--Áncora,--gongolò il mio professore cogli occhiali d'oro--deriva
da =angkyra= e =angkyra= da =agkylos= che significa uncinato. I greci
non conobbero questo istrumento che dopo la guerra di Troia. Plinio ne
fa inventori i Fenici, i Tirreni e Pausania menziona Mida re dei Frigi.
--L'ancora,--mi disse un fabbro nudo fino alla cintura, re d'una
fucina in cui si profondava fino alle caviglie nel polverio nero,
s'arroventava la gola e lagrimavano gli occhi--può pesare da 150 a
4000 chilogrammi,--e alzava un martello da venti, lasciandolo cadere
su un'incudine suonante come un concerto di dieci campane.
--Ha l'anello, o _cicala_, il _fusto_, i bracci, le marre o _patte_, e il
ceppo--mi accontentò un ingegnere navale, aprendo il suo
portafogli, come chi dicesse:--ho i miei affari, non il tempo per
chiacchierare.
--All'ancora maestra si dava il nome di ancora di salute: e c'è
l'ancora di misericordia--mi soggiunse un marinaio segnandosi di
croce.--Ma si calano colle gomene pregando Dio.
--L'ancora--mi suonò nelle orecchie il curato--è l'emblema...
E non volli più ascoltarlo.
E tu, fanciulla, mi domandi?
Ti ho risposto.
Io ti parlerò; parlerò di desolazione.
Alla sera ho sognato che tu eri raggiante come un faro, avevi una
stella in fronte e stringevi un'ancora per me.