CAPITOLO II

Ohimè! neppure il mio specchio mi

riconosce più!

_Scene della Boemia._ — MURGER.

«Al fiore che muore sul mattino la rugiada; all'anima, che muore sul

mattino, l'arsura divorante del meriggio!

«Il mio cuore era come una vallata alpina, bella di rupi e di abeti;

adesso è un campo deserto, pel quale il cacciatore erra tormentando con

feroce ingordigia i pochi virgulti e le messi malaticcie. Perchè

l'uragano non avvalla dalle cime azzurrine della montagna a sperdervi

questo ultimo aspetto di vita?

«Oggi pure ho pianto.

«==La palma, dice un proverbio arabo, deve avere il piede nell'acqua e

la testa nel sole==così la palma fiorisce: anch'io ho i piedi nel

pantano e il fuoco nella testa, ma invece avvizzisco: non ho più odori

pel vento, non ho più rugiade, non ho più un uccello che mi addormenti

col suo canto... non ho più nulla, perchè ho un amante!

«Dove andarono i miei sogni di fanciulla, i miei dolori di sposa? Una

volta ero una vergine dall'anima ancora più candida del corpo, dalle

innocenti fantasie, dagli affetti ingenui e delicati: suor Maria era il

vento che scherzava col mio bottone di rosa; era l'angelo custode che mi

ratteneva un istante sulla soglia del mondo col fascino del suo

sguardo... E io l'amai, prima senza sapere il perchè, dopo non volendolo

sapere: era bella, era buona!

«Sola nella mia celletta, la notte pensavo a lei ravvolgendomi nel suo

amore, come in una coperta bianca senza ricami e senza frangia — le

nostre non erano che carezze, cicalecci sommessi e prolungati: la sua

mano che mi errava sul petto, la mia che se le insinuava fra le bende a

scherzare coi capelli, uno sguardo che si spegneva in un sorriso, un

sospiro che finiva in un soffio scherzoso... e lì abbracciate sopra una

sedia, io sulle sue ginocchia, colla fronte calma appoggiata al suo seno

tumultuante, un braccio intorno alla sua cintura; lì abbracciate finchè

non mi addormentassi... Che cosa sarà adesso di suor Maria? Forse la

santa infelice mi ama tuttavia e pensa alla sua infedele Mimetta! Dio mi

ha giustamente punita di avervi obliato, suor Maria! Non sono più la

vostra bella ed immacolata Mimy: se i miei capelli sono ancora biondi,

la mia fronte ha un pallore più spento, le mie labbra sono impallidite

più della mia fronte e il sorriso le ha abbandonate, come un'amica

fastosa abbandona l'amica caduta nella a povertà.

«Gettatemi addosso una coperta di fango, voi che mi avete uccisa, e

lasciatemi dimenticare nel sonno della morte i dolori della vita...

«Perchè vivere ancora quando non si crede più a sè stessi? Non credo più

a me medesima, non sono più degna di amare: il matrimonio mi aveva

macchiato il corpo, l'adulterio mi ha infangata l'anima. Dopo la

brutalità di Carlo, la frenesia di Giorgio! Se le sue labbra fossero di

fuoco e mi imprimessero sulle guance lo stigma di una tanaglia sarei

meno repugnante ai suoi baci; ma sentire che fremo, che palpito malgrado

il ribrezzo dell'anima, che le mie labbra si tendono per rendere il

bacio... è un martirio troppo crudele. Mi dibatto come un naufrago

nell'onda di quella impura voluttà e mi vi annego: prostituta! Perchè

egli, così stravagante, non pensò mai a gettarmi uno scudo nel

grembiale? eppure me lo sono guadagnato! Se quella notte fatale avessi

pensato di cadere tanto basso, avrei chiamato Carlo arrischiando

piuttosto di morire. La vita è più spaventosa della morte in certi casi.

Oh! ella mi amava, ne sono certa: ella una donna più grande di tanti

grandi che hanno monumenti per le piazze, si compiaceva in me povera

fanciulla (come mi chiamerebbe adesso?) e voleva forse educarmi per

sollevarmi fino a lei...

«Povera e ingrata Mimy, hai preferito l'ostricone alla perla, un cardo a

una rosa!

«Mi è impossibile pensare a lei: penso meglio a suor Maria.»

E appoggiando i gomiti sul tavolo stette col viso nelle palme: piangeva

sommessamente, difficilmente, quasi avesse già esaurito il tesoro delle

lagrime.

Poi risollevò il capo e, senza tergersi gli occhi imperlati come una

viola dalla rugiada, rilesse un foglio.

Al di là: romanzo · 第 43 / 66 题