Corsero alcuni istanti fra sì tenera commozione, e poichè ebbe
qualche tregua il compianto, Girani composto a serenità il volto e
ripreso animo, volgea ai commilitoni più ferme parole--Mio
Colonnello, che sempre anzi che capo mi foste padre amoroso, e voi
soavi amici porgetemi l'estremo vostro abbraccio, e dimettere vi
piaccia al morente socio quanto in lui vi parve riprovevole ne' tempi
trascorsi. Deh non sia presso di voi la mia memoria turbata da alcuna
sinistra ricordanza. Io sono stretto a dividermi da voi, ma non n'è
colpa che giovanile imprudenza d'amore: non vogliate arrossire
d'avermi avuto a compagno, poichè l'onore fu sempre l'unica meta cui
miravano i miei pensieri. Io divisi con voi i perigli e la fortuna
dell'armi, voi dividete con me il dolore che mi preme per questa
fatale mia partita... Se mai vi fui caro, se mai non venni meno
presso di voi al dover mio, all'amicizia, deh non patite, ve ne
prego, che questa povera fanciulla e questo vecchio, dopo la mia
caduta vadano insultati dalla marziale durezza. Sia loro libero
trasportare seco l'estinta mia salma, perchè riposi vicino ad essi
almeno dopo la morte. Se non fui l'ultimo nelle battaglie, spero che
voi, mio Colonnello, vorrete di tanto essermi cortese, chè sarebbe
crudeltà abbandonare le spoglie d'un soldato di onore fra questi
campi obbliviosi, su cui scorrerà il tumulto delle prossime pugne:
voi l'otterrete, chè non vive ira di giustizia oltre la tomba.--
Gemeano tutti intorno allo sfortunato, e si iteravano intanto i
dolorosi complessi e le parole e i baci, ed era una mestizia, un
lamento che ti cercava il cuore. A questi, Girani rendea pur grazie
di antichi benefizj, a quelli ricordava la vita insieme condotta, i
corsi perigli e le palme mietute:--ma per me tutto ha fine, e
quale!... a voi sta chiuso il campo della gloria, a me la fossa...
Almeno fossi caduto combattendo, che il mio nome andrebbe scritto fra
quello de' valorosi figli della patria. Ahi dolce nome che rapito
alla natìa rozzezza ora cominciava sì altamente a intendere!... ahi
inutili speranze e più inutile pianto!--
Provvide quindi come bramava si compartissero le sue cose, e fattasi
venire una sua spada assai bella, dono del suo Generale al ritorno
d'Egitto, la baciò e porgendola al Colonnello:--Eccovi l'arme onorata
che m'acquistò il mio coraggio: questa era la sola eredità che avrei
lasciata a' miei figli, se un dì avessi diviso con Marcellina...
inutili speranze! A voi ora la porgo perchè non sentiate vergogna ove
vi soccorra del mio fine: questa vi farà testimonianza ch'io non fui
l'ultimo dei vostri soldati. Questa è l'estrema volta ch'io tratto
l'armi d'onore, di cui fra poco verrò spogliato fino delle insegne:
io la bacio e la bagno di pianto, certo il solo pianto che non la
disonori, poichè non è figlio della viltà, ma del dolore di
lasciarla.--
Levò quindi quel vezzo di perle di cui era stato presentato in
Egitto, e lo pose al collo di Marcellina.--Tieni, mia sconsolata
amica, questo l'ebbi in Egitto, allorchè pensando a te, salvai una
vita preziosa. Io divisava di offrirtelo il giorno delle tue nozze, e
te lo offro nell'ultimo momento della mia vita: ricordati a qual fine
era destinato, e quando il ricevesti... ricordati...--
Ma il funereo suono de' tamburi annunziava l'ora fatale: Girani
riscosso stette ad udirlo, e intrepido come ebbe rivolto uno sguardo
confortatore alla sua Marcellina--Sì, t'intendo, voce di morte, io
vengo.--
Marcellina svenne fra le braccia di suo padre, che la sostenea
combattuto da doppia ambascia: Girani riguardava l'amato viso che
dipinto di pallore mortale gli richiamava il suo prossimo destino;
tra commosso e addolorato strinse teneramente la mano della misera,
la accostò alla tremante bocca, e pronunziando il di lei nome, per
l'ultima volta parve fruire la vita fuggitiva dalla cara morente luce
del di lei volto: indi innalzati gli occhi al cielo, si mise
coraggioso fra i soldati che doveano scorgerlo sul sentiero di morte.