunque!! (_bevono_).

ANTONIO

(_venendo da sinistra_)

Permette, signor Ricotti (_parla nell'orecchio di Roberto_).

ROBERTO

Ah! S'è svegliato? Vengo subito! (_appena bevuto, esce dietro Antonio

non osservato_).

SELVAGGIA

Zio! Dunque? Questi due versetti da ridere? ce li fai sì o no?

JACOPO

(_improvvisando_)

_A me li chiedi?..._

_Ma non li vedi_

_Di già sbocciare,_

_Di già suonare_

_Sull'armoniosa_

_Bocca di Rosa?_

SELVAGGIA

(_ridendo sgangheratamente_)

Ah! Ah! Roberto senti? «Bocca di Rosa!» Anche la sua! Non ci avevamo

mai pensato!... Ma dov'è Roberto?

ROSA

«Bocca di rosa», sicuro! Dico io! Perchè no? (_ispirandosi_).

JACOPO

Ecco i versi! Attenti! L'avevo detto io!

SELVAGGIA

Forza, zia Rosa!

ROSA

Eccoli, davvero, per bacchina!

_Sì: bocca di rosa_

_nomarsi le tocca,_

_se canta la sposa,_

_se parla di lei,_

_la misera bocca_

_di Rosa Taddei!_

JACOPO

Ma bene!!

SELVAGGIA

Ma brava la zia!... Roberto!... Roberto!... Ma dove s'è cacciato quello

stupido? (_va via da sinistra_).

JACOPO

Un vero madrigale! deliziosissimo!

ROSA

Piaciuto?... E allora, con questo, dò la buonissima notte a lor

signori! (_con goffo inchino settecentesco_) Madonna sorella

arcibella!... (_a Romano_) Cognatino... arcibrutto voi! Sempre con quel

musaccio lungo un palmo. Niente riverenza... Imparerete... Una volta

volevate bene alla povera Rosa, ma adesso più. Adesso siete diventato

cattivo cattivo!... Ma a me non me ne importa niente! Perchè ce l'ho il

mio cognatino carino, il mio difensore, il mio cavaliere errante!...

Eccolo qui. Questo sì che se la merita la riverenza! (_s'inchina

a Jacopo, poi fugge a passetti verso destra_) E gli butto anche un

bacino! (_fa, esce_).

JACOPO

Povera Rosa! (_ride_).

LUISA

La sua semplicità di mente non le impedisce di veder talora la verità,

meglio di noi... che ragioniamo troppo.

JACOPO

Sarà; ma quella di eleggermi suo Lohengrin, non mi pare...

LUISA

Se fu espresso in modo ridicolo, non per questo il complimento è meno

meritato!

JACOPO

Siete maestra di amabilità...

LUISA

La prigione; Acqua sul fuoco · 第 4 / 7 段