XXIV.

Le cure dell'arte indarno furono poste in opera, invano si accolsero

labili speranze, chè non vi avea rimedio alla piaga fatale. Fuggiva

alla misera col sangue la vita, che sentiva ognor più venirsi meno: e

il celeste suo spirito dolente di abbandonare il leggiadro velo con

cui fu pellegrino in questo mortale viaggio, pareva ora fuggire dalle

annebbiate pupille di Bianca, ora riedere ad esse non già per fruire

ancora la luce fuggitiva, ma per pascerle in quelle innamorate dello

sposo, e ancor gustare la soavità dell'amoroso desìo. Nulla sapevano

quegli affannati, nè curavansi chiedere di quanto accadeva a Nebiolo:

Anselmo solo avea pensiero di soccorrere alla trafitta, mentre la

nemica fortuna gli toglieva il patrio tetto, la libertà e il padre.

Fuggiva la notte funesta per Bianca, e ognor più scemavano in lei le

forze, e s'avvicinava l'ora del misero suo fine. Ordinò che

convenissero al suo letto il pio sacerdote, il custode del Castello,

ed alcuni servi, e prendendo da loro gli estremi congedi, li pregava

perchè consentissero ad Anselmo suo torsi liberamente da quelle

infauste mura.--Ei qui non pose inimico il piede, ei non apportò

sterminio e guerra ai vostri figli. Fu la pietà che il trasse in

queste soglie, la pietà libera gliene dia l'uscita. Questo sia

l'estremo favore che accordate alla povera vostra Bianca, questa

l'ultima opera pia e giusta che vi consiglia l'amor mio: ve ne prego

per quell'affetto che pur m'aveste, per quelle cure onde sovente

raddolcìa per voi l'ira paterna, e vi resi men duro il suo rigore. Ei

non ve ne farà rimprovero; ditegli che il concedeste alla morente sua

figlia, e che era crudeltà negare l'estrema grazia alla figlia di

Stefano.--

Erano tutti commossi intorno a lei, pieni di lagrime gli occhi, le

risposero che Anselmo potea a suo piacere partirsi, ma ad un tempo

che conveniva il facesse tosto, giacchè giungeano dal campo sinistre

novelle per lui. Si succedeva sulle squallide gote a Bianca un misto

di pietà e di dolore, pietà che la stringea per le sventure che

presagìa dell'amico, dolore che la premeva perchè dovesse dividersi

innanzi di morire; ma vinse la pietà e a lui dal labbro agitato dagli

aneliti di morte volava la tenera preghiera.--Mio sposo, mio unico

amico, va, ti salva, nè volere ostinarti a perire vilmente fra questi

ceppi, mentre t'attendono forse altrove gli allori della gloria e il

periglio de' tuoi congiunti. Omai io sono presso al mio fine, inutili

omai mi sono le tue cure. Lascia che sola io componga questi occhi al

sonno di morte... Ti prometto che il tuo nome sarà l'ultimo mio

sospiro... tu sarai l'ultimo pensiero di Bianca... se tu solo fosti

quello onde io gustai qualche dolce in questa travagliata

vita...--Ah, Bianca, ch'io ti abbandoni? disperi dunque affatto di

tua salute?... E dovrò lasciarti sola contro l'ira d'un uomo sì

fiero? Ei venga, ei la spenga nel mio petto, e almeno vedendomi

ancora ne' suoi ceppi, sia men duro con te... Ei sia feroce, ma non

padre snaturato... ei ti dia l'estremo abbraccio e tu possa dividerti

da lui obbliando un involontario...--Anselmo, e tanto ti stringe

pensiero degli altrui filiali affetti, mentre nulla hai cura de'

tuoi? forse in questo istante tuo padre oppresso dai nemici, invano

sospira il braccio di suo figlio perchè gli presti soccorso... forse

ei cadde e non ha una mano amica che gli ministri l'ultimo uffizio di

religiosa cura... Ah questa idea pur mi pesa! va, mio pietoso amico,

per l'amore che mi ponesti in questi brevi giorni di nostra unione,

va, ti prema sollecitudine pel padre, cedi al desìo della tua Bianca

che ten prega e ti vuol compassionevole, nè si acqueta che in questo

pensiero...--

Erano inutili le preci di lei, e i consigli di quelli che il

circondavano: Anselmo rispose siccome conosceva il valor di Guidone,

e che ove fortuna men propizia gli mostrasse la fronte, chiuso nella

Rocca poteva sostenere lunga difesa: allora migliorata la salute

della sposa, sarebbe volato a soccorrerlo. Soggiunse come solo ei

seguendo i consigli del cuore, mai non si sbigottiva all'incostanza

della sorte o al rumor de' perigli:--Sempre io gli ebbi al tergo, e

per quanto fieri mi minacciassero, non giunsero a prostrarmi giammai,

e sì che il mio cuore era unicamente acceso da sentimenti d'onore:

potranno ora atterrirmi, ora che dovere, gratitudine, amore, amore

che per te mia liberatrice e sposa sì altamente intendo, a te mi

stringono, nè fia che umana forza mentre io viva giunga a dividermi

giammai... Se pur te move come innanzi, eguale affetto per me, cessa

dall'inutile preghiera: mi cruccia, m'irrita, e quasi mi desta

l'acerbissimo dubbio che poco t'importi di avermi vicino,... o ti

pesino le mie cure.--

Si acquetò Bianca a quel deliberato favellare, e gli rispose con uno

sguardo in cui tutti sfavillavano i sentimenti dell'anima amorosa.

Poichè alquanto racconsolò l'amico sul destino che la premeva,

presentendo brevi i momenti di vita che ancor le rimaneano, gli

profferiva mille ricordi, perchè sottrarre si potesse allo sdegno di

Stefano, ma ad un tempo accorta il raddolciva con pietosi sensi che

il richiamassero dalla vendetta.--Ti sia la ricordanza di Bianca tua

infelice, siccome un'aura che temperi il rigore de' tuoi pensieri...

Deh abbiano fine queste discordie, e sulla mia sciagura s'innalzi la

pace di questi poveri coloni. Che se l'onta di una non tua colpa...

agognasse in mio padre a spargere nuovo sangue alla mia memoria,

Anselmo perdonagli l'ira, e forse qualche rimorso... che destar gli

potesse la ricordanza di una figlia perduta... Egli è mio padre,

Anselmo, ed io morrei desolata, se sapessi che nella sua canizie

privo dell'antico valore, privo del conforto de' filiali affetti...

dovesse sostenere i furori del tuo sdegno.

Anselmo tutto le prometteva, e le giurava che più presto avrebbe

rinunziato alla sua fortuna, alla vita, di portare la spada di guerra

nell'asilo che ella col nascervi aveva per lui santificato. Anselmo

abborrìa dai pensieri di vendetta e si proponea di offrire, se

occorreva per la pace di que' paesi, anche in olocausto la propria

vita.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 56 / 120 题