PACE.

Spiaggia di Pegli.

Stando io sulla spiaggia al nascere del giorno, ascoltavo un mattutino

festevole e mosso a rintocchi. Da quale chiesetta mi giungeva? Non so.

Ma dal suono delle campane la s'indovinava; un luogo tutto di pace, a

fiori, a lampadette, a luci miti, con note d'organo amorose, col

bianco battisterio, coi fraticelli lentissimi e salmodianti in

processione. E forse l'aveva la piazzuola dinnanzi, e la piazzuola

colle siepi di rosai guardava il mare: e le belle fanciulle, sfilando

alla sacra portella, si rivolgevano, pregando e sospirando,

all'azzurro scintillante. E forse anche la brutta che aveva vent'anni

e il _pezzotto_ comperato coi propri soldi, la bruttina sorrideva a

un'illusione.... Oh le campane squillavano annunziando:--Nasce il sole

ed è l'amore del creato!

Al mattino, essendo appena imbiancato il tenebrore dallo schiarirsi

dell'oriente, il mare era placidissimo. Nessuna vela, nessun uccello,

alla spiaggia nessun uomo. La vastissima acqua dava tante e tante

crespature curve sorradenti, che si succedevano soavi e venivano a

morire sulla spiaggia; sembravano ciglia e ciglia aperte alla prima

luce da un dormente stanco d'amore. Le crespature morivano in un

gorgoglio, e questo pareva lamentasse:--Lasciatemi la pace della

notte!--Le ondine facevano una spuma lenta e senza luci: le dicevi

l'ultimo sorso sulle labbra di un voluttuosissimo ebbro.

Se io fossi pescatore, mi sceglierei quella casetta tutta bianca che

guarda il mare, vorrei quella barca impeciata che al sole luccica,

come se fosse d'argento, andrei alla spiaggia, cantando la canzone

gaia e spensierata.

Storia di un'anima · 第 28 / 118 题