ULTIMO GIORNO DELL'ANNO 1877.

Lunedì, 31 dicembre.

Mancano tre ore e l'anno sarà finito. Ho qui sul tavolo tutte le

mie memorie. E voglio scrivere. Scrivendo imito il carattere di Lidia,

Che cosa voglio scrivere? Nulla di ordinato. Incomincio col rileggere

le mie annotazioni del settembre 1876, poi voglio leggere il mio

portafogli co' miei sogni di artista (1873-1874-1875): poi la mia

lettera a Lidia: poi la sua a me....

Oggi si chiude un anno, un tristissimo anno. Colle speranze, coi

ricordi, colle illusioni. Ella mi appartiene quasi, fino all'ultimo

minuto di questo anno; domani si apre un anno nuovo, un anno che sarà

importante per lei: sento che mi sfugge sempre più, che non è.... che

non sarà mai più mia!...(5) Mio Dio, rendila felice!--Io mi illudo

sempre nel mio dolore: rileggo la sua lettera, ribacio il suo

ritratto, sento nell'animo la sua voce, e sono superbo, contento,

felice, ma sogno, sogno: la verità non è ancora entrata nel mio cuore,

io non sono persuaso che non la vedrò più! che non ho più diritto a

pensare a lei!... Anno tristo, la mia vita è spezzata. Io ero nato per

l'amore, per la donna, per la casa, per le sere tranquille, per un

bambino, per sperare, per _sentire_ la famiglia a benedire tutte le

mie febbri, le mie aspirazioni, le mie malattie: e invece? Io vedo

dinnanzi a me giorni e giorni e anni e anni _che passeranno_, solo

conforto: _che passeranno_.... senza più ambizione di un nome, senza

desiderio di una donna, senza coscienza di un'anima, e sempre più col

bisogno di una donna! Non voglio più scrivere. Nè so scrivere. Mi

inginocchio e prego il suo Dio, quello che ella pregherà per me:--Dio,

ho bisogno dì credere! io mi sento buono! io mi sento il cuore!

Quando pensavo a lei, sentivo la fede e Dio! quando mi sentivo

squallido e senza speranze, pensavo al suicidio, quasi come a un

candido sogno! quando vedevo dei luoghi ameni: dicevo--_qui non c'è

lei!_--quando vedevo delle fanciulle mi sentivo l'anima innondata di

pace! quando vedevo dei bimbi, mi venivano le lagrime agli occhi! Mio

Dio, al mio corpo nervoso, cupido, febbrile ho negato gli amplessi

della femmina nuda; ho impazzito pensando alle voluttà: ho

combattuto battaglie ridicole pel mondo, ma supreme e gloriose per chi

vuol avere nel pensiero suo il pensiero d'una vergine; mio Dio, il suo

ricordo era per me il ricordo di una tua vergine: la sua lettera l'ho

letta in un santuario, guardando la bionda testina di due de' tuoi

angioli! Guardami! Dimmi tu che non sono ridicolo, amando ancora! Che

non lo fui amando in passato! Tu hai detto:--Siate fratelli e

sorelle--e non hai detto che gli stranieri, i poveri, gli sventurati

non possano fra loro essere fratelli e sorelle. Dinnanzi a mio padre,

a mia madre, ai miei amici non ho saputo dire:--Ella è straniera!

Ella non ha dote! Ella mangia il pane altrui!--sarebbe stato un

delitto di _leso decoro_ questo mio detto. Io fui così fiacco da non

parlare, da non combattere parenti e amici e mondo: io tacqui! e

sperai in te e in lei!... Mio Dio! Quanti a quest'ora si apparecchiano

a godere gli ultimi momenti dell'anno! Io sono ginocchioni, io prego,

io voglio pregare, io piango, io sono solo! io non so sperare, nè

domandarti per me alcuna cosa per l'anno nuovo!! No, no, che importa a

me di quello che mi accadrà? Ma io voglio pregare, voglio

sorridere, voglio piangere per lei! Mio Dio:--rendila felice, e fa che

ella si ricordi di me e che io sappia qualcosa di lei!

Rileggo i libri delle mie _Confidenze_. Oh! come sono belle e

tranquille! Rileggo le pagine della malattia di Lina e le invocazioni

ad Ermanna! Povero mio cuore!... Mio Dio, ti supplico, rendila felice.

_Domenica, 27 gennaio._--È una giornata chiara, bella, calduccia.

Tutti passeggiano. La si crede una prima festa di primavera. Io sono

tanto tristo! Ho aperto le finestre: e mi vengono tutte le memorie

della mia convalescenza. Poveri giorni di languide speranze! Giorni in

cui mi pareva sempre di sentire l'odore di ghiaia umida misto

all'odore delle violette: mi pareva di vedere uno dei viali del

giardino _non suo_ un viale che termina a un gruppo di pini dal cortice

odoroso.... Oh mesti crepuscoli di Limbiate!--Io non so scrivere

ordinatamente.--Ho taciuto tanto. Mi piacerebbe avere qui tante e

tante memorie scritte: le rileggerei ora e le troverei belle! Come mi

paiono belle queste poche! Eppure in vacanza non ho saputo scrivere:

scrivendo mi pareva di rendere troppo concreto il mio dolore, di

studiarlo troppo, mi sforzavo a essere indifferente. Quello che di

dolorosissimo ho scritto l'ho scritto per Bianchi. Ho perdute le

lagrime di quei dì. Vorrei ch'egli mi restituisse le mie lettere.

Mi pento gravemente di essermi tanto confidato con lui. Mi capisce?

Può capire chi non ha il mio ingegno? Chi non ebbe i miei

entusiasmi? Chi non ebbe il mio cuore! Ridicolaggini! Ma io mi sentii

_potente_ ed ebbi un giorno delle audacie e una tal coscienza di me, che

mi dovetti dire:--Oh sante le mie febbri che mi distinguono dalla

folla intorno a me.

In questi giorni mi tornano alla mente i miei auguri per lei. Voglio

pensare alla sua felicità. Ella apparecchierà la sua veste

bianca! Ella gli scriverà quei mille nonnulla così graziosi,

così cari, così confidenti! _L'oubli seul sépare!_ E il mio

pensiero?

O mio tranquillo cimitero di Limbiate, ti amo! O miei boschi! o

pini!--Purchè io sia tra voi o mi imagini di essere tra voi, il mio

cuore si esalta, l'anima mia diventa buona, e nelle speranze di un di

e nelle delusioni d'oggi, il mio desiderio è desiderio di pace e di

amore, il mio ingegno si sveglia e mi tormenta e mi fa delirare sempre

inconcreto, sempre senza via, sempre senza certezza di scopo. O mio

cimitero! Ti vedevo tutti i giorni quando pensavo all'amore! Ti

ricordo ogni volta che qualche amico ride o qualche femmina

sogghigna!--Come si amano i propri dolori!--Il cimitero vecchio non

serve più per le tumulazioni: ebbene amo già il nuovo, perchè

presento che vi giacerò (non oso dire _voglio giacervi_): vi sono

passato vicino tante volte st'anno guardando ai monti di Como, a

Mombello, alla Chiesa dei frati, ai monti che ho contemplato mille

volte al tramonto con dolci desideri di avere una casetta là e

là.--Amo le strade infangate, le foglie cadute, le campagne

brumose, la mestizia della solitudine e il luogo di pace... amo la mia

memoria abbandonata, solitaria: mi sento sotterra, sento l'oblio, lo

sfacimento.... Ella avrà dei figli, degli amici, _la vita!_...

_Mercoledì, 30._--Tutto è vuoto, senza scopo, senza soddisfazioni.

Ieri ho visitato il cimitero degli stranieri! Come dormono bene le

anime protestanti! «_Thy will be done_...» Come dormirei bene anch'io!

* * *

Tutto finì. Ecco il vuoto.

* * *

_Est quaedam fiere voluptas!_

* * *

Mio padre crede che questo sia il libro dei conti.

* * *

_Nos joies ressemblent à l'arc-en-ciel, qui a l'aurore nous

apparaît au couchant, et vers le soir se montre à l'orient._

* * *

Ogni mio filo che mi lega alla vita è nel passato: ed è solo pel

passato e per lei che sento che la vita deve avere uno scopo serio. E

solo per lei ho bisogno di credere a Dio, e solo per lei il suo Dio mi

dà una mestissima pace e una mestissima fede, quasi una

vocazione.... Solo pel passato, mantenendo una dolcissima illusione,

io sorrido e studio, e prego Dio e sospiro alle fanciulle e vorrei

baciare tutti i bimbi.

Uno solo il mio pensiero--Lidia--ed uno il mio voto--Dio, rendila

felice!--Essa è mia sorella. «_Notre affection est pure et noble,

elle n'a rien de profane, elle peut se raconter à toutes les

âmes qui sont bonnes_:(6)» ella mi disse, e mi accettò per

fratello....

Io solamente son felice quando guardo la sua lettera, il suo ritratto,

la mia lettera, quando penso a Limbiate e al cimitero tranquillo....

Desidererei (e voglio scriverlo a' miei parenti) d'esser sepolto a

Limbiate.--Desidero di avere sulla mia pietra o croce il solo mio nome

e cognome e le sue parole: _Tout ce qui finit est si court. Allez

toujours_.

_5 e 6 febbraio._--S'io trovassi un compagno, andrei in Grecia

_volontario_, giacchè qualche garibaldino si muove da Milano.

Insegnerei a' miei parenti ed amici ch'io sprezzo la vita!

Leggo Byron. Si è avverato il _suo augurio_:--«_que son coeur se

passionne pour ce qui est beau et grand!_»--Byron! I miei giorni non

sono sciupati: più che il tritume delle Accademie vale il vulcano

di Byron. Byron! io sento il mio cuore batter col suo! Che m'importa

se vivo solitario? Perdo poco perdendo le ciarle stupidine o

pretenziose o vuote dei cosidetti amici che sanno _vivere a questo

mondo, prendendo le cose come vengono_. Perdo nulla, perdendo, la sera,

le pettegole scipitaggini di un palchetto di femminucce... Byron! Tu

mi rifai il sangue. Tu mi animi. Tu mi ridoni i miei muscoli... Oggi

spero indeterminatissimamente, ma spero pel mio avvenire.--Ho veduto

mio padre assistere all'anniversarie preci per suo padre.--Mi consolo

ricordando, in una passeggiata in campagna, al sole primaverile, le

frasi della lettera di Lidia.--Che ancora per le fila provvidenziali

di Dio avessimo ad incontrarci?--Oh! possa il mio povero ricordo

tormentarti nelle ore delle tue frenetiche voluttà! Sposa sei?--O

mio Dio, come io desidero di morire!

_19 febbraio._--O mio Dio, sento uno di quegli sconforti, pensando al

mio passato!--Come vorrei esser morto! Piango!--Oggi, qui, dai tetti

di un terzo piano di povera gente mi giungeva la vocina balbettante di

un bambino.--Guardo il suo ritratto. Ma, mio Dio! sento che

inavvertitamente caricherei a palla, _sì_, una pistola antica, e in

questa febbre, inavvertitamente me la accosterei alla fronte.... Amo

Lei! Lei! Tutta la mia giornata è per _Lei_! Studio per Lei, di

giorno: studio per Lei, di sera! penso a Lei, di notte!--Penso ch'Ella

deve esser felice, e per non turbarla, non mi uccido! Ma chi più mi

trattiene? Che mi aspetta?--Che cosa è il mondo per me!--Se potessi

viaggiare e viaggiare e stancarmi!--Come passo le sere e le giornate

da solo.--Sere di primavera, coll'odore delle violette di Limbiate!

Giornate di primavera con una trista, strapotente insidia di

voluttà nelle membra!--_E voglio esser casto_! Chi lo sa? Chi lo sa

il mio martirio? Chi lo apprezza?

_3 marzo._--È primavera. È domenica. Suonano a distesa le campane.

Domani andrò a Limbiate e qualcosa saprò.... Avrò coraggio di

domandare di Lei?... Mi spaventa un tristo presentimento dacchè non

ha Ella risposto al mio biglietto.

Mio Dio! che vuoto! Non sono stato ad alcun veglione; eppure oggi io

mi sento tanto triste, e inquieto e svogliato, come se fossi stato a

sciupare la mia notte.... Mi conforta il pensiero che Ella leggerà

il mio libro _Lagrime e Sorrisi_. È _donna_ e lo capirà. Che importa

a me del mondo?

_6 marzo_.--Torno adesso da Limbiate, e subito corro quassù a leggere

queste mie memorie, e vorrei scrivere sempre un pensiero, sempre un

dolore, sempre un'illusione. Domani, giovedi grasso, quando gli altri

godranno, io scriverò, e penserò, e piangerò.

Non ho saputo niente di Lei!

_30 marzo_.--Il nostro povero cane di Limbiate è ammalato. L'amo

perchè è tanto legato alle mie memorie! Nel novembre 1873,

quando solo mi addormentavo nella mia stanza fredda gustando le sante,

melanconiche, dolcissime mie speranze: il povero cane mi dormiva a'

piedi del letto. Quando a cinque ore, al tramonto, io vedevo, fra gli

sterpi e le ruine scalcinate della darsena del laghettone, e

contemplavo nell'acqua il riflesso roseo del cielo e _sentivo_ la

solitudine delle acque e delle tristi pinete, fingendo di trovarmi

sulle rive del Mincio, e pensavo sospirando all'amore.... quando là

al laghettone, _riassumevo_ la giornata e chiusi i fascicoli di diritto

speravo e speravo e speravo!... il povero cane mi era accosto. E,

ricordo, ho sorriso a lui, che mi trovava solo, meditabondo, amoroso,

a quell'ora, a quel luogo! E credo qualche volta di avere avuto quasi

soggezione di lui!... Povero cane, povero amico!...

Tutti i giorni passavo un'ora o due al cimitero e pensavo alla _vita_, a

una fanciulla, ai bimbi, alle _sue_ toilette, ai suoi nonnulla, alle sue

scarpine, ai suoi guanti, alle sue moine,--lì fra le croci e le

foglie secche col sole pallido e le stradette umide io vivevo! O

speranze! o memorie!--Io lavoro: studio il tedesco. Mi avvinghio

sempre più al passato. Dove l'avvenire?

_31 marzo_.--È morto il cane! Povero _Chellen_! povero amico!.... A

poco a poco là s'infrangono gli anelli che mi legano al mio

passato.... O mio avvenire! O Lidia, se tu sapessi la mia

sensibilità, la mia poesia, le mie lagrime! Mi è caro tutto

ciò che nella mia memoria è legato con te... Ma non poteva Dio

volere ch'io non li vedessi, ch'io fossi tranquillo, ch'io amassi

un'altra fanciulla, ch'io a quest'ora fossi già _marito_ e _padre_,

ch'io fossi felice? Perchè Dio volle diversamente?... Crescono le

ardenze delle mie febbri, il corpo freme di bisogni fisiologici,

l'anima è sempre la stessa a comprendere la donna, il cuore è

gonfio, l'ingegno sente la ricchezza del sentimento e... Se tu sapessi

i miei scoraggiamomi!... Il mio passato!... O miei sogni, o mia

preghiera, o Dio, o Donna, o Tutto, o Lidia!... O Lidia, come ti

amo!--Ma che Dio sia almeno giusto, e faccia sì che il mio pensiero

dia anche a te un po' di questi tormenti.

Torno col pensiero al povero cane! Povero amico! sì, caro

testimonio di tante mie lagrime, di tanti miei dolori!

Leggo le mie memorie: è il saluto che le scrissi! E piango! Come il

cuore è gonfio!--La scienza è vana. Ieri ho ascoltato una grande

lezione di Antropologia: la genesi umana: la scimmia! O Lidia,

perchè non eri tu a casa mia, in un bel gabinetto, pieno di cose

d'arte e di profumi tuoi, bella, _mia_, sorridente? e perchè io non

potevo gittarmi a' tuoi piedi, pregando Dio attraverso Te!

Leggo il mio saluto. Oh se tu potessi piangere, come piango io!...

Eppure spero... Ci incontreremo, sarai _mia!_... Forse incominciano

adesso le mie battaglie... Perseveranza, Castità, Fede...

Speranza!... Lidia, ti prego in ginocchioni, dalla tua felicità (se

ti ricordi di me) mandami un poco di pace! Merito un poco di pace,

perchè delle mie idee arrossisco in faccia al mondo: non in faccia

a Te, non in faccia a Dio! Leggo il mio saluto.... Saluto eterno!...

La mia vita è condannata al tormento di perpetua illusione e di

sproporzionato sentimento!...

Torno dal cimitero. Ho visitato il campo degli stranieri: ho letto

iscrizioni tedesche e inglesi: Credo sia una buona azione il visitare

i poveri morti stranieri.--Come dalla morte a me sgorga il pensiero

della vita.--Ho visitato anche la Pinacoteca, _adorando_ le Madonne

del quattrocento... Sì, sì, il mio ideale della donna è divino.--Sei

maritata? Oh come penso tristamente alle tue gioie frementi di sposa!

Amavo meglio, nei mesi scorsi, pensare a' tuoi dolori di vergine!

Quand'io sognavo... la prima volta con te, a Firenze o a Venezia, io

promettevo, io giuravo di caderti innanzi ginocchioni, dicendoti

qualche mio pensiero delle _Lagrime e Sorrisi_, piangendo ch'io non

fossi abbastanza poeta per te, esultando con tutta l'anima d'avere la

coscienza ch'eri un fiore e che io non ero la mano villana che lo

toccava.. E t'avrei baciata in fronte e t'avrei detto:--Piangi!

La mia penna è impotente alle povere fantasie del cuore!

_1.° aprile_.--Vorrei ricordarmi e rischiararmi dei paesaggi

carissimi, dei boschi, delle rive, dei cieli... Anima ammalata: sento

le donne nei fiori, nelle gemme, nei prati, nei cieli, nei raggi del

sole... Non scrivo perchè non so scrivere: le parole che adopero

sono parole che hanno tutti nei vocabolari; i sentimenti che mi

ammalano sono sentimenti miei, e il mio cuore è diverso da quello

degli altri.

Oh come penso! come vedo! come fremo! Ho avuto il tristo dono della

fantasia. E come soffro! Ma oh! venga il mio pensiero qualche volta a

turbarti!

Ho aperto il mio cassetto: il profumo che ne uscì mi ricordò

dolcissimamente il giugno del 74, quando scrivevo le _Confidenze_, mi

illudevo tanto e speravo tanto! Allora mi sentivo una fanciulla: e la

mia convalescenza era per me una scusa alla languidezza del mio

sentimento....

Crescere in dignità per lei, è lo scopo di questo mio anno. Nel

mese scorso, venendo qui, nel mio cassetto presi un foglio di carta e

scrissi due versi di Byron: oggi ho scritto due versi di

Schiller.--Sogno dolcemente: a Limbiate le mie speranze, le mie

certezze, il mio avvenire!--Ma quando sono qui, e vedo i luoghi di

tante mie meditazioni, e quando vedo la casetta di..... e quando suona

la campanella della chiesa di sotto, e quando vedo il _suo_ giardino, e

la finestra dove era affacciata quella sera di settembre, e quando....

oh come sento che tutto è passato! che la mia vita è decisa! che

il mio avvenire è spezzato!--Deserto!

Prego la primavera, i fiori, le rondini, i bambini, il sole,

Dio.--Rendetela felice!

E di fronte alla primavera, ai fiori, alle rondini, ai bambini, al

sole, a Dio, mi sento innamorato e casto!

_Venerdì Santo_.--Compiono oggi sei mesi da che... Sei mesi! mezzo

anno! A me paiono sei giorni!

O quale sconforto il mio.

Oggi tutte le donne pregano.... Prega per me! Prega Dio che mi faccia

morire!...

Morire? imputridire? essere dimenticato? E il mio desiderio, il mio

bisogno era la vita, l'amore, la poesia!

_Sabbato Santo_.--Le campane annunciano che Cristo è risorto. Qual

vuoto in me! Ma come potrò io mostrare l'anima mia! a chi?

_Martedì, 23 aprile_.--Come per certi dispiaceri certi uomini

ricorrono ai liquori, pe' miei io ricorro (ricorsi) a Byron, Foscolo,

Rousseau, Shakespeare: mi sostengo con questi alcool.--Ora gli

abbattimenti, il vuoto.... e quali battaglie!... I miei _balocchi_

antichi cominciano a distrarmi poco poco. Ma perchè forzare la

natura?

_24, mercoledì_.--Ho fatto la comunione. Ieri il prete mi disse di

meditare mezz'ora. Ecco come medito.... Per quattr'anni di seguito,

quando a primavera andavo alla chiesa per la comunione, io portavo con

me il portafogli col tuo nome! Sante illusioni! E quando l'ostia

toccava le mie labbra io mi concentravo nel pensiero:--Lidia crede in

Dio!--E la comunione del 74, quando ero convalescente? Oh nessuna

preparazione di teologo, nessun libro, nessuna madre, poteva rendermi

tanto degno di Iddio, quanto la mia speranza e la tua memoria! Santa

religione, santa poesia, fede gentile: _Vita_, Donna e Dio!--Dimenticavo

di non esser bello, d'essere ignorante, d'essere timido alla pratica,

sentivo Te, speravo, sentivo la fede che è la vita! O vergine, o

bionda, o straniera, chi t'avrebbe detto che tu dovevi tanto deliziare

e tanto tormentare un'anima italiana. Io italiano? goffo, ridicolo,

senz'azioni.

O vergine, o vergine! o Lidia, io ti ringrazio! Quei momenti in cui io

pensavo a Te e la tua memoria veniva col pensiero di Dio, erano

momenti soavi, pii, forti, si, e non verranno più! O Lidia, o

Lidia, o _mia sorella_, prega per me!--Alcune volte voglio ribellarmi al

tuo ricordo, e chiamarti causa d'ogni mio tormento, e odiarti....

Potessi odiarti!... Tu non ti sei manco accorta di me!--La realtà

è troppo triste: è meglio l'illusione, la poesia.

Ed oggi?--Vuoto, sconfortato, col solo pensiero che sono brutto e

ridicolo!--Senza speranza, senza fede, senza amore,--sono andato alla

chiesa.... Ho pensato alla tua comunione di sposa.--Ho sentito come,

anch'io, riceverei la mia ultima comunione, a letto, ammalato,

moribondo, pensando alle mie Memorie, a Limbiate, al cimitero, dove

voglio giacere, al mio libriccino _Lagrime e Sorrisi_, al mio

portafogli, pensando a quelle carte che lascio nel mio scrignetto, al

tuo ritratto che cadrà sotto gli occhi di mia madre.... pensando al

di che saprai ch'io sono morto!...

Oh io mi sento buono!

Non voglio più annotare!

_Maggio, 3._--Guardo il cranio.... e guardo il tuo ritratto. Il tuo

ritratto! Ecco la vita, la speranza, l'amore, la Donna, la _Fede_!

Ed io ancora ho la speranza, la vita, l'amore, la fede per te, per te

che non sei più mia!--Piango con dolcissime lagrime.--Mia Lidia,

quale scoraggiamento!

Nel teschio vedo la materia: in te lo spirito: in quello il vuoto; in

te il pensiero.... In te Dio!

Ho riletto le memorie di quest'anno! Mio Dio, mi vedi? Non so

scrivere. _Je ne vous oublierai pas_, ella scrisse: e nel cassetto mio

tengo la sua lettera mezzo aperta per leggere.

* * *

Tento di scriver oggi, 22. Ho veduto Lidia qui a Milano. Da quindici

giorni ero abbattuto, stanco, annoiato, avvilito, senza più un

pensiero alle cose antiche, senza passione per lo studio del tedesco,

indifferente ad Heine e Goethe.... a tutto! Oh come mi erano cari

quest'inverno i miei studi di tedesco su nel mio studiolo, quando

tentavo di tradurre _Lagrime e Sorrisi_, e scrivevo, imitando il

carattere di Lidia! Eppure guardavo di rado il suo ritratto. E la

domenica in Duomo? Sempre, sempre passeggiavo sotto le arcate

ricordandomi le espressioni della mia lettera, le espressioni della

sua: e pensando che avrei studiato, e che avrei fatto.... In questi

giorni studio in Biblioteca: e ogni sera, su nel mio studio, guardo le

teste da morto e poi guardo il suo ritratto.

L'ho veduta ieri dopo pranzo alle 7 1/2. Tre volte l'ho veduta. Essa

mi ha fissato, si è rivolta, mi ha atteso.... Ed io?

Che farà? È sposa? Era con sua madre? Colla sua tutrice? Ho

influito sulla sua vita? Viene da Mantova o da Catanzaro? Va a

Catanzaro o forse _per sempre_ in Germania? È felice?

Era pallida.

Ma era proprio lei?

Quando nell'ottobre scorso l'ho vista a Limbiate aveva la faccia rosea

sotto il velo.

Ieri era pallida.

Se non fosse stata lei, perchè avrebbe mostrato di accorgersi tanto

di me?

Il mio turbamento fu immenso. Poi mi acquietai. Ho dormito sognando

dell'incontro. A mattina mi rinacquero mille speranze e pensai a cento

ipotesi, mi sentii felice. Sono andato sul corso, in Galleria Vecchia,

vicino a Dumolard, in Duomo.--Forse è partita! Per dove? Avrà

dormito stanotte? Che avrà pensato?

Dio mio! Dio mio! Ho letto tutta la mia lettera a Lei. Ho schifo delle

mie sconce mani. E ho l'anima che sente Dio.

Storia di un'anima · 第 19 / 118 题