XIII.

Restava a Marcellina il sollazzio della tenera madre, ma il cielo pur

di questa la volle rendere dolente. Pochi mesi dopo che Girani partì

dall'Italia, la pia fu presa da malore sì fiero che in breve la

trasse al sepolcro. La Marcellina non si rimovea mai dal mesto letto,

nè dimenticava la più lieve cura; e se queste valevano, certo Rosa

avrebbe racquistata la salute. Ma i guai della disgraziata fanciulla

spuntavano allora, ed era segnato dovesse assai combattere fra dire

procelle, nè mai raggiungere il sospirato lito.

Rosa era presso a morire, e doleasi non già di dipartirsi da questa

vita, ma di lasciare sola e vedova d'ogni conforto la figlia già per

sì crescenti affanni ridotta a tanto stremo.--Marcellina, ecco omai a

sè mi chiama il cielo: è forza dividerci, ma pur mi duole il

lasciarti, e il lasciarli, o figlia, fra tanto squallore. Se almeno

ti sapessi felice col tuo sposo, unica meta cui solo miravano i miei

pensieri, io morirei tranquilla,... ma così povera orfanella,

smarrita, ti abbandono fra i travagli della vita, e lontana, ahi

troppo! è la speranza di migliore sorte. Tuo padre ti ama, ma ei non

può averti quelle sollecitudini ch'io usava teco, e abbisognevole di

chi gli faccia consolazione, mal potrà sovvenire all'ammalato tuo

spirito. Però il duolo mai non ti tragga a disperare, nè chiudere

l'animo alla speranza. Non traviare giammai dal sentiero su cui per

buona ventura ti mettesti, paventa le vie tortuose in cui si celano i

serpi con mille insidie, ed abbi sempre in mente che ti ho cresciuta

nella povertà e nella innocenza.--

La pia donna ben conosceva quanto tenero per la figlia fosse il

marito, pure gliela accomandò con ogni istanza, e volle che le

facesse promessa di non adoprare mai violenza nella volontà di

lei.--Se torna Girani, arrida il cielo alla vostra unione, se più non

torna.... sia libero al tuo cuore scegliere la vita che più ti è in

grado. Però guardati dalle attrattive e dalla fallacia delle nostre

passioni, consigliati con tuo padre come avevi costume adoperare con

me, ed ei sia scorta all'incerto tuo piede: una figlia sola è come

una viola che metta all'impeto di tutti i venti. Non ti adeschino le

lusinghe di coloro che di dolcezza ti vestiranno la frode; sono come

la brina di primavera che scende per innaffiare i malaccorti fiori e

li disecca. Sii cauta e schietta, nè mai la sete dell'oro o il

desiderio di fortuna migliore ti seducano, o trascinino lungi dalla

tua semplicità. In questa, tua madre gustò i piaceri più cari della

vita, ti crebbe delizia di un marito amoroso, e passa senza che niuna

trista ricordanza venga a funestare l'ore sue estreme. Possano a te

pure questi monti ove sortisti la culla schiudere l'asilo innocente

del riposo, possa il tuo cuore, come crebbe, serbarsi puro e

virtuoso, sicchè come ritornerai all'amplesso che ora ultimo ti

porgo, io pur ti ritrovi quale ti lascio,... Ah sì, Marcellina, quel

tuo sguardo affettuoso mi acqueta, quel tuo pianto mi affida... Vieni

al mio seno e ricevi dalla madre che sì divide da te, il pegno più

dolce d'amore.--

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 74 / 120 题