L'industria dell'uomo poi volle rendere Montalto il più dilettoso fra
i colli. Il paese è situato sur un piano vicino alla sommità, ma
sulla roccia che vi sovrasta, ardì la dovizia erigere magnifico
palagio, ed ove era maggiore l'impero della natura profuse il più
eletto dell'arte. Allo scuotere della magica verga di questa
allettatrice degli umani consorzj, apparvero sulla inaccessibile rupe
e altere mura, e torri, e portici, e tempj, e dilettose pianure.
Scomparve l'ispido della roccia e si ornò di variopinti tappeti: si
appianò il dirupo, scosse il selvaggio del bosco e aprì il seno al
sorriso de' fiori: si compartì il pendìo in vari piani, che
dolcemente l'uno all'altro succedendo, trasformati in altrettanti
gardini, vagamente mettono dal piede della collina alla vetta: ti
avvisi di vedere una egizia piramide sopra cui s'aderga alto palagio;
ti pare, contemplandola da lunge, di rinvenire fra i monti le delizie
dell'Isola Bella che siede reina dell'ameno Verbano.
Se vago sei di scorrere questi poggi, ora ti diporti sotto un viale
tutto coperto di frondosi pergolati e che pare protendersi innanzi al
piacevole errar de' tuoi passi; ora vai lungo un altro rallegrato da
cedri e d'aranci che fanno dolce forza al clima, e crescono ove era
loro inospite il terreno: ivi vengono ad educarli i venticelli
tiepidi del mezzodì, ivi le lascive aurette amano soffermare le ali
scherzose, e imbalsamate le piume sul margine che d'ogni intorno
olezza, volano a scuotere i più eletti odori nelle propinque valli,
ed a solleticare i sensi di que' rustici abitatori, non ancora ottusi
per le orientali essenze alle care fragranze della natura.
Se malinconico più ti diletta il selvaggio, varj tortuosi sentieri ti
mettono fra foschi boschetti, in cui l'arte talora non osò turbare la
natia selvatichezza, e nei quali per la densità delle frondi nulla
ponno i raggi del sole: dolce ivi t'alletta la solitudine, e una
soave quiete t'invita al riposo. Se più che restare, ti è in grado
muovere l'incerto piede fra i frondosi labirinti, ora ti si addensa
dinanzi la macchia, or bella ti si apre alla vista la lontana
pianura, or ti avventuri in una verde capannetta che non invidia
l'asilo alle ninfe, ora riesci in un seno ove è ordinato leggiadro
teatro in cui e il palco, e la loggia, e i sedili sono di sempre
verde mirto, sicchè il reputi il tempio consacrato alla Dea d'amore.
Fra questi piacevoli errori, fra queste selvette amene, scegliendo
fior da fiore muovea la Marcellina il piede sull'erba onde era pinta
la via. Facea col sorriso dolce invito agli amici e allo sposo, a
partecipare nella gajezza che in lei destavano le bellezze nuove, e a
quel sorriso parea si rallegrasse il poggio e nuova si diffondesse in
que' luoghi aura di vita, pareano le piante dai commossi rami
scuoterle sul grembo mille fragranze elette, e avvisavi ivi intenti a
rallegrarla tutti alternare i lor canti i pennuti abitatori del
bosco.
Ma già il doppio giro di agili scale ecco mena la bella peregrina
alla sede de' botanici fiori, che concede l'aria del monte. Qui
l'accoglie o lungo portico in cui in varia foggia distribuì il
maestro pennello i più pregiati dipinti, o fresca grotta non già
quale si apre nella foresta alle belve, ma artifiziosa, incantevole e
dove il ciottolo minuto, involati i colori all'iride, ne fregiò a
mosaico le vôlte e le pareti. In fine ritrova, ciò che più piace
sull'alto della roccia, il zampillo della fontana e la marina
conchiglia, inviolato asilo d'argentei pesci.
Qui l'arte ebbe più innanzi: celò in mezzo all'arena e dietro i
marmorei sedili, che invitano al riposo, graziose insidie, sicchè a
voglia ne spiccia una fonte improvvisa. Cadde a Girani in pensiero di
farne una piacevole sorpresa alla Marcellina, e mentre ella adescata
dagli inviti sedeva, ecco si vide innanzi spruzzare mille
zampilletti, acqua le parti, acqua il seggio insidioso ove posava:
s'alza e dallo spruzzato umore le è contrastato il passo, onde molle
la succinta gonna, fra gli evviva della brigata ed un modesto rossore
s'invola e si nasconde.
Il veggente amante però avea già provveduto a porre riparo alla lieve
sciagura, sicchè nella casa di una prossima contadina, era parato con
che rasciugare la tradita curiosità della semplice fanciulla.
Sdegnosetta ella sen richiama allo sposo, e pare col torvo sguardo
presagirgli lunghi sdegni; ma ei sì piacevolmente le usa intorno
accarezzamenti, si mostra sì dolente di esserle stato molesto, che in
fine l'ira nella forosetta si volge in un dolce riso, e sfavilla di
nuovo la gioja sul volto dell'audace amatore.
Alla sera il Signore del loco schiuse il palagio alla danza. Ivi
convennero gli abitatori de' vicini villaggi, atteggiati anzichè di
voluttà, di un ingenuo pudore che rapiva: non vi mancarono le belle
di città, molte delle quali per gustare le piacevolezze dell'agreste
innocenza, rapirono gli abiti alle contadine e folleggiarono con
esse. Vi andarono anche que' di Nebiolo, e la Marcellina colle
proprie attrattive destò meraviglia in chi la considerava: parea che
le grazie movessero l'agile suo piede, e le componessero di rose e di
ligustri il viso, e avvisavi ch'ella sola accogliesse quanto era di
leggiadro. Non mancò chi ardisse avvicinarsele e ferire la sua
modestia colla lode, nè si tenne l'invidia di guatar bieco il garzone
che ognuno segnava diletto alla fanciulla, cui ella spesso co' bei
rai ammiccando invitava alla gioja, e al quale per vezzi e per
premure, rispondea la bella col sorriso d'amore.