Fermo nel suo proposto e pieno di alte speranze, venne Girani al
Generale, gli narrò quali fossero le difese di Casteggio e il modo
con cui tutto ebbe scoperto, sicchè quegli ne fu ad un tempo
meravigliato e dolente, poichè vide turbati i suoi progetti, e temea
forte la presa del Pistornino non dovesse costargli molto sangue.
Girani scoprendo i propri pensieri, gli disse a ciò solo essere
venuto, presto a trarlo dal duro impaccio: gli chiese una mano di
arditi e presti a porre per la gloria la vita, e gli svelò come
proponeasi, girando nella valle opposta, condurli dietro al colle di
Casteggio, e mentre fervea la battaglia nella pianura, e tutte le
forze dell'inimico erano volte a difendersi ove erano assalite, egli
arrampicandosi co' suoi sul colle, gli piglierebbe alle spalle, e
renderebbe inoperosa quella fortificazione. Lannes rivolto l'animo a
siffatto proponimento, gliene piacque, gli acconsentì una squadra di
pochi arditi de' quali il pose al comando, e baciatolo in fronte gli
disse:--Bravo capitano, sappiti col tuo valore procacciar questo
grado nella battaglia.--
Ogni cosa era ordinata fra il Generale e il giovane ardito, se non
che il primo sentiva, come, se Girani si fosse scagliato a prendere
il Pistornino innanzi che egli di fronte si fosse mischiato nella
battaglia, e il nemico accorgendosi del nuovo assalimento rivolgesse
a quelle parti le forze; sarebbesi gittata l'impresa, e inutilmente
avventurati a indubitata perdita i suoi. Perciò stavano fra loro
ragionando del modo con cui dare un segno, ma non sapeano ravvisarne
uno sicuro. Allora il Generale soggiunse--Se un ardito potesse salire
la torre del tempio...--Un lampo parve balenare innanzi a Girani, che
rispondea interrompendo--È fatto: a ciò basta Marcellina.--
Sorrise l'uomo delle battaglie e gli applaudì che meglio gli parve
dover riescire per amore, quanto avrebbe durato fatica a ottenere
altrimenti, e disse:--Che questa giovane oggi richiamare dovesse la
fanciulla d'Arco?--e accompagnò tai detti di un sorriso che ad un
tempo accennava e la fidanza della vittoria e il plauso che ne dava a
chi schiudeane la via. Dileguarono innanzi all'accortezza di Girani
gli ostacoli che poteano nascere in questa impresa, e posero fra loro
che allorchè il Generale farebbe volare dalle sue truppe al cielo un
foco artifiziato, Marcellina moverebbe a suono le campane del tempio,
affinchè dall'opposta valle volasse novella che si operava l'assalto.
Girani aprì questi pensieri alla Marcellina e trovolla presta a
seguirli, abbenchè il padre ne fosse alquanto turbato, sicchè ne fu
malagevole ottenerne il consenso. Amore è duce d'ogni audace impresa,
desto in cuor di donna l'arma d'ardire, la sprona fra i perigli, e
sovente poca scintilla per lui seconda gran fiamma di gloria: amore
accese nuovi pensieri in animo alla vergine di Nebiolo, le sparse di
rose la via de' perigli che la scorgeva a conseguire lo sposo. Perchè
non le fallisse il misterioso andare, venne a Casteggio la sera che
precedeva il dì della battaglia, ivi prese alloggio presso una buona
femmina con cui teneva amicizia, e la cui casa usava ogni volta che
traeva al mercato, e la quale era forse d'un trarre d'arco lunge
dalla chiesa.
L'amante innanzi di separarsi da lei le dava ricordi e preghiere, e
perchè bene le riuscisse l'impresa, e perchè non la cogliesse qualche
sventura. Sentiva egli un'insolita letizia scorrersi in petto
scoprendo il coraggio della bella, e precorrendo col pensiero il bene
che lo attendeva, ma ad un tempo il timore pareva amareggiargli il
calice cui appressava le labbra assetate, od offuscargli la luce che
gli raggiava sugli occhi: ei spesso timoroso, come barchetta in mezzo
all'onde contrastata da opposti venti che or l'uno la rapisce, or
l'altro la spinge nè sa rimuoversi, da doppio affetto sospinto non
sapea sciogliersi dall'amica e lasciarla libera al suo cammino. Ma
vinse in fine la brama d'onore e la data fede, vinse l'amoroso desìo,
strinse la bella pudibonda al petto, e additandole il cammino--Va,
anima mia: ci dividiamo solo ancora per pochi istanti, poscia nulla
potrà separarci giammai. Va, ricordati di chi non vive che nell'amor
tuo, e domani i nostri cuori ritornando a' più soavi amplessi,
possano dirsi in loro favella: noi siamo felici, ma lo abbiamo
meritato.--
E a lui la Marcellina, cui la commozione amorosa non diminuiva per
nulla il vigore dell'animo--Fatti sicuro, mio unico amico, omai mi
sento il coraggio di un soldato. Il tuo trionfo è certo, e questo
abbraccio sarà l'ultimo che non ci scambieremo se non che sposi.
Animi entrambi il pensiero della nostra felicità. Io vedrò fischiarti
intorno il periglio e pure oserò accennarti la strada che ti adduce a
combatterlo,... ma tu fra l'ardire e la mischia, ricordati che hai
qualche parte di te,... che taluna trema sulla tua sorte; ricordati
che un cuore amante e sì a lungo contristato dagli affanni, ti serba
il premio di un costante affetto e della vittoria; sieguila audace
sì, ma in modo che vane non riescano le nostre speranze... Girani,
non dimenticarti mai di Marcellina, e son certa che ritornerai salvo
al mio seno.--