Casteggio, sede antica di un presidio non ignoto nelle romane guerre,
e intorno a cui sono celebri e la fontana d'Annibale e il monte di
Cesare e luoghi la vestustà del cui nome ricorda la presenza
dell'Aquila latina; è posto sul pendìo che riunisce quasi apice di
angolo la doppia catena di colline, l'una delle quali muove verso
Voghera, l'altra seconda il corso del Po. Gli corre al piede la
romana via, e dove forse un dì fremeva l'onda dell'incostante
Eridano, ora le prime mura sorgono del paesetto che in varia foggia a
riguardarsi sale mano mano sul poggio in fino alla cima: l'una casa
sovrasta all'altra e s'aderge più orgogliosa quanto più s'accosta al
vertice, l'un tetto è quasi di gradino all'altro, e ti presenta a
riguardarsi un colle di riunite abitazioni fra le quali innalza più
orgoglioso il capo qualche chiesetta. Una spaziosa via dalla radice
mena alla sommità e divide il paese, e lungo questa si schiudono
officine d'ogni sorta a cui hanno ricorso pel bisognevole i cultori
della montagna. Sulla vetta spaziosa grandeggia da un lato il maggior
tempio, la cui torre ornata di graziosa cupola, rende più vago a
riguardarsi da lungi quella piacevole altura: dall'altro è fabbricato
un moderno convento, ed era forse un'antica rocca, e innanzi ad esso
si stende un ameno praticello da cui, mentre ti pare di avere al
piede ossequioso il villaggio, spingi curioso lo sguardo per
l'immensa pianura, e ti diletta vedere il corso del Po, le feraci
campagne di Lombardia, i castelli del Piemonte; nè la tua curiosità
ha confine se non se dal connubio del cielo cogli orgogliosi gioghi
del Cinisio e del Monte Rosa. A questo poggio, che è il più
dilettoso, e vien denominato il Pistornino, trae sovente il curioso
viaggiatore a deliziarsi nel contemplare le lontane bellezze.
Marcellina non curata innoltrò col suo cesto fino al mercato. Questa
è una piazza che quasi riposo giace a metà del colle, e dall'una
parte è ornata di una chiesetta, dall'altra si spazia fino al dirupo
e sovrastandogli il Pistornino presenta tuttora la vista dello spalto
d'una fortezza. Da questa piazza per salire più in alto, conviene
passare sotto un arco, sicchè lo diresti la porta della rocca, e se
su quella cima si assise l'ira di guerra, quivi certo erano poste le
prime fortificazioni. Ivi in fatti avea l'oste raddoppiate le
guardie, abbenchè non potessero impedire il passaggio ai montanari,
poichè ove loro pur fosse stata chiusa questa via, ne restavano altre
assai per salire e rendersi alla parte più erta di Casteggio.
Molti venivano intorno alla Marcellina per fare mercato di quanto
portava; ma la destra forosetta sentendo che ove ne avesse consumata
la vendita, non avea più con che far velo al suo andare, richiedeane
molto prezzo sicchè niuno volea comperarsi il suo. Non facea risposta
che di un modesto sorriso a quanto alcuno motteggiando diceale, e in
sè ristretta e chiusa procedea in suo cammino, e tripudiava nell'idea
di condurre a meta ogni suo desiderio.
Per tal modo d'uno in altro luogo trascorrendo, mettendosi or con
questa or con quella donna, delle quali per avventura alcuna
conosceva, ella potè pervenire fino alla cima di Casteggio. Quivi
quasi presa da femminile vaghezza, e come se fosse selvaggia del
loco, addimandava ora l'uno ora l'altro che si facessero i soldati in
questa od in quella parte, e avendo più avanti l'ardir suo, rimirando
intorno come chi assaggia nuove cose, inoltrò con diversi cicalecci
fino al Pistornino. Ivi vendette i suoi colombi e le ova, e in tanto
a suo grand'agio potè comprendere come in quel luogo si fossero posti
de' cannoni ed innalzate alcune fortificazioni. Poichè ogni cosa vide
e notò, bellamente ritirandosi lasciò quella terra, e in brev'ora di
ritorno al suo Girani, gli narrò distintamente quanto erale occorso
di osservare.
Da tanto ben sentì il sagace soldato come il nemico si fosse
afforzato sul Pistornino e nel Monastero. Nè ciò senza molta
accortezza, poichè dominando quel luogo il sottoposto paese, non solo
si teneano soggetti gli abitanti, ma rendeasi micidiale l'impresa di
chi si fosse attentato di penetrarlo, mentre que' cannoni impunemente
vi piombavano sopra sterminio e morte.