Fu turbato Lannes all'improvviso disastro, e mille smanie di dolore e
di gelosia trafiggeano a prova il povero Girani, nell'idea della sua
sposa abbandonata alla licenza de' soldati, o fra le estreme agonìe
d'obbrobriosa morte. Si volse disperato al Generale, e per tutto
premio di quanto avea operato, chiese una banda di arditi con cui
volare a liberare la sposa.
Si annuì all'inchiesta e tosto i più animosi si strinsero intorno a
lui: presentendo la via che doveano percorrere i nemici, si misero
con disperato coraggio in cammino. Era un correre, un precipitarsi
l'andar di que' prodi, era un anelito, una smania il lor desiderio:
non ebber sosta finchè videro lontano il nemico drappello che nelle
campagne di Casatisma camminava verso il Po.
Si era l'ostile banda assai ingrossata raccogliendo i fuggiaschi, ma
nel pensiero che fra quegli era la rapita sposa nulla trattenne
Girani, chè amore non sente nè forza nè perigli. I suoi voleano far
fuoco, ma ei pensò come taluno di questi dardi di offesa poteano
innocenti ferire colei che voleasi liberare.--Amici, le vostre sole
spade ne dieno la vittoria.--Disse, e gridando Marcellina, d'un
tratto raggiunse i fuggitivi, si accese la pugna e cadeano d'ogni
parte colpi e ferite.
Marcellina riconobbe lo sposo, il chiamò, e fu quella voce esca
novella all'incendio di lui ed al valore dei soldati, sicchè fu tanta
la calca e la strage, che cedeva il nemico e prendeva la fuga. Allora
il feroce capitano, quello stesso che avea dal tempio rapita
Marcellina, avvicinatosi a lei che quasi libera stava per volare fra
le braccia dello sposo, gridò--Il tradimento non fia impunito, abbiti
francese la tua vittima,--e colla spada ferì la misera che
cadde.--Assassino--grida Girani, e già lo ha steso al suo piede,
mentre i di lui seguaci si dileguano.