V.

Già l'ara e il sacerdote attendevano il mortale designato al

supplizio, e la lugubre campana che lo chiamava all'ultima benedizion

del Signore, percuoteva di terrore tutto l'esercito. Scese quel suono

spaventoso in cuore a Marcellina, e voce pietosa d'amico in seno a

Girani: l'una inchinò il capo dipinta di mortale angoscia, l'altro

cercando cogli occhi erranti la luce del cielo, parea schiudere il

labbro al sorriso di pace.--Senti, Marcellina, questo bronzo? In

triste suo metro ei m'annunzia il prossimo mio fine; è il principio

della mia agonìa, ma mi chiama ove la religione de' nostri padri ci

apre i tesori de' suoi conforti, ci schiude la via a una vita più

eguale... Forse un giorno ho profanato con amorosi pensieri la

castità del tempio, allorchè bevvi per la prima volta l'amore pe'

tuoi occhi, compresi, ben mel rimembra, da innocente pudore e da

terror religioso: ora vuolsi lavare ogni macchia, e rendere l'animo

mondo quale è il tuo, al bacio dell'eterno... Ah, Marcellina! abbiano

calma per poco i terreni pensieri, e mentre colà mi reco onde

prepararmi al nuovo mio viaggio, teco resti l'amor mio, teco resti la

ricordanza delle nostre sventure.--

Si alzò dal sasso su cui avea preso qualche riposo, e dava un

abbraccio alla dolorosa per dividersi ed inoltrare nella vicina

chiesetta, ma essa come chi sull'orlo d'un precipizio si aggrappa a

quanto le scorre alle mani per sostenersi, forte si avviticchiava a

Girani.--Ah non fia no ch'io ti abbandoni: io vo' seguirti

all'altare, e dividere teco proponimenti e preghiere... I nostri

affetti sono puri, nè saranno forse disaggradevoli in cielo le preci

di due cuori che si amano: se meno acerba ne si volgea la fortuna

sarebbero voti di felicità... saranno voti di eterno pianto.--

Niuno ardì opporsi al pio desiderio, e la coppia sfortunata inoltrò

nella chiesa. Ivi la Marcellina, siccome angelo tutelare, soccorse

all'amico negli uffici della religione, si sparsero pie lagrime e

sciolsero l'ali all'etere fra i vortici degli incensi le devote

preghiere. Penetrava dalla finestra del tempio un raggio di sole, e

ferìa i gradini dell'altare sui quali erano genuflessi i penitenti

amici, sicchè si diffondea su' loro volti la luce: parea che il cielo

mosso a tanta pietà, spargesse un'aura divina che valesse a

rinnovellare le forze ne' loro agitati petti.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 90 / 120 题