Già s'udivano d'ogni parte i bellici oricalchi in suono di gioja, le
ostili schiere si ritiravano verso il Po; scorreva ogni fila il grido
della vittoria, e il nome glorioso di Girani. Ei scese asperso di
sudore e di sangue, e sulla piazza del mercato si avvenne nel
Generale che moveagli incontro: stette a lui dinanzi in atto
ossequioso, e offrendogli la propria spada, gli disse che omai
decidesse del suo destino. Commosso il Duce gliela restituì con un
amplesso, spiccò dal suo petto l'insegna d'onore, e la pose al
vincitore proclamandolo colonnello e l'eroe della battaglia.
Risuonavano a lui d'intorno gli evviva, chè ognuno accogliea vera
gioja per la gloria dell'amico. Si applaudiva anche all'ardire di
Marcellina, ma ella non si vedeva:--Venga, dicea il Generale, ben
venga questa figlia dei prodigi, e qui sul campo della gloria abbia la
mano dello sposo e il premio che si conviene al suo coraggio.--Ognuno
cercava di lei impaziente, suonava su ogni bocca il suo nome ed era
Marcellina il desìo ed il voto di tutti.
I sacri bronzi dato appena il pattuito segno aveano cessato dal
suono, e la vergine di Nebiolo essere dovea discesa dalla torre.
Girani annuncia in qual casa potea avere ricovrato, si accorre, si
cerca, si dimanda, si torna, ma mesti dolenti portano tutti
un'inutile brama, la bella non si trova. Diverso si dipinge sui volti
l'affetto: chi spera, chi teme, chi palpita presago di qualche
sventura. Ma ecco in fine piangente il vecchio Nebiolo, e un grido
universale gli chiede di Marcellina...--Marcellina non è più...--
Meraviglia, dolore, pietà, stringono i petti; l'un preme, l'altro
chiede, tutti domandano che avvenne di lei chi colla voce, chi col
gesto, chi coll'impaziente interrogare degli occhi.
Appena Marcellina ebbe dato il segno, accortasi che Girani co' suoi
pochi saliva il colle, discese dalla torre per restituirsi all'asilo
ove avea ricoverato, e impaziente attendere il destino dell'amico.
L'improvviso squillo de' muti bronzi avea mosso meraviglia e
curiosità, e attirate varie persone al tempio, per che quando ella
discese, per quanto andasse cauta, non potè a tutti tenersi celata.
In quello stesso mezzo si gridò al tradimento, si conobbe lo
stratagemma militare e il fine per cui erasi desto quel suono.
Scorreva il paese lo sdegno di guerra, lo spavento negli uni, la
speranza negli altri: alcuni cacciatori pieni d'ardire cercavano ogni
angolo, salivano sui tetti delle case, e cogli infallibili fucili
dardeggiavano intorno la morte. Altri eransi indirizzati al tempio a
rinvenire i complici del tradimento, e mentre la militare ferocia
spargeva il terrore in quell'asilo, qualche voce imprudente accennò
la Marcellina.
Già si annunziava la presa del Pistornino e il trionfo dell'inimico,
si suonava a raccolta e si dava il segno della ritirata. Il
Comandante della banda che avea assalito il tempio innanzi di
ritirarsi, agognando a qualche vendetta, trasse furioso contro colei
che gli venia indicata, e l'avrebbe trafitta, nè la vittima se gli
opponeva, se il sacerdote non frapponea la mano di pace in mezzo ai
micidiali ferri, e non chiedeva atteggiato di pietà e di sdegno, che
non si macchiasse di sangue la casa di Dio. Allora il furente soldato
ordinò a' suoi che seco trascinassero la Marcellina, serbandola a
miglior uopo all'ira vendicatrice de' traditi, e si precipitò dal
colle per condursi a salvamento.
Tanto narrava dirotto nel pianto il padre, che inquieto sul destino
della figlia erasi coll'alba condotto a Casteggio, e nel bollore
della mischia avea osato inoltrare il piede in fino alla chiesa. Fu
il misero presente al duro caso, invano pianse e pregò, seguì da
lunge il fuggiasco stuolo, imprecando ai crudi che gli strappavano
l'unica sua figlia; ma temendo lui pure non facessero prigioniero nè
più potesse giovare alla figlia, abbenchè con acerbissima ambascia,
diede ai crudi le spalle, e coll'incerto piede ricalcando la via già
trita, mentre lasciava addietro il cuore, venne in traccia di Girani.
Gli chiede Marcellina e mettea col disperato dolore compassione, e
animava ora questo ora quello a seguirla e sottrarla a tanto
infortunio.