Già un alto clangor di trombe si propaga di vetta in vetta, già
ripetono le valli le grida confuse degli evviva e i clamori della
vittoria, e a questi si rispondono da Stefanago suoni d'esultanza e
di gioja. Tutto intorno è un frastuono, un affaccendarsi di soldati e
di conservi, tutto annunzia Stefano che giunge vincitore.
Si scuote, se ne avverte Anselmo, e se gli propone la fuga,
perigliosa in chi la permette, ma sacra a chi serba i giuramenti.
Solleva lo sfortunato cavaliere il capo dal letto di morte, e nè
agitato nè stretto da meraviglia, interrompe--Vincitore, e in qual
modo? dunque mio padre?... fuggire!... Bianca or rende gli spiriti
estremi ed io?... Anselmo non fugge, non commette bassezza. Se mio
padre... se... io cadrò senza avvilirmi.--Niuno osa rispondergli, nè
tôrre a' suoi occhi il velo che ancor gli ricopre il destino della
sua casa: ammutolisce ognuno e dall'occorso più fiero scopre
l'avvenire, e trema.
Stefano irato aveva dimenticati i privati affetti, Stefano trionfante
chiese di Bianca, non vedendola muovergli in contro, e dividere seco
l'esultanza della vittoria. Udì che era presso a morte, e parve
turbato commoversi, e volle vederla, ma come inoltrò il piede in
quella stanza di pianto, e scoprì Anselmo a canto a quel letto,
ripigliando la natìa fierezza stette, lo sguardò con un amaro sorriso
che annunziava il tripudio della crudeltà:--Tu qui, tu cagione che io
sia orbato dell'unica mia figlia? Ah sapevi al certo ch'io richiedea
qualche gran vittima sulla sua tomba: non aspettato m'è il dono e più
gradito.--
E a lui Anselmo con disdegno, mentre colla destra faceva velo agli
occhi di Bianca:--Uomo crudele, e osi insultarmi a questo letto, ove
manda l'ultimo sospiro quella figlia che tu trafiggesti? Ah ch'io la
tolga a' tuoi sguardi! nè son degni di fermarsi in tanta virtù; certo
quest'alma immortale nel suo partire da spoglia sì pura ne sarebbe
macchiata... Vedi, ella moriva spargendo sentimento di pace, e tu
vieni a insultare l'asilo della sua quiete col veleno della tua
inaudita ferità! Credi forse atterrirmi? vittima sulla tomba di
quest'angelo? io ne sarò ben lieto, poichè con lei mi rapisti quanto
m'era di più dolce e di più caro: io che brevi e foschi giorni vissi
con lei, volonteroso divido seco il riposo della morte. Sappia ognuno
però ch'io non t'abborro, sappia mio padre...--Tuo padre?... bevette
il suo sangue questa mia spada: la sua spoglia abbruciò fra le ruine
del vostro castello; Nebiolo non è più.--
Fe' gittare innanzi ad Anselmo gli abiti insanguinati e l'elmo di
Guidone, e gli fe' balenar sugli occhi la spada ancor rosseggiante
che gli uccise il padre: il riguardava con orgoglio e disprezzo quasi
anelasse che l'avvilimento del figlio rendesse più bello il suo
trionfo. Ma l'eroe muto guatò quegli oggetti d'orrore, non profferì
accento, impetrò. Raccolto indi al cuore lo spirito inorridito, e
tratto un profondo gemito, cadde sul letto di Bianca e spirò.