Avea già la luna compiuto cinque volte il suo viaggio intorno alla
terra, e altrettante riflessale ora scarsa, ora intera quella luce
che beve dal sole, per rendere a noi meno tristi le tenebre della
notte, dacchè il giovine di Mancapane seguiva le marziali bandiere.
Già destro nelle militari manovre e primo fra gli eguali, si affidava
in compenso ottenere per pochi giorni di rivedere i patrii campi, e
già di questa sua speme alimentava l'amica e confortava sè stesso;
inutile fiducia che disperse il fatal ordine per cui il reggimento di
Girani prendeva la via di Francia.
Fu improvvisa e rapida la partenza, nè l'amante ebbe modo di mandarne
novelle a Nebiolo, e ne fu oltremodo dolente. Movendo sui monti che
Italia dividono dall'estranee regioni, più viva si destava alla vista
di que' dirupi nell'animo suo melanconico la ricordanza de' suoi
colli, sentiva la potenza d'amore e il desìo della sua Marcellina, e
questo era lo strale più acerbo che gli saettava in petto l'arco del
nuovo esilio.
Appena ebbe sosta per qualche dì il viaggio e fu sulla cima delle
Alpi, ei scrisse all'amica e diede un saluto alla patria. Fra i
sospiri onde spargea le carte, egli usciva in questi lamenti:
--Ahi innocente colomba destinata a dividere meco il nido, invano tu
empierai di pianto la deserta campagna, invano confiderai che accorra
il tuo fido a porti sollievo! qual aura amica potrà impennare l'ali a
tanto volo e recarmi i tuoi lagni in sì lontane contrade? qual
pietosa valle farà eco alla tua voce e dividerà in mia vece il suono
della tua mestizia!--
--Ahi deserti campi, ameni boschi ove menai vita innocente e
solitaria, io più non verrò a respirare in grembo alla vostra quiete
il balsamo dell'esistenza! Io sperava bearvi di lei che me facea
beato, mentre mi riscaldava a' suoi rai d'amore, ma ogni speranza
fuggì: sarà fosco il bel sereno de' suoi lumi e lontano l'amico delle
vostre solitudini.--
--Mia Marcellina, ricevi con questo addio la fede del tuo sposo. Chi
sa quando mi sarà dato ancora farti pervenire, testimonii d'amore,
questi fogli impressi de' miei sensi e delle lagrime de' miei occhi?
ma ti sarà sempre fido il tuo Girani, nè mai per volger di fortuna,
gli cesserà un istante il pensiero della sola amica, dell'anima sua.
E tu pure bella de' patrii nostri lidi, speranza de' miei dì,
serbami, deh serbami l'amor tuo, finchè il cielo ne sorrida e
ricongiunga due cuori, che siccome due foglie dello stesso stelo
crebbero per riposare vicini a bere lo stesso alimento di vita.--