X.

Pervenuto Girani sulla Senna fu del numero dei scelti per l'impresa

d'Egitto. Innanzi partire inviò qualche lettera in Italia, e

abbandonata l'Europa, pur sempre si procacciava di trovare occasione

per mandare sue novelle: ma in breve cangiò il destino dell'armi e i

gallici stendardi diedero volta ai lidi d'Esperia. Per che non solo

fu tolta ogni corrispondenza che potea seguire fra i due amanti, ma

fu impossibile alla Marcellina avere notizia delle bandiere sotto cui

combatteva lo sposo e della fortuna che esse correano in sì lontane

regioni.

Prode Girani intanto e coraggioso conseguiva in Egitto i primi gradi

di minore uffiziale. Scorreva quelle contrade già celebri per antica

grandezza, e sentiva pieni la mente e il petto di alte cose. Vide

Alessandria non più orgogliosa per orientale commercio, poichè

l'audace navigatore superò il capo delle tempeste; vide volgersi al

mare con incostante passo il Nilo, e quaranta secoli parlare dalle

piramidi di Menfi.

Innanzi alle meraviglie della natura, fra lo splendore degli antichi

popoli, che in mezzo al bujo delle età fuggitive, pallido ancor si

riflettea su quelle rovine, dolce era a Girani l'idea della lontana

sua sposa. Ei sovente scoprendo fra gli immensi deserti di sabbia,

quasi isole in mare, breve seno di verdeggianti glebe, si avvisava

che ivi fosse il sorriso del divino sguardo di Marcellina. Talora nel

bujo ancor della notte destandolo raggio d'intempestiva aurora, gli

parea di vederla venire a lui dall'Oriente vestita di colore

dell'acceso cielo: spesso informò l'aura delle di lei sembianze, e

immaginava che movesse a rallegrarlo fra gl'incanti del miragio o in

seno a qualche candida nube.

Questi soli erano i pensieri onde ei nudriva la calda fantasia, e

rapito nell'ideale di un oggetto celeste, nulla poteano su lui le

cure terrene, cui non desse alimento l'altissimo suo sentire. Vide le

belle Mussulmane e fu insensibile alla loro avvenenza, chè lieve cosa

le parvero innanzi alla cara immagine che serbava in petto: ei fu

insensibile alle lusinghe de' piaceri che allettavano i suoi compagni

sulle sponde del Nilo. Mentre gli altri prendeano sollievo alle

fatiche co' sollazzi, ei raccoltosi in solitaria parte trascorrea

dolcemente le ore coll'idea di Marcellina, e talor l'alma in sì dolce

quiete fatta pellegrina dai sensi, trasmutate in sogno quelle dilette

immagini, gli parea ch'ella venisse a parlargli della sua fede e del

suo duolo. Fra i tumulti e le turbolenze militari, ei sempre non

intese che amore: ogni dì salutava il sole--e tu la vedrai, diceva,

tu vedrai quell'angelo d'innocenza, ed io?... Ah chi sa se ancor mi

sarà dato contemplare da lunge il colle che si rallegra al girare de'

suoi lumi!--

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 71 / 120 题