XIX.

La vergine di Nebiolo, cui la vaga fama avea annunziato il rumore

della novella guerra e il ritorno delle galliche insegne, sempre

pronta come suole l'amante a prestare facile credenza a quanto brama,

già accogliea fidanza di rivedere in breve lo sposo. Traeva sovente

sul colle dei sospiri, per iscoccare di là più lungi lo sguardo, e

spiare se sulla romulea strada o lungo il Po vedevasi commovimento

d'armi e d'armati, e spesso siccome la consigliava l'amorosa

vaghezza, avea fra strane illusioni attinto nuovo ricreamento, onde

più amara poi sentire l'acerbità del proprio inganno.

Quella stessa mattina l'avevano ivi pure attirata il romore de'

tamburi e il clangore delle trombe, e fra un continuo aggirarsi di

carri e di soldati, un luccicare d'armi e un fragore confuso di suoni

e di voci, era sovente trascorsa dalla trepidazione della paura al

tripudio della speme. Volgeasi indi al cimitero, ed alla madre

addimandava per pietà il ritorno dello sposo, e come nave all'onde

cui rapisce ora propizio, ora contrario vento, occupata da diversi

affetti or disserrava le palpebre al pianto, ora accogliea la gioja.

Reduce al suo colle raccontava ansiosa al padre quanto erale occorso

alla vista, e spesso usciva dall'abituro, onde per poco che da

Nebiolo raggiungere potesse coll'occhio, pur cercare qualche nuovo

allettamento alla sua immaginazione.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 80 / 120 题