VI.

Era irremovibile il destino de' segnati: furono vani e preci e

lamenti: si davano solo due dì al compianto delle vedovate famiglie,

poi doveano i novelli soldati seguire l'armata ad Alessandria.

Chi potrà ricordare se fosse maggiore il dolore in Girani, o nella

povera fanciulla in questi infausti momenti? Ella non sapeva trovare

nè tregua nè riposo: contrastata fra l'amore e il martiro di ogni

perduta speranza, parea smarrirsi della ragione. Appena spuntava

l'alba, Girani era a Nebiolo e le sue confondea colle lagrime della

Marcellina.--Ah Girani, mio sposo, forse per sempre a me rapito...

Ahi dura legge, a che ne costringi?... ma io, io ti seguirò, sarò tua

compagna fra i disagi e le sventure: dividerò teco il peso delle tue

armi, le tue fatiche. Io tergerò il sudore della tua fronte dopo i

disagi del cammino, ti concilierò il sonno nella stanchezza, e ti

temprerò l'amarezza per l'esilio dai luoghi ove sei nato. A mia madre

pur resta il marito, e a te, che dura necessità spinge ramingo in

lontane contrade, io sarò confortatrice compagna. Ch'io ti segua,

ch'io teco divida il tuo destino, e non temerò i perigli, care mi

saranno le fatiche, dolce mi sarà teco anche la morte.--

Ma era vano il voto, era vietato l'imeneo, nè il rigor dell'armi

compativa le dolcezze d'amore.--Ahi dunque tu solo... lunge, ed io

misera, abbandonata in questa solitudine... io gemerò e verserò

inutile pianto, mentre tu presso a nuovi oggetti forse scorderai la

povera Marcellina...--Girani cui questi lamenti erano mortali saette,

palpitante stringea per la mano la dolorosa, e le prometteva coi

cenni, col pianto e con interrotti sospiri eterno amore e fede.--No,

amor mio, il mio cuore non può essere che tuo, io non posso vivere

che per te... Se irreparabile destino or sì ne acerba e divide,...

forse non sarà per sempre, forse dopo sì dira procella non fia ne

debba fallire più lieto porto: soli quattro anni ne richiedono

all'armi, e sebbene lenti, si dilegueranno finalmente innanzi al

nostro desìo: allora volerò a questi lidi, volerò al tuo seno unica

mia Marcellina, e ricordando la nostra costanza e i sostenuti

travagli, più dolce suonerà l'ora della nostra unione... Ma e tu pure

non voler poi che m'abbia a fuggire tanto sospirato bene: tu...

giurami di non esser che mia,... di non porre in altri i tuoi

invidiati affetti, giurami di attendere il mio ritorno, nè che mai

oserà alcuno vagheggiare il fiore di questo colle... Che se poi la

fortuna affatto nemica spento mi vuole fra l'armi, lontano da te....

Marcellina! se sciolta d'ogni promessa, d'ogni giuramento, un altro

più avventurato possedesse... deh per queste lagrime, per quegli

affetti onde l'animo nudrivi nella tua felicità, non dimenticarti del

misero che ti pose tanto amore quanto esser ne può capace un mortale,

che col solo pensiero di te alimentò la vita raminga, e fra i tumulti

della milizia non visse che per te sola... Scorrendo questi poggi,

vedendo quella pianta, ricordati che ai primi spesso appresi a

ripetere il tuo nome, e sotto quelle verdi fronde ho sovente sparse

lagrime amorose... Consacra, Marcellina, qualche segreto sospiro alla

mia memoria e vivi felice.--

Piangeva la commossa fanciulla per duolo e per tenerezza, e con

soffocati singhiozzi il pregava perchè più non albergasse sì tristi

presentimenti, nè volesse di tanto amaro pure esacerbare il suo

affanno. Marcellina soffolti gli occhi al cielo annebbiati di pianto,

pari all'astro antelucano fra la notturna rugiada, e indi movendoli

sull'amico con tanta soavità che davano conforto e vita, gli sporgeva

le mani tremanti, gli giurava eterna fede e amore--io sarò tua o di

nessuno.--

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 67 / 120 题