MARINAI.

Spiaggia di Sestri.

I marinai sono macchiette, a vero dire macchione, color carnesalata,

con un grande cappellaccio di paglia, slavato e cotto, e coll'uniche

mutande turchine. _Baciccia, Faccin, Balillu, Néto_.... Sicuramente le

contesse e le marchese ne ricordano tanti, come un dì le matrone

ricordavano, invidiando, i gladiatori.

I marinai sono buoni diavolacci che, tutto il giorno, attendono ai

bagnanti. Si pigliano su in collo i bimbi, a due a due, porgono la

manaccia alle signorine, danno una palmata umida sulle spalle dei

giovanotti, adagiano le mamme sulla sabbia. guizzano coi babbi fino a

un miglio dalla spiaggia per mostrare il faro di Genova che sorge

dall'ondoso piano. E cantano ai bimbi strillanti e promettono una

barca d'argento piena di pesci d'oro. Sorridono alle signorine e

dicono:--Brava!--se l'amara spruzzaglia del fiotto non trovò la

spaurata bocchina aperta. Esclamano coi giovanotti, al confronto della

loro mano bruna colla pelle cittadina:--_Mié: u mainâ a l'hà a

pelle neigra cumme u carbun_...--Incoraggiano benevolmente le

mamme:--_Scignue, nu agé puia: tegnive a mi_.--Con buona

dimestichezza dicendo ed additando:--_Là gh'è a Lanterna: nui

atri semo cumme i vapui de Marseggia che arrivan: femo fume_,--per far

fumo concludono in mezzo all'onde:--_Sciü, me o de un sigaro_?--....

Un sigaro? Oh nuova, direte: tu i sigari li cavi dalle tasche delle

mutande da bagno, belli e accesi? Come c'è la bottega pei delfini?

I veri nuotatori o fumatori li cavano dal cocuzzolo del cappellaccio,

e dal cocuzzolo pure il marinaio toglie lo scattolino degli

zolfanelli.

Rare volte _Néto_ era nel gruppo dei marinai, vestiti dei camiciotti

turchini, a sera seduti sulla spiaggia, tra un cerchio di bimbi

cittadini e qualche fanciulla pubescente, i marinai che raccontavano

le istorie delle conchiglie fine e dei coralli della Madonna. Intanto

l'onda faceva l'eterno rumore: e le donne pensavano all'eterno amore.

La costa era sparsa di lumicini giallosi, la ghiaia chiara, la sabbia

persa e su questa i ciottoli lucenti come pezzetti di specchio. Se

c'era la luna! Luna nuova, luna crescente, plenilunio, luna scema:

tenera, falcata, o tonda, sfumava giù il suo lustrore ed

ondoleggiava nell'acqua cheta o scappava su mille creste guizzanti. Se

c'erano le stelle! A sciami, a sciami gloriavano gli ozi del

paradiso.... Tutto azzurreggiava.... O marchese, o contesse, o

borghesine, seni tutti femminei dolcissimi, che vi gonfiavate,

deprimendovi all'unissono coll'onda!... Tutto taceva sospirando....

_Néto_ passeggiava sul lido, e guardava il mare. Qualche volta gli

veniva dietro il cagnuolo bruno, tristo come lui: qualche volta un suo

fanciullo scempio, un poverino che cercava tutto il dì i ghiaiotti

che gli piacessero e non li trovava mai.

_Néto_ taceva.

Il fanciullo scempio sedeva sbadatamente sulla spiaggia e gettava la

sabbia all'onda. Una volta udii che borbottava a sè stesso:--_Guarda

a mè barchetta, a và cumme u vento_,--e accennava un alcione: una

volta vidi che accarezzava il cagnuolo bruno, e questo lo leccava

sulle mani e sul viso. Povero fanciullo! Forse quella era l'unica

illusione, e quegli gli unici baci!... Lì intorno sorridevano tante

mamme e tanti babbi felici.

Volete sapere l'istoria disgraziatissima di _Néto_?

Storia di un'anima · 第 29 / 118 题