Dimorava appunto in questi pensieri incerta intendendo alle
domestiche cure, allorchè con lena affannata la raggiunse Girani.
Marcellina si scosse al calpestìo de' suoi passi, si videro, e da
loro fu detto appena:--oh mia Marcellina! oh mio Girani!--e l'una si
confuse nel seno dell'altro.
Solo dopo alcuni istanti ricuperarono gli smarriti sentimenti,
rinnovellarono quelle prime eloquenti parole, stettero a riguardarsi
quasi ammutoliti, e quindi l'una premendo la mano dell'altro, si
dimandavano s'erano pur dessi, quasi sospettando non li prendesse
qualche illusione. Indi più securi e lieti, a vicenda si chiesero
della loro fede, si narrarono le proprie sventure, i perigli, i
timori, e vagheggiarono l'idea della presente fortuna.--Oh mia
Marcellina! pur ti trovo dopo tanti guai ed affanni, e sei pur bella
come il primo dì che ti vidi e ne fui preso, e quale ne serbo
l'immagine nel cuore, sola compagna ch'io m'avessi nel vario cammino
della varia sorte. Avvicinandomi all'Italia, il sorriso di questo
cielo sempre sereno, parea che mi annunziasse che qui risplende la
virtù de' tuoi occhi: parea che le Alpi monti aggiungessero a monti
per allungare il mio cammino: oh! ma che son mai quelle rocce eterne
innanzi all'immenso amor mio? fuggivano sotto l'instancabile mio
piede, e parea che col rumore i torrenti mi chiamassero in tua voce e
dicessero, affretta; parea che al mio passaggio vedendo i miei
tormenti si sciogliessero i ghiacci, e vola mi ripetessero, vola in
seno ad amore: le stesse campane della sera che spargevano un queto
suono di vetta in vetta, sembravano dirmi in loro flebile metro: noi
siamo figlie della pace e a te l'annunziamo. Ah sì, Marcellina! breve
omai sia il sospirar nostro: la tua mano fu il premio che io
desiderava alle mie fatiche: omai il mio grado mi consente di menarti
per isposa, e il sarai, e noi vivremo felici. Dimmi, e tu anima
dell'anima mia, lo desiderasti questo istante che sempre fuggiva
innanzi alla tormentosa mia brama? avevi ogni giorno presente il tuo
Girani, come tu Marcellina eri a me, tu solo pensiero di gioja? mi
ami tu sempre del pari, m'ami, Marcellina; e sarai tu felice di
ristorarti alfin da tanti travagli in questo seno amoroso?...
Mentre l'acceso amante le favellava, or le stringeva, ora le baciava
le mani, or cogli occhi accesi di amoroso fuoco pareva invitarla a
rispondere alle proprie richieste. Stava la Marcellina intanto
confusa fra il piacere ed un misto di vergogna e di pudore che
destavano in lei il marziale aspetto di Girani, e quelle innocenti
virtù che sebbene travagliate, eransi sempre serbate pure nel suo
cuore. Mal sapea la semplice corrispondere ai modi ingentiliti ed
animati dello sposo, e solo accarezzandolo e accennando col capo e
colla mano, gli rispondevano i suoi occhi col linguaggio più
eloquente della natura, e a chi bene intende amore, caro e certo
pegno degli affetti ascosi.