XV.

Il sanguigno colore onde l'alba novella vestì le prime nubi in

oriente, annunziava il dì della battaglia. Tutto è ordine, opra e

silenzio nell'un campo e nell'altro: si stringono gli offiziali

intorno al Comandante, e dal correre, dal breve starsi e dal partire

si argomenta il succedersi delle ordinanze. Volano dalle prime alle

ultime squadre gli operosi aiutanti, scorrono di fila in fila gli

ordini severi: il suono delle trombe o de' tamburi impongono i

movimenti, or avanzano gli audaci picchetti, or si stendono, or si

dividono, or si riuniscono le schiere. Il fragor dei carri pesanti,

lo scalpitare de' cavalli commettono all'aure un mormorìo confuso ed

una nebbia di polve, che sale a rapire i puri raggi del sole e rende

più truce il momento della battaglia: ti avvisi di sentire nelle nubi

muta mormorare la tempesta pria che dirompa sulla terra, e quella

nebbia e quel mormorìo ti mettono terrore.

Accorrono d'ogni parte gli abitatori de' monti e si arrampicano quali

sui dirupi, quali fra i rami delle lontane piante, ansii di

riguardare nella vasta pianura il commovimento delle schiere, lo

scintillare dell'armi e l'ondeggiare dei cavalli. Ricordano gli amici

ed i congiunti, ricordano le antiche tradizioni dei padri e le

trascorse guerre: ondeggiano fra il terrore e la maraviglia, quindi

li prostra l'idea di pericolare, quindi gli accende amore di novità,

sieguono coll'occhio e colla mente l'ordine della battaglia, e

contrari sorgono i timori o le speranze, siccome muove gli animi

amore di parte o diversità di consiglio. Intanto il soldato nella sua

fila mentre muto opra ognora novelli movimenti e lo perchè non sa,

ebbro di sconosciuto foco, mosso da un'ignota forza gira l'incerto

sguardo bramoso di nuove cose, nè più teme perigli, nè più pensa a

serbare la vita, e anela e chiede la battaglia.

Fu lo scontro di due picchetti che diede il segno della pugna: in un

istante tutto fu movimento e fuoco e sangue nella desolata pianura.

Una fila succede all'altra, volano ad un punto, fischiano per l'aura

mille teli di morte: tra il fumo e il rumore, questo vince, quel

retrocede: or tacita un'ala s'avanza con passo accelerato e pare

agogni al trionfo, or un drappello rintuzzato da forza maggiore piega

e manda rovina quasi leon che s'accoscia e mette spavento col fiero

ruggito: or si dividono i fanti e danno luogo all'oprare de'

cavalieri, che furiosi precipitano nella mischia, piovano dagli

sguainati brandi sterminio e morte. Altrove si scatena dal cavo

bronzo fulmine distruggitore; tronca, abbatte, fora, uccide quanto si

oppone al suo passaggio, e precipita quasi dalle nubi e manda

dall'ignivomo seno, come vulcano dall'ardente gola, mille infocate

saette, che scagliano intorno lagrimevole strage col temuto rimbombo

del tuono; ma il soldato imperterrito stampando orme di sangue, fra

il maggior cimento più s'accende alla vittoria: si lasciano i caduti,

si stringono le file, e mentre la fiera artiglieria gli tempesta

contro la rovina, ei quasi la disprezzi, se le scaglia incontro,

l'aproccia, l'assale e la rende inoperosa; ardire solo concesso

all'orgoglio dell'uomo.

Così per più ore pendeva dubbia la battaglia, l'un campo e l'altro

facea prodigi di valore, e volava la vittoria or sugli stendardi

dell'uno, ora sfavillava sull'armi dell'altro. Il Duce franco intanto

volse un'ala del suo esercito sopra Casteggio, e mentre parea tutto

occupato nel dargli l'assalto, mentre dalla cima grondava su lui una

pioggia di fuoco, ecco vola per l'aere aperto l'artifiziale cometa, e

Marcellina che di soppiatto e mentre niuno sel curava avea salita la

torre, mise improvvisamente a suono i sacri bronzi.

Allora anche Lannes investì coll'artiglieria il paese, e mentre

inutili sforzi volgea contro l'armata cima da cui gli grandinavano

sopra infallibili colpi, Girani co' suoi pochi arditi uscì dalla

macchia ove si era appiattato, si arrampicò precipitosamente sul

colle e fu sopra alle fortificazioni de' nemici in meno che nol

videro. L'opera dei bronzi è omai vana: le spade ignude e deliberato

ardire sono soli ministri al conflitto. Richiamati dal nuovo assalto,

abbandonano gli artiglieri l'opera de' fuochi, e lasciano libera la

strada a quella cima alle francesi truppe della pianura; il breve

drappello degli arditi assalitori lotta con indomito valore cogli

animosi che si sforzavano a respingerli: si pugna colle spade, colle

bajonette e colle mani, si combatte fin sui cannoni: cadono intorno a

Girani i seguaci, son pari la speme e il timore, ma in fine i sussidj

vicini, un risoluto coraggio e disperate grida furono il segno della

vittoria.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 100 / 120 题