III.

Invano s'ingegnavano quelli che le erano intorno per dar consolazione

alla dolente: fu condotta al Colonnello di Girani, e il ritrovò

gemente sul disastro del suo bravo uffiziale ed amico. Se gli

precipitò alle ginocchia, chiedendogli pietà e compassione.--Ah

rendetelo, rendetelo a me, egli è innocente:... ei non volea

abbandonare le bandiere, volò per annunziarmi il suo arrivo e

ritornava in campo... Oh se lo aveste veduto quando udì la mortale

rampogna,... se aveste veduto che generoso sdegno!... Ahi pietà del

povero Girani, egli è innocente.--

Stringeano quei lamenti a compassione il pio, e come conobbe costei

essere la Marcellina di cui aveagli sì sovente discorso Girani, ne

sentì maggior doglia, sollevò la misera e ne raccolse fra le braccia

il vecchio padre. Scoprendo l'acerba angoscia che soffocava la

fanciulla le dava miti accenti e consigliavale di ristorarsi, ma ella

nulla udìa, e solo con largo pianto il richiamava a pietà e gli

dimandava lo sposo.

Mal reggea l'animo al cauto guerriero di accrescere l'affanno alla

misera, ma a lungo provocato, omai sembrandogli il silenzio crudeltà,

uscì in queste doglianze.--Mia fanciulla, non esacerbate di più il

dolor mio col vostro lamento: nulla è in mia mano, non ci resta che

il pianto: Girani è irreparabilmente perduto, e noi, noi lo abbiamo

perduto, io col concederlo nell'antiguardia, voi pel cui amore fu

trascinato al doloroso passo. Cercai di difenderlo invano: è certo

che disertò il suo dovere, la circostanza lo condanna, le infrante

leggi di guerra richiedono una vittima. Girani abbandonò i suoi

compagni innanzi all'inimico, e se non s'avesse irremovibile rigore,

ogni soldato ne seguirebbe l'esempio. In altro evento le azioni di

valore per lui operate avrebbero cancellato ogni errore, ma ora le

antiche virtù rendono più colpevole il nuovo delitto... Ognuno lo

commisera della sua sciagura, tutti sentono che viltà nol mosse, ma

il suo destino lo condanna: ognuno ne geme, io ne piango nè so

darmene pace...--

Erano mortali ferite a Marcellina quelle parole e la disperavano: al

fuggire d'ogni fidanza, più cadea l'infelice nel dolore.--Ah voi non

sapete ch'io tutto perdo, lui perdendo, e sola mi resterà la mia

desolazione... Morì mia madre e doveva Girani essere il sostegno di

questo vecchio cadente, il mio compagno, la nostra speranza... Ah

ch'io non potrò sostenere quest'ultima sventura!... Sento che

Girani... ma e chi potrà negarlo al mio pianto, chi se non è chiuso

ogni petto alla pietà? chi vorrà trafiggere sì crudelmente una misera

che prega e si strugge in affanno?... chi gittarla nel precipizio

mentr'ella si avviticchia alle sue ginocchia?... Ahi misera me! ahi

compassione per l'innocente, perdono!...--Datti calma, mia buona

fanciulla, sei misera forse tu sola? ed io non perdo in lui il più

diletto amico? il mio braccio destro nel comando dell'armi, colui che

meco sì a lungo divise il destino della guerra? Non vedi intorno

dipinti di dolore tutti i suoi compagni? e chi di loro per serbarlo

non porrebbe e preci e istanze, se valessero a rimuovere dal suo capo

il disastro che lo preme? Almeno fra tanto infortunio ti sia di

qualche sollievo il vedere come ognuno ne vada dolente, e sia l'amico

tuo l'amore di tutti.--

Allora senza però dar a vedere che tai parole la persuadessero,

chiese almeno di parlargli, e le fu risposto come ciò potea

conseguire, giacchè dovea Girani da lì a non molto condursi nella

prossima chiesa per offrire gli ultimi suoi voti al cielo.--Dunque

fia breve?..--Tre ore sole, e poi il tuo amico...--Marcellina

impallidì, venne meno: il Colonnello la sorreggea, e commiserando

alla disgraziata, con mille argomenti e cure procurava di richiamarle

le forze e inanimarla.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 88 / 120 题