Invano s'ingegnavano quelli che le erano intorno per dar consolazione
alla dolente: fu condotta al Colonnello di Girani, e il ritrovò
gemente sul disastro del suo bravo uffiziale ed amico. Se gli
precipitò alle ginocchia, chiedendogli pietà e compassione.--Ah
rendetelo, rendetelo a me, egli è innocente:... ei non volea
abbandonare le bandiere, volò per annunziarmi il suo arrivo e
ritornava in campo... Oh se lo aveste veduto quando udì la mortale
rampogna,... se aveste veduto che generoso sdegno!... Ahi pietà del
povero Girani, egli è innocente.--
Stringeano quei lamenti a compassione il pio, e come conobbe costei
essere la Marcellina di cui aveagli sì sovente discorso Girani, ne
sentì maggior doglia, sollevò la misera e ne raccolse fra le braccia
il vecchio padre. Scoprendo l'acerba angoscia che soffocava la
fanciulla le dava miti accenti e consigliavale di ristorarsi, ma ella
nulla udìa, e solo con largo pianto il richiamava a pietà e gli
dimandava lo sposo.
Mal reggea l'animo al cauto guerriero di accrescere l'affanno alla
misera, ma a lungo provocato, omai sembrandogli il silenzio crudeltà,
uscì in queste doglianze.--Mia fanciulla, non esacerbate di più il
dolor mio col vostro lamento: nulla è in mia mano, non ci resta che
il pianto: Girani è irreparabilmente perduto, e noi, noi lo abbiamo
perduto, io col concederlo nell'antiguardia, voi pel cui amore fu
trascinato al doloroso passo. Cercai di difenderlo invano: è certo
che disertò il suo dovere, la circostanza lo condanna, le infrante
leggi di guerra richiedono una vittima. Girani abbandonò i suoi
compagni innanzi all'inimico, e se non s'avesse irremovibile rigore,
ogni soldato ne seguirebbe l'esempio. In altro evento le azioni di
valore per lui operate avrebbero cancellato ogni errore, ma ora le
antiche virtù rendono più colpevole il nuovo delitto... Ognuno lo
commisera della sua sciagura, tutti sentono che viltà nol mosse, ma
il suo destino lo condanna: ognuno ne geme, io ne piango nè so
darmene pace...--
Erano mortali ferite a Marcellina quelle parole e la disperavano: al
fuggire d'ogni fidanza, più cadea l'infelice nel dolore.--Ah voi non
sapete ch'io tutto perdo, lui perdendo, e sola mi resterà la mia
desolazione... Morì mia madre e doveva Girani essere il sostegno di
questo vecchio cadente, il mio compagno, la nostra speranza... Ah
ch'io non potrò sostenere quest'ultima sventura!... Sento che
Girani... ma e chi potrà negarlo al mio pianto, chi se non è chiuso
ogni petto alla pietà? chi vorrà trafiggere sì crudelmente una misera
che prega e si strugge in affanno?... chi gittarla nel precipizio
mentr'ella si avviticchia alle sue ginocchia?... Ahi misera me! ahi
compassione per l'innocente, perdono!...--Datti calma, mia buona
fanciulla, sei misera forse tu sola? ed io non perdo in lui il più
diletto amico? il mio braccio destro nel comando dell'armi, colui che
meco sì a lungo divise il destino della guerra? Non vedi intorno
dipinti di dolore tutti i suoi compagni? e chi di loro per serbarlo
non porrebbe e preci e istanze, se valessero a rimuovere dal suo capo
il disastro che lo preme? Almeno fra tanto infortunio ti sia di
qualche sollievo il vedere come ognuno ne vada dolente, e sia l'amico
tuo l'amore di tutti.--
Allora senza però dar a vedere che tai parole la persuadessero,
chiese almeno di parlargli, e le fu risposto come ciò potea
conseguire, giacchè dovea Girani da lì a non molto condursi nella
prossima chiesa per offrire gli ultimi suoi voti al cielo.--Dunque
fia breve?..--Tre ore sole, e poi il tuo amico...--Marcellina
impallidì, venne meno: il Colonnello la sorreggea, e commiserando
alla disgraziata, con mille argomenti e cure procurava di richiamarle
le forze e inanimarla.