Pervenuto Girani sulla Senna fu del numero dei scelti per l'impresa
d'Egitto. Innanzi partire inviò qualche lettera in Italia, e
abbandonata l'Europa, pur sempre si procacciava di trovare occasione
per mandare sue novelle: ma in breve cangiò il destino dell'armi e i
gallici stendardi diedero volta ai lidi d'Esperia. Per che non solo
fu tolta ogni corrispondenza che potea seguire fra i due amanti, ma
fu impossibile alla Marcellina avere notizia delle bandiere sotto cui
combatteva lo sposo e della fortuna che esse correano in sì lontane
regioni.
Prode Girani intanto e coraggioso conseguiva in Egitto i primi gradi
di minore uffiziale. Scorreva quelle contrade già celebri per antica
grandezza, e sentiva pieni la mente e il petto di alte cose. Vide
Alessandria non più orgogliosa per orientale commercio, poichè
l'audace navigatore superò il capo delle tempeste; vide volgersi al
mare con incostante passo il Nilo, e quaranta secoli parlare dalle
piramidi di Menfi.
Innanzi alle meraviglie della natura, fra lo splendore degli antichi
popoli, che in mezzo al bujo delle età fuggitive, pallido ancor si
riflettea su quelle rovine, dolce era a Girani l'idea della lontana
sua sposa. Ei sovente scoprendo fra gli immensi deserti di sabbia,
quasi isole in mare, breve seno di verdeggianti glebe, si avvisava
che ivi fosse il sorriso del divino sguardo di Marcellina. Talora nel
bujo ancor della notte destandolo raggio d'intempestiva aurora, gli
parea di vederla venire a lui dall'Oriente vestita di colore
dell'acceso cielo: spesso informò l'aura delle di lei sembianze, e
immaginava che movesse a rallegrarlo fra gl'incanti del miragio o in
seno a qualche candida nube.
Questi soli erano i pensieri onde ei nudriva la calda fantasia, e
rapito nell'ideale di un oggetto celeste, nulla poteano su lui le
cure terrene, cui non desse alimento l'altissimo suo sentire. Vide le
belle Mussulmane e fu insensibile alla loro avvenenza, chè lieve cosa
le parvero innanzi alla cara immagine che serbava in petto: ei fu
insensibile alle lusinghe de' piaceri che allettavano i suoi compagni
sulle sponde del Nilo. Mentre gli altri prendeano sollievo alle
fatiche co' sollazzi, ei raccoltosi in solitaria parte trascorrea
dolcemente le ore coll'idea di Marcellina, e talor l'alma in sì dolce
quiete fatta pellegrina dai sensi, trasmutate in sogno quelle dilette
immagini, gli parea ch'ella venisse a parlargli della sua fede e del
suo duolo. Fra i tumulti e le turbolenze militari, ei sempre non
intese che amore: ogni dì salutava il sole--e tu la vedrai, diceva,
tu vedrai quell'angelo d'innocenza, ed io?... Ah chi sa se ancor mi
sarà dato contemplare da lunge il colle che si rallegra al girare de'
suoi lumi!--