Il novello guerriero fu inviato ad Alessandria, ed ivi coperto della
militare assisa ed adestrato all'armi. Sapeva appena scrivere, ma
amore tutto affina e insegna: ei mandava sovente sue novelle alla
Marcellina, e tracciava sulla fida carta interprete del suo cuore
parole e pianto.
La semplice fanciulla che pur sentìa dolce ricreamento nel ricevere
quelle lettere amorose, pativa sovente dura molestia per non sapere
da sè interpretare quanto le scriveva l'amico: guardava con
impazienza la lettera quasi volesse dire: ei qui mi parla ed io non
posso sentirlo; la baciava, e la trasportava al seno e gemea finchè
le venisse di avventurarsi in chi le svolgesse le cifre arcane. Per
quanto la sua modestia le fesse dolce forza, pur non sapea imporre
silenzio al suo tripudiare sentendo gli amorosi sensi di Girani, e
per quanto fosse destro chi per lei affidava al foglio la risposta,
non pareale però mai che tutti esprimesse gli affetti che ella
sentiva.
Marcellina che sino allora non si occupò che delle sue agnelle e del
suo casale, era desiderosa ad ogni novella che venisse di lontana
terra, non parlava che d'armi e di soldati. Traeva nei luoghi più
alti e meno ingombri di piante, per vedere nella lontana pianura il
frequente alternare delle truppe che passavano il Po e andavano o
redivano di Lombardia, e fra quell'ondeggiare d'uomini e di cavalli,
fra il lampeggiar di quell'armi e il suono degli strumenti guerreschi
non vedea che Girani, non udìa che la sua voce, e tutto le parlava di
lui, e da questo inganno ritraea sovente sollievo, più spesso nuovo
argomento al suo dolore.
Accade che taluno de' vicini si rendesse ad Alessandria a visitare
qualche congiunto pur soldato: la Marcellina gli fu intorno e gli
proferì mille ricordi, mille cose che dovesse usare e dire al suo
sposo. Il premea ognora di nuovo perchè nulla dimenticasse, e quasi
dovesse solo occuparsi di loro, il pregava perchè mentre dimorava
colà fosse sempre con Girani e gli parlasse de' suoi affetti, e
spiasse se in lui era ancor viva la fiamma del prisco amore e lo
invitasse a venirla a ritrovare. Nè diversa era quando il messo facea
ritorno: lo affaticava con mille richieste, e ricevendo per qualche
ricordo che avea mandato a Girani, talun lieve dono, fatta sicura
della fede del suo amante, non è piacere che soverchi quello ond'era
cercato il suo cuore, che ognora si apriva a nuove speranze, come il
fiore d'estate che a temprare l'arsura, socchiude il calice all'aura
della sera perchè lo imbalsami la notturna rugiada.