Incomincio da te, _Barchetta_....
Forse la barchetta dell'amore, che va e va, colla prora inghirlandata
di fiori, a cielo stellato, a gran notte?
No: avvezziamoci alla prosa della vita e scottiamo le carni al sole
del mezzogiorno. _Barchetta_ è una barcona: la barcona è una
donnaccia: la donnaccia è la maggiore azionista delle baracche a
mare, quella che alla spiaggia reca alle bagnanti le lenzuola, sbatte
ai bagnanti le mutande. La _Barchetta_ ha un volto tra l'allegro e il
traditore, con due occhietti usi a spiare il fondo ai fiaschi, un
collo a crespe cicciose, su un seno affagottato da farla dire mamma di
tutti quanti i marinai, una schiena aggraziata come un barile. La
barcona è una furbaccia, amicissima, prima di tutto, di quello che
ha in tasca, poi de' suoi crediti, poi di quello che vorrebbe avere,
poi del suo marebagno. La donnaccia sacramenta coi marinai quando è
mal tempo, e quando è buono storce gli occhietti fra quei quattro
peli di qua, di là, a sommare gli avventori: ha il saluto per chi
viene alla spiaggia a fare il bagno, non per chi, già fattolo, se
ne va: si dà colle mamme a persuadere i bimbi ritrosi che là
sotto l'onda ci sono i pesci d'oro, e i pesci d'oro alla sera portano
ai buoni un bastimento con tanti marinai, tanti cuochi, tanti cannoni;
fugge le nonne austere che non vogliono bagnare la loro autorità:
porge il cappellaccio e le scarpe alla marchesa: fa la sorda alle
chiamate un po' volgari: promette sempre mare tranquillo fino a
settembre: consiglia il bagno breve, ma la cura lunga: solleva dieci
tele e si caccia, nè insidiosa, nè insidiata, nelle baracche,
vede e non vede....
Ah donnaccia, se sei _barchetta_, hai satanasso in prora: troppi e
troppe, peccatori tutti, colla fantasia venendo dietro a te, si
sentono il sangue dare un tuffo e i nervi un pizzicore. _Barchetta_
diavolessa! Ma che cielo stellato, che gran notte, che azzurro! Prosa,
e sole di mezzogiorno: sollione.
E voi altre, brutte marinare? Nemmeno ricordo come abbiate nome. Tu
che, sorridendo, mi auguravi il buon giorno? Tu che rubavi il
bastimentino a' tuoi bruni bimbi per darlo agli inviziatelli
cittadini, che strillavano a solo vedere un marinaio a schiena nuda?
Tu che coprivi pietosamente col lenzuolo il pieduccio torto a quella
signorina distesa su per la sabbia e vergognosa perchè la sua mamma
la vi teneva a forza?
O buonacce, ricordo che non eravate belle.
Ma, tu, Filomena, vienmi innanzi. Ti porrei un _pezzotto_ bianco sulle
treccie disciolte, ti darei un'anfora di terra e tu la recheresti sul
capo, come una siciliana, contemplerei bene il tuo profilo austero ed
italiano, e ti direi:--Va, bella, va cercandoti un cielo più
ardente.
Ma no! Ritorna ancora e dammi da bere. Ho sete.