Il sanguigno colore onde l'alba novella vestì le prime nubi in
oriente, annunziava il dì della battaglia. Tutto è ordine, opra e
silenzio nell'un campo e nell'altro: si stringono gli offiziali
intorno al Comandante, e dal correre, dal breve starsi e dal partire
si argomenta il succedersi delle ordinanze. Volano dalle prime alle
ultime squadre gli operosi aiutanti, scorrono di fila in fila gli
ordini severi: il suono delle trombe o de' tamburi impongono i
movimenti, or avanzano gli audaci picchetti, or si stendono, or si
dividono, or si riuniscono le schiere. Il fragor dei carri pesanti,
lo scalpitare de' cavalli commettono all'aure un mormorìo confuso ed
una nebbia di polve, che sale a rapire i puri raggi del sole e rende
più truce il momento della battaglia: ti avvisi di sentire nelle nubi
muta mormorare la tempesta pria che dirompa sulla terra, e quella
nebbia e quel mormorìo ti mettono terrore.
Accorrono d'ogni parte gli abitatori de' monti e si arrampicano quali
sui dirupi, quali fra i rami delle lontane piante, ansii di
riguardare nella vasta pianura il commovimento delle schiere, lo
scintillare dell'armi e l'ondeggiare dei cavalli. Ricordano gli amici
ed i congiunti, ricordano le antiche tradizioni dei padri e le
trascorse guerre: ondeggiano fra il terrore e la maraviglia, quindi
li prostra l'idea di pericolare, quindi gli accende amore di novità,
sieguono coll'occhio e colla mente l'ordine della battaglia, e
contrari sorgono i timori o le speranze, siccome muove gli animi
amore di parte o diversità di consiglio. Intanto il soldato nella sua
fila mentre muto opra ognora novelli movimenti e lo perchè non sa,
ebbro di sconosciuto foco, mosso da un'ignota forza gira l'incerto
sguardo bramoso di nuove cose, nè più teme perigli, nè più pensa a
serbare la vita, e anela e chiede la battaglia.
Fu lo scontro di due picchetti che diede il segno della pugna: in un
istante tutto fu movimento e fuoco e sangue nella desolata pianura.
Una fila succede all'altra, volano ad un punto, fischiano per l'aura
mille teli di morte: tra il fumo e il rumore, questo vince, quel
retrocede: or tacita un'ala s'avanza con passo accelerato e pare
agogni al trionfo, or un drappello rintuzzato da forza maggiore piega
e manda rovina quasi leon che s'accoscia e mette spavento col fiero
ruggito: or si dividono i fanti e danno luogo all'oprare de'
cavalieri, che furiosi precipitano nella mischia, piovano dagli
sguainati brandi sterminio e morte. Altrove si scatena dal cavo
bronzo fulmine distruggitore; tronca, abbatte, fora, uccide quanto si
oppone al suo passaggio, e precipita quasi dalle nubi e manda
dall'ignivomo seno, come vulcano dall'ardente gola, mille infocate
saette, che scagliano intorno lagrimevole strage col temuto rimbombo
del tuono; ma il soldato imperterrito stampando orme di sangue, fra
il maggior cimento più s'accende alla vittoria: si lasciano i caduti,
si stringono le file, e mentre la fiera artiglieria gli tempesta
contro la rovina, ei quasi la disprezzi, se le scaglia incontro,
l'aproccia, l'assale e la rende inoperosa; ardire solo concesso
all'orgoglio dell'uomo.
Così per più ore pendeva dubbia la battaglia, l'un campo e l'altro
facea prodigi di valore, e volava la vittoria or sugli stendardi
dell'uno, ora sfavillava sull'armi dell'altro. Il Duce franco intanto
volse un'ala del suo esercito sopra Casteggio, e mentre parea tutto
occupato nel dargli l'assalto, mentre dalla cima grondava su lui una
pioggia di fuoco, ecco vola per l'aere aperto l'artifiziale cometa, e
Marcellina che di soppiatto e mentre niuno sel curava avea salita la
torre, mise improvvisamente a suono i sacri bronzi.
Allora anche Lannes investì coll'artiglieria il paese, e mentre
inutili sforzi volgea contro l'armata cima da cui gli grandinavano
sopra infallibili colpi, Girani co' suoi pochi arditi uscì dalla
macchia ove si era appiattato, si arrampicò precipitosamente sul
colle e fu sopra alle fortificazioni de' nemici in meno che nol
videro. L'opera dei bronzi è omai vana: le spade ignude e deliberato
ardire sono soli ministri al conflitto. Richiamati dal nuovo assalto,
abbandonano gli artiglieri l'opera de' fuochi, e lasciano libera la
strada a quella cima alle francesi truppe della pianura; il breve
drappello degli arditi assalitori lotta con indomito valore cogli
animosi che si sforzavano a respingerli: si pugna colle spade, colle
bajonette e colle mani, si combatte fin sui cannoni: cadono intorno a
Girani i seguaci, son pari la speme e il timore, ma in fine i sussidj
vicini, un risoluto coraggio e disperate grida furono il segno della
vittoria.