Il trono circondiamo....
Cantiamo, urliam, gridiamo....
Senza saper perchè....
Evviva il nostro principe!
Evviva il nostro Re!...
(_sottovoce, con mistero_).
Egli è là....
Che vorrà?...
Che dirà?...
Che farà?...
Parlerà?...
Tacerà?
Mettiamci tutti in giro.... e si vedrà!...
BARITONO(_in piedi sui gradini del trono_).
Nessun mancò--Qual gaudio il cor mi inonda
Nel vedere che il mio popolo intero,
L'esercito ed il clero,
In un dì, come questo, di gran gala,
Possan tutti adunarsi in una sala!
Godo ancor che nell'ultima battaglia
Non un perì de' prodi miei soldati....
Partiron trenta.... e trenta son tornati.
È pur gioconda la vittoria, quando
Nessuno in campo muore....
Nè ferito riman....
FRATE (_levando al cielo le mani_).
Gloria al Signore!
BAR. L'alta ragion che in così fausto giorno
Tutti quanti vi appella a me d'intorno
Nota forse vi è già....
CORO. L'indoviniamo....
BAR. Un grandioso final cantar dobbiamo....
CORO. Un final! come si fa?
Il tenore non è qua....
PRIMADONNA (_da sè, stralunando gli occhi_).
A suo tempo egli verrà....
BAR. Qual fragor! che mai sarà?...
PRIMADONNA (_accorrendo verso una quinta_).
È ben desso!...
BAR. (_balzando dal trono_). Guardie.... olà!
FRATE (_trattenendo Baritono che porta la mano alla spada_).
Ferma.... arresta.... per pietà!
SCENA VI.
Tenore e Detti.
PRIMADONNA (_correndo sul davanti della scena abbracciata a Tenore_).
Sei tu, mio bene?...
TENORE. Sì....
TUTTI. Desso!...
BAR. (_arretrando colla mano sull'elsa della spada_)
Oh furore!...
TUTTI. Lui solo aspettavam!...
FRATE (_levando le braccia al cielo_).
Gloria al Signore!
(_rullo di timpani--i cantanti primarii si schierano sul davanti del
proscenio,--Breve silenzio_).
TENORE (_fissando torvamente lo sguardo nel Baritono_).
Sì.... tornai.... Senza il tenore
Non si canta un gran finale--
Son partito col vapore....
Venni qui.... d'amor sull'ale....
Ma in un pezzo concertato
Io sprecar non voglio il fiato....
E finito questo _a solo_,
Più un sospir non metterò.
PRIMADONNA.
Dell'orchestra nel fragore....
Non si intendon le parole,
Al baritono, al tenore
Si può dir ciò che si vuole....
Ma in un pezzo concertato
Io sprecar non voglio il fiato....
Per morir nell'ultim'atto
La mia voce io serberò.
BAR. (_portando la mano al pugnale_).
Di trafiggere il tenore
Saria comodo il momento....
La mia rabbia, il mio furore
In vederlo io freno a stento....
Ma sa ben lo scellerato
Che in un pezzo concertato
Se anche il fulmine cadesse
Un tenor morir non può.
FRATE.
Per accrescere il fragore
Darò fiato a' miei polmoni,
L'anatema del Signore
Tempo è omai che qui risuoni....
D'esser frate alfin mi scordo....
E se Iddio fa spesso il sordo,
Col cannon della mia voce
Sordo appien lo renderò.
CORO.
Della musica il successo
Tempo è omai che si decida,
Dal maestro fu promesso
Un regalo a chi più grida....
Se passasse inosservato
Il gran pezzo concertato
Saria caso qual la storia
Forse mai non registrò.
BARITONO (_volgendosi con vivacità_).
Qual grido!...
TUTTI. Chi s'avanza?...
SCENA VII.
Comprimario e Detti.
COMPRIMARIO (_a Baritono_) Signor....
BARITONO. Che vuoi da me?...
COMPRIMARIO. Qualcun domanda
L'ingresso....
TUTTI. Chi sarà?... Gran Dio! la banda?....
(_All'improvviso si vedono spuntare dalla muraglia diversi istromenti
colla gran_ _cassa in testa.--I suonatori, vestiti di costumi
bizzarri, si spingono innanzi urtando le coriste.--Agitazione
generale. Gli attori principali estraggono le spade, minacciandosi
senza ferirsi.--L'orchestra e la banda gareggiano di fragore_).
TUTTI. Giorno d'orrore....
Giorno d'amore....
Giorno di giubilo....
Giorno di duol.
Al mio contento....
Al mio spavento....
Gli astri sorridono....
S'oscura il sol....
(_silenzio generale_).
TENORE (_accostandosi a Primadonna_).
A mezzanotte....
PRIMADONNA. Dove?...
TENORE. Nol so....
TUTTI. A mezzanotte!...
TENORE (_a Primadonna_). Verrai?...
PRIMADONNA. Verrò....
TUTTI (_colla massima forza, slanciandosi verso la ribalta colle
spade sguainate_)
Giorno d'orrore....
Giorno d'amore....
Giorno di giubilo....
Giorno di duol.
Al mio contento....
Al mio sgomento....
Gli astri sorridono,
S'oscura il sol.
(_Tenore getta la spada ai piedi di Baritono.--Questi vorrebbe avventarsi
a Tenore, ma viene trattenuto da Frate Profondo.--Primadonna sviene nelle
braccia di Comprimaria. Comprimario corre dietro a Tenore.--I coristi e
la banda entrano nelle muraglie e nelle tappezzerie col massimo
disordine_).
CALA IL SIPARIO.
ATTO TERZO
SCENA PRIMA.
Luogo solitario.--Nel mezzo della scena un sasso di legno.--A sinistra
una grotta.
Tenore solo.
Ecco il luogo.... ecco il bosco....
Io ben lo riconosco
Per questo sasso che non manca mai
Dove una Primadonna ed un Tenore
Sono chiamati a sospirar d'amore....
(_guardando verso il fondo della scena_)
Che veggo? Oh ciel! quale splender sinistro
Di faci?--Ho ben inteso?... A me sul vento
Un eco giunge di feral lamento....
VOCI LONTANE.
_Sancte Michael
Sancte Gabriel
Sancte Andrea
Intercedite pro ea!_
TEN. È dessa! è dessa.... non mi inganna il core....
A salvarla corriamo.... Empi.... fermate!...
Baritono tiranno:
Pria di compir l'atroce tua vendetta
Dammi tempo a cantar la cabaletta....
(_Si vede sfilare in lontananza una processione di frati con torcie
accese.--Primadonna, con un velo nero sulla testa, fa parte del
corteggio. L'orchestra suona una marcia funebre, mentre il coro ripete:_)
_Sancte Michael
Sancte Raphael
Sancte Andrea
Intercedite pro ea._
TENORE (_sguainando la spada_).
Quei sciagurati a sperdere
Basta il mio brando solo....
Corro.... mi slancio.... volo....
Nulla arrestar mi può....
Ed ogni indugio a togliere,
Onde accorciar la via,
La cabaletta mia
Due volte canterò.
(_Ripete due volte il canto, arrestandosi alcuni minuti sull'ultima nota,
quindi si allontana agitando la spada_).
SCENA II.
Sotterraneo nel palazzo di Baritono.
Primadonna sola.
L'ora è suonata alfin....
(_cava dal seno una boccetta_)
No.... non godranno
Del mio supplizio i vili.... Ecco un veleno
Che non fallisce mai....
So che Tenore
Qui muove per salvarmi....
Affrettiamci a morir.... (_beve il veleno_)
(_accorrendo verso la porta_)
Qual fragor d'armi!...
È desso.... è desso!--schiudonsi le porte....
SCENA ULTIMA.
Tenore--Baritono colla spada sguainata. Frate Profondo.
Frati, Popolo, Guardie.
PRIMADONNA (_slanciandosi fra le braccia di Tenore_).
Tenore.... anima mia....
TEN. (_fa alcuni passi barcollando, indi cade_).
Ferito.... a morte....
PRIMADONNA (_cadendo presso il Tenore_).
In sen la morte io pure....
BARITONO (_arretrando inorridito_).
Orribil vista!...
(_squillo di campane che suonano l'agonia_).
TUTTI. Qual suon lugubre!...
FRATE (_sottovoce_). Chi avvertì il sacrista?
(_Breve silenzio.--Primadonna e Tenore si sorreggono a vicenda_).
PRIMADONNA (_con voce morente_).
Tenore.... ascoltami.... questo duetto
Pur troppo è l'ultimo che insiem cantiam....
Con due magnifiche note di petto
Si avverta il pubblico che noi moriam....
TENORE (_alzandosi con uno sforzo supremo_).
Addio bell'angelo--sul _do_ di petto
Ti ferma....
PRIMADONNA. Ah.... basti!...
TENORE. Basti.... cadiam!
BARITONO (_accostandosi a Primadonna_).
Ahi! Primadonna è spenta!...
FRATE. È spento anche il Tenor!...
BAR. (_arretrando_). Gran Dio!...
CORO (_con gioia_). Finita è l'opera....
FRATE (_alzando le braccia al cielo_).
Sia lode al crëator!
(_Gran quadro.--Il sipario cala lentamente, in guisa che gli spettatori
possano vedere i due morti levarsi in piedi e correre allegramente fra le
quinte_).
PENSIERI DI UN FUMATORE
Nel luglio e nell'agosto provo un delizioso refrigerio nuotando nel
lago o nel mare, ma anche nel più rigido inverno nuoterei volentieri
nelle ricchezze.
* * *
Vorrei essere una ghitarra od anche un contrabasso senza corde,
piuttosto che un istromento dei partiti.
* * *
I cavalli meglio pasciuti son quelli che più presto divorano la via.
* * *
Dopo un buono e lauto pranzo, reca poco fastidio l'esser digiuno di
scienza.
* * *
Le università aprono ai giovani la carriera medica, la carriera
matematica, la carriera legale e la carriera del vizio.
* * *
Di tutti gli istrumenti a corda credo che il meno dilettevole debba
esser la forca.
* * *
Ad un uomo acceso dell'amore più ardente può accadere in gennaio di
gelare dal freddo.
* * *
Più presto degli altri arriva alla meta un uomo spedito, a patto che
non lo sia dai medici.
* * *
La persona più debole e infermiccia può portare sulle spalle un gran
carico.... di debiti.
* * *
Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi e nelle pianure del
novarese.
* * *
Trista cosa, ma vera; nel così detto gran mondo, un uomo che abbia una
macchia sui calzoni fa più orrore di quegli che ne abbia dieci sulla
coscienza.
* * *
Cento idee luminose rischiarano meno di una candela.
* * *
Quand'uno non ha bevuto, è naturale che faccia dei discorsi senza
sugo.
* * *
Fra i molti motivi che mi inducono a fuggire dal teatro vi è pur
quello di non trovarne mai nelle opere moderne.
* * *
A certe epoche dell'anno i pittori espongono dei quadri; le ballerine
espongono tutte le sere dei rotondi.
* * *
Il luogo dove si sciupano le voci e si guastano i criteri artistici si
chiama _conservatorio_, e si intitola _casa di salute_ un luogo pieno
di malati.
* * *
Nel buio più denso della notte un uomo dotato di buona vista può
ancora osservare.... il silenzio.
* * *
Lo scioglimento delle nevi gonfia i torrenti; quello della camera
gonfia la vanità dei candidati e gli organi degli elettori.
* * *
Dire che ho commesse tante azioni buone e cattive, eppure non ho verun
titolo per chiamarmi azionista!
* * *
La missione di un prete è quella di convertire i peccatori in uomini
onesti e gli introiti della parocchia in commestibili.
* * *
Curiosa davvero, che a distanza di venti miglia due coniugi possan
vedere i corni di Canzo, e non quelli ch'essi portano in testa!
* * *
Se è vero che tutti gli uomini alto locati sono degni di omaggio,
convien far di cappello a quanti pendono dalla forca.
* * *
Quantunque le pareti della mia camera sieno tappezzate di rosso, mi è
forza convenire di essere al verde!
* * *
Il bollore della giovinezza non mi ha procacciato che disinganni e
fastidi; quello della pentola mi ha dato talvolta dell'alesso
eccellente.
* * *
Non capisco perchè si chiami cornucopia un vaso da mensa destinato a
portare le frutta; non potrebbe usarsi un tal nome a significare il
matrimonio?
* * *
Non si può dire che l'Italia sia in preda alle lotte intestine, ma vi
hanno, sopratutto nella classe degli impiegati, delle serie lotte
intestinali.
* * *
A chi non ha i mezzi per recarsi ai bagni si può suggerire di
immergersi ogni giorno nel vizio.
* * *
Preferisco dormire nel letto di una bella donna piuttosto che in
quello di un fiume.
* * *
Un furbo che si fa portare sulle spalle da quattrocento
minchioni--ecco il sistema elettorale.
* * *
Per arte aristocratica si intende forse arte cretina?
* * *
Dai sessant'anni agli ottanta diverrò forse imbecille e venerando.
* * *
A quei tempi la musica usciva stampata assai peggio, ma era buona
musica.
* * *
Quante vecchie frasi occorrono per fare un nuovo programma elettorale?
* * *
Divorare la polpa e gettare le ossa ai cani--ecco la moderna arte di
governare.
* * *
Osan dire che in Italia vi è libertà di stampa, e rischia la galera
chi stampa un miserabile _cavourino_!
* * *
Per ottenere che un asino prenda le apparenze di un cavallo, ritengo
non vi abbia altro mezzo che coprirlo di insegne _equestri_.
* * *
La più parte degli odierni maestri, se cessassero di scrivere,
potrebbero vantarsi di aver fatto un'opera buona.
* * *
Pei così detti _avveniristi_ non dev'essere una gran gioia pensare che
il pubblico dal quale essi attendono la glorificazione è tutto chiuso
nello scroto dei contemporanei.
* * *
Un filo di speranza non vale nè anche ad attaccare un bottone.
* * *
Chi dorme non piglia pesci, ma chi veglia piglia ad ogni tratto dei
gamberi.
* * *
Il caso può dissipare tutti i calcoli umani, meno quelli che si
formano nella vescica.
* * *
Preferirei di avere un buon cavallo, piuttosto che quattro diplomi da
cavaliere.
* * *
Se è vero che l'amore è il sole dell'anima, Dio ci guardi dall'amare
nel mese di luglio!
* * *
Un sorbetto è una illusione commestibile che si dilegua nella bocca.
* * *
Quand'uno vuol disfarsi di un cane, gli leva il collare; quando un Re
vuol disfarsi di un ministro, gli dà il collare della Annunziata.
* * *
Anni sono, si trinciava colla sinistra e si mangiava colla destra; poi
si usò trinciare colla destra e mangiare colla sinistra; oggi si
trincia e si mangia con ambedue.
* * *
È proprio necessario ubbriacarsi di vino o di assenzio, per scrivere
dei buoni libri?
* * *
Ad ogni mutamento di ministero si produce in Italia una straordinaria
eruzione di vespe, di commendatori e di cavallette.
* * *
Non vi è uomo tanto perverso, il quale non abbia in sè qualche cosa di
retto; non foss'altro, l'intestino.
* * *
Darei la testa nel muro al pensare che la prima donna da me amata era
una seconda donna!
* * *
Invertirei di tal guisa una sentenza di Foscolo:
* * *
Dà, chi sol lascia eredità di affetti, Poca gioia.... agli eredi.
* * *
In teatro si chiamano _leggeri_ dei tenori che pesano novanta chili!
* * *
I grandi caratteri onorano l'umanità, e servono a stampare gli avvisi.
* * *
Vi sono dei cantanti che non sanno scrivere, e nullameno vantano delle
magnifiche scritture.
* * *
Non sarebbe economico che a quello della candela si potesse supplire
col lume della ragione?
* * *
Adoro i capelli biondi, ma non vorrei trovarne uno nella minestra.
* * *
Anche ad un poeta mediocre può avvenire di esser tradotto.... in
carcere.
* * *
Conosco una vecchia di novant'anni che conserva ancora i capelli
biondi.... di Salvatore Farina.
* * *
_Mescere il vino_ è un'assurda frase dei poeti e un sacrilego atto dei
cantinieri.
* * *
Il luogo dove si chiudono i bricconi vivi si chiama galera, quello
dove si chiudono i bricconi morti si chiama camposanto.
* * *
Quand'anche il vento mi portasse via la tettoia, la mia casa sarebbe
abbastanza coperta.... di ipoteche.
* * *
Tutte le professioni posson fornire all'uomo di che vivere, meno le
professioni.... di fede.
* * *
Certi avvocati, che si dicono fiumi di eloquenza, sono spesso
all'asciutto.... di denaro.
* * *
La vista della luna piena deve ispirare delle singolari idee a quei
parecchi milioni di infelici che debbono coricarsi ogni sera a ventre
vuoto.
* * *
Se in faccia alla legge tutti gli uomini sono eguali, Dio ci scampi
dal trovarci mai in faccia alla legge!
* * *
Dicono che mi sono mangiato tutto il mio patrimonio; non sanno gli
stolti quanto ne ho bevuto!
* * *
Non ho mai augurato, nè sarò mai per augurare alcun male ai miei
nemici; sarei anzi lietissimo che passassero da questa a miglior vita.
* * *
Una lettera raccomandata quasi sempre ci reca denaro; alle persone
raccomandate il più delle volte convien darne.
* * *
Alle molte lingue che ancora si parlano preferisco le lingue morte, e
fra le morte prediligo quelle di Zurigo.
* * *
Assistendo alla rappresentazione di certe opere moderne, si direbbe
che i direttori di orchestra battono il tempo perchè non posson
battere il maestro.
* * *
Tutte le note della musica possono esprimere delle idee gaie; quelle
dei creditori non danno che sensazioni melanconiche.
* * *
I ricchi guadagnano il loro pane col sudore degli.... altri; i
generali d'armata col valore degli altri vincono le battaglie.
* * *
Talvolta basta ricevere un vaglia postale perchè il mondo vi creda un
uomo di vaglia.
* * *
Ingiuste ripartizioni della Provvidenza! In fatto di capitali, Dio non
mi ha dato che i sette peccati!
* * *
La carriera delle lettere è molto proficua.... alla posta.
* * *
Ogni spada, o tosto o tardi, esce dal fodero, meno quella della
giustizia.
* * *
Può essere una ubbìa, ma ritengo che quasi tutti i moderni cantanti
potrebbero ballare stupendamente il _can-can_.
* * *
Chi ha denaro di sopravanzo può portarlo alla cassa di risparmio; chi
non ha un soldo, può far risparmio della cassa.
* * *
Per un maestro di scuola dev'essere una gran malinconia dover fare la
lezione dei riempitivi a pancia vuota.
* * *
Sono sempre disposto ad assolvere i peccati di adulterio, meno quelli
degli osti che mi adulterano il vino.
* * *
Un ammogliato in filo di vita può consolarsi al pensare che morendo
tornerà celibe.
* * *
Quand'anche illeterato, un uomo panciuto ha sempre dinanzi un gran
volume.
* * *
Malgrado i miei principi democratici, preferirei la croce di cavaliere
a quella del matrimonio.
* * *
Pochi alpinisti posson vantarsi di aver fatto tante escursioni al
_monte_ come il mio orologio.
* * *
Dicono che questo è un portamonete: come avviene che io non ce ne
trovo mai una?
* * *
Ad un uomo onesto ogni cosa sordida e vile fa stomaco; ad una donna
magra può far stomaco il cotone o la stoppa.
* * *
Nessun uomo, nel più rigido verno, si lagnerebbe del freddo, se
bastasse a schermirsene il mantello della.... ipocrisia.
* * *
Delle elemosine raccolte per le anime purganti i preti dovrebbero far
larga parte ai mariti.
* * *
I grandi signori ristorano la loro salute tuffandosi nelle terme; il
più miserabile proletario può ottenere il medesimo effetto
tuffandosi.... nei debiti.
* * *
Una bella donna e una bella fetta di manzo possono suscitare degli
irresistibili appetiti carnali.
* * *
Amo le belle lettere, e mi paiono tutte bellissime quelle che
contengono dei vaglia.
* * *
Un'oncia di olio di ricino produce quasi sempre una crisi di
gabinetto.
* * *
Spendo la metà delle mie rendite in vino ed osan dire che sono un
scialaquatore!
* * *
Piuttosto che una punta di pugnale vorrei nello stomaco riceverne una
di vitello.
* * *
I miei mezzi di esistenza li vuoto ogni sera all'osteria dell'Aquila.
* * *
Meglio vivere due giorni in questa valle di lacrime che due secoli
nella memoria dei posteri.
ALBUM
L'educazione moderna produce i suoi frutti. Ieri ho inteso il seguente
dialogo fra un padre ed un figlio:
--Tutti i giorni se ne sentono delle nuove sul di lei conto. Lei non
studia; lei frequenta i caffè e le taverne; lei fu veduto in altri
luoghi.... Insomma: a che giuoco giuochiamo?
--A briscola qualche volta, ma più spesso al bigliardo.
* * *
--So anche, prosegue il padre, che ieri sei andato al Rebecchino in
compagnia di una donna equivoca...!
--Ti inganni papà--quella signora era troppo conosciuta perchè alcuno
potesse scambiarla per una donna onesta.
* * *
--E che hai fatto della bella catena d'orologio, che ti ha regalata
tuo zio?
--L'ho impegnata in opere pie.
--Vorrai dire al Monte di Pietà!!!
--E non ho ragione di dire che l'ho impegnata in opere pie?
* * *
--Basta!... Va a vedere tua madre.... Ella ti aspetta per darti i
rimproveri che meriti....
--Non potresti, papà, darmi tu stesso in anticipazione.... un
biglietto da cento?
* * *
--Sciagurato! credi tu che io debba sprecare tutto il mio reddito pe'
tuoi vizi?...
--Non pretendo tanto--preleva pure, papà, quello che credi pei tuoi;
non sarò per farti verun rimprovero.
* * *
Fra marito e moglie:
--Da qualche giorno noto in te una certa freddezza....
--Rifletti che.... siamo nel cuore dell'inverno....
* * *
Il marito, nell'eccesso dell'ira....
--Ti ho convinta.... ti ho mostrato le lettere di quell'infame.... hai
dovuto confessare--eppure tu non hai cangiato.... nè cangi di
colore...!
La moglie, singhiozzante, abbracciando le ginocchia del marito:
--Dio! pietà!... come vuoi ch'io cangi colore...? Converrebbe ch'io mi
lavassi....
* * *
A poca distanza dal Caffè Rovida.
--Il tuo primo torto, Serafina, fu quello di andare al ballo senza mio
permesso--secondo torto, ballare tutta la notte con tuo cugino
Raimondo--terzo torto, accettare da lui una cena--quarto torto....
A proposito di torti.... se andassimo a mangiare una dozzina di
_tortelli_..!?
* * *
--Per un tuo sguardo, Clarina, darei, se li avessi, tutti i tesori
della terra...!
--E non li hai!... peccato!...
* * *
--Non ho che vent'anni, Giulietta, e dire che io sono già stanco della
vita.... così stanco.... così stanco....
--Ma dunque.... perchè stai in piedi? vieni qui, mettiti a sedere....
* * *
Un dramma coniugale:
--Cielo! siamo sorpresi.... Mio marito...!!!
--Che fare?
--Non c'è altra via.... Perchè il mio onore sia salvo.... conviene....
--Parla!...
--Saltare da quella finestra.
--Precedimi, Clara--io rimarrò qui per trattenerlo nel caso egli
volesse inseguirti.
* * *
La signora, baciando il figlio:
--Tutto suo padre...! bello come lui.... biondo come lui!...
Il marito, che entrando ha udito le ultime parole:
--Questa è nuova! Quando mai sono stato biondo, io?...
La moglie, col massimo sangue freddo:
--Quando avevi cinque anni, suppongo.
* * *
La moglie al marito, rientrando dopo il ballo:
--Tutti, meno tu, Aurelio, mi hanno fatto dei complimenti--tutti hanno
ammirato la mia toletta....
--Il marito, sospirando: «io l'ho pagata!»
* * *
--E tu, Gaudenzi, preferisci le bionde o le brune?
--Le brune, diamine!... mia moglie è bionda.
* * *
Entro nella bottega di un salsamentario al momento in cui torna dalla
scuola un suo figlioletto di otto anni all'incirca. Il povero ragazzo
piange dirottamente.
--La solita istoria! esclama il buon papà--non avrai compiuti i tuoi
doveri, e il maestro ti avrà dato dell'asino, come meriti!
--Sicuro! risponde il ragazzo singhiozzando--mi ha dato dell'asino....
e poi....
--E poi?... sentiamo!
--E poi ha detto: ma.... già.... non è da far le meraviglie; _quale il
padre, tale il figlio._
--Animale! esclama il salsamentario--e forse non ha ancor finito di
mangiare i due salami che gli ho regalati a Natale!
* * *
Stamattina, ho fatto colazione al caffè Biffi col dentista B.
Entrano due provinciali, un uomo in sulla cinquantina e una signora di
mezza età.--Vanno a sedere al tavolino che ci sta di fronte e si fanno
servire una frittura di cervella.
--Come si abbigliano goffamente certe donne di provincia! dico
sottovoce all'amico, volendo alludere alla signora testè entrata.
--E dire che tanto il signore come la signora debbon esser persone
assai ricche....
--A giudicarne dall'esteriore, non parrebbe....
--L'esteriore inganna, risponde l'amico--vedi!... solamente nella
bocca quei due tengono un capitale di circa quattrocento lire in
_denti rimessi_.
* * *
Il pittore V.... incontra in galleria il signor C.V. suo mecenate.
--Ebbene? ha finito il paesaggio che le ho commesso? domanda il C.V.
--L'ho finito.... Vedrà!... vedrà! ci ho messo quattro o cinque
_macchiette_ che figurano proprio a meraviglia....
--Delle macchiette!... Che razza di idea! basta...! vedremo.... Si fa
tanto presto a levarle colla benzina!...
* * *
Si parlava con molto elogio del Sindaco Bellinzaghi.
Un vecchietto, che aveva l'aria di un maestro di scuola o di un
bidello, diceva: «è giusto che ad uomini di tal fatta il governo renda
giustizia ed onore. Credo bene che a quest'ora l'illustre Sindaco sarà
commendatore....»
--Come? non sa lei che il Re Vittorio Emanuele gli ha conferito pochi
anni sono anche il titolo di Conte?...
--Non lo sapeva.... ne sono lietissimo.... ma non mi fa meraviglia....
Fino da ragazzo, egli si è sempre distinto nella contabilità.
* * *
Un vedovo, tornando dal cimitero dove è andato a deporre una corona
sulla tomba della moglie, incontra un vecchio amico di casa.
--Andiamo a berne una bottiglia in compagnia, dice l'amico vedendo che
l'altro ha gli occhi rossi--ti farà bene....
Entrano in una osteria--vuotano una bottiglia.... poi un'altra.... poi
un'altra.--E, il vedovo, riparlando della cara consorte, si scioglie
in pianti e singhiozzi.
--Ma via! datti pace!--dice l'amico--alla fine....
--Tu la conoscevi, non è vero?... Tu sai quanto era bella....
--Diamine! ero sempre in tua casa....
--Tu sai quanto era buona e spiritosa; ma non puoi sapere quanto ella
fosse amabile ed espansiva in certi momenti....
--Eh! so anche questo.... so anche questo! esclama l'altro....
E ricominciarono a piangere tutti e due, vuotando una quarta
bottiglia.
* * *
Due coniugi novelli, intenderebbero separarsi per incompatibilità di
carattere e si trovano in presenza del Giudice Conciliatore.