XX.

Dimorava appunto in questi pensieri incerta intendendo alle

domestiche cure, allorchè con lena affannata la raggiunse Girani.

Marcellina si scosse al calpestìo de' suoi passi, si videro, e da

loro fu detto appena:--oh mia Marcellina! oh mio Girani!--e l'una si

confuse nel seno dell'altro.

Solo dopo alcuni istanti ricuperarono gli smarriti sentimenti,

rinnovellarono quelle prime eloquenti parole, stettero a riguardarsi

quasi ammutoliti, e quindi l'una premendo la mano dell'altro, si

dimandavano s'erano pur dessi, quasi sospettando non li prendesse

qualche illusione. Indi più securi e lieti, a vicenda si chiesero

della loro fede, si narrarono le proprie sventure, i perigli, i

timori, e vagheggiarono l'idea della presente fortuna.--Oh mia

Marcellina! pur ti trovo dopo tanti guai ed affanni, e sei pur bella

come il primo dì che ti vidi e ne fui preso, e quale ne serbo

l'immagine nel cuore, sola compagna ch'io m'avessi nel vario cammino

della varia sorte. Avvicinandomi all'Italia, il sorriso di questo

cielo sempre sereno, parea che mi annunziasse che qui risplende la

virtù de' tuoi occhi: parea che le Alpi monti aggiungessero a monti

per allungare il mio cammino: oh! ma che son mai quelle rocce eterne

innanzi all'immenso amor mio? fuggivano sotto l'instancabile mio

piede, e parea che col rumore i torrenti mi chiamassero in tua voce e

dicessero, affretta; parea che al mio passaggio vedendo i miei

tormenti si sciogliessero i ghiacci, e vola mi ripetessero, vola in

seno ad amore: le stesse campane della sera che spargevano un queto

suono di vetta in vetta, sembravano dirmi in loro flebile metro: noi

siamo figlie della pace e a te l'annunziamo. Ah sì, Marcellina! breve

omai sia il sospirar nostro: la tua mano fu il premio che io

desiderava alle mie fatiche: omai il mio grado mi consente di menarti

per isposa, e il sarai, e noi vivremo felici. Dimmi, e tu anima

dell'anima mia, lo desiderasti questo istante che sempre fuggiva

innanzi alla tormentosa mia brama? avevi ogni giorno presente il tuo

Girani, come tu Marcellina eri a me, tu solo pensiero di gioja? mi

ami tu sempre del pari, m'ami, Marcellina; e sarai tu felice di

ristorarti alfin da tanti travagli in questo seno amoroso?...

Mentre l'acceso amante le favellava, or le stringeva, ora le baciava

le mani, or cogli occhi accesi di amoroso fuoco pareva invitarla a

rispondere alle proprie richieste. Stava la Marcellina intanto

confusa fra il piacere ed un misto di vergogna e di pudore che

destavano in lei il marziale aspetto di Girani, e quelle innocenti

virtù che sebbene travagliate, eransi sempre serbate pure nel suo

cuore. Mal sapea la semplice corrispondere ai modi ingentiliti ed

animati dello sposo, e solo accarezzandolo e accennando col capo e

colla mano, gli rispondevano i suoi occhi col linguaggio più

eloquente della natura, e a chi bene intende amore, caro e certo

pegno degli affetti ascosi.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 81 / 120 题