Le cure dell'arte indarno furono poste in opera, invano si accolsero
labili speranze, chè non vi avea rimedio alla piaga fatale. Fuggiva
alla misera col sangue la vita, che sentiva ognor più venirsi meno: e
il celeste suo spirito dolente di abbandonare il leggiadro velo con
cui fu pellegrino in questo mortale viaggio, pareva ora fuggire dalle
annebbiate pupille di Bianca, ora riedere ad esse non già per fruire
ancora la luce fuggitiva, ma per pascerle in quelle innamorate dello
sposo, e ancor gustare la soavità dell'amoroso desìo. Nulla sapevano
quegli affannati, nè curavansi chiedere di quanto accadeva a Nebiolo:
Anselmo solo avea pensiero di soccorrere alla trafitta, mentre la
nemica fortuna gli toglieva il patrio tetto, la libertà e il padre.
Fuggiva la notte funesta per Bianca, e ognor più scemavano in lei le
forze, e s'avvicinava l'ora del misero suo fine. Ordinò che
convenissero al suo letto il pio sacerdote, il custode del Castello,
ed alcuni servi, e prendendo da loro gli estremi congedi, li pregava
perchè consentissero ad Anselmo suo torsi liberamente da quelle
infauste mura.--Ei qui non pose inimico il piede, ei non apportò
sterminio e guerra ai vostri figli. Fu la pietà che il trasse in
queste soglie, la pietà libera gliene dia l'uscita. Questo sia
l'estremo favore che accordate alla povera vostra Bianca, questa
l'ultima opera pia e giusta che vi consiglia l'amor mio: ve ne prego
per quell'affetto che pur m'aveste, per quelle cure onde sovente
raddolcìa per voi l'ira paterna, e vi resi men duro il suo rigore. Ei
non ve ne farà rimprovero; ditegli che il concedeste alla morente sua
figlia, e che era crudeltà negare l'estrema grazia alla figlia di
Stefano.--
Erano tutti commossi intorno a lei, pieni di lagrime gli occhi, le
risposero che Anselmo potea a suo piacere partirsi, ma ad un tempo
che conveniva il facesse tosto, giacchè giungeano dal campo sinistre
novelle per lui. Si succedeva sulle squallide gote a Bianca un misto
di pietà e di dolore, pietà che la stringea per le sventure che
presagìa dell'amico, dolore che la premeva perchè dovesse dividersi
innanzi di morire; ma vinse la pietà e a lui dal labbro agitato dagli
aneliti di morte volava la tenera preghiera.--Mio sposo, mio unico
amico, va, ti salva, nè volere ostinarti a perire vilmente fra questi
ceppi, mentre t'attendono forse altrove gli allori della gloria e il
periglio de' tuoi congiunti. Omai io sono presso al mio fine, inutili
omai mi sono le tue cure. Lascia che sola io componga questi occhi al
sonno di morte... Ti prometto che il tuo nome sarà l'ultimo mio
sospiro... tu sarai l'ultimo pensiero di Bianca... se tu solo fosti
quello onde io gustai qualche dolce in questa travagliata
vita...--Ah, Bianca, ch'io ti abbandoni? disperi dunque affatto di
tua salute?... E dovrò lasciarti sola contro l'ira d'un uomo sì
fiero? Ei venga, ei la spenga nel mio petto, e almeno vedendomi
ancora ne' suoi ceppi, sia men duro con te... Ei sia feroce, ma non
padre snaturato... ei ti dia l'estremo abbraccio e tu possa dividerti
da lui obbliando un involontario...--Anselmo, e tanto ti stringe
pensiero degli altrui filiali affetti, mentre nulla hai cura de'
tuoi? forse in questo istante tuo padre oppresso dai nemici, invano
sospira il braccio di suo figlio perchè gli presti soccorso... forse
ei cadde e non ha una mano amica che gli ministri l'ultimo uffizio di
religiosa cura... Ah questa idea pur mi pesa! va, mio pietoso amico,
per l'amore che mi ponesti in questi brevi giorni di nostra unione,
va, ti prema sollecitudine pel padre, cedi al desìo della tua Bianca
che ten prega e ti vuol compassionevole, nè si acqueta che in questo
pensiero...--
Erano inutili le preci di lei, e i consigli di quelli che il
circondavano: Anselmo rispose siccome conosceva il valor di Guidone,
e che ove fortuna men propizia gli mostrasse la fronte, chiuso nella
Rocca poteva sostenere lunga difesa: allora migliorata la salute
della sposa, sarebbe volato a soccorrerlo. Soggiunse come solo ei
seguendo i consigli del cuore, mai non si sbigottiva all'incostanza
della sorte o al rumor de' perigli:--Sempre io gli ebbi al tergo, e
per quanto fieri mi minacciassero, non giunsero a prostrarmi giammai,
e sì che il mio cuore era unicamente acceso da sentimenti d'onore:
potranno ora atterrirmi, ora che dovere, gratitudine, amore, amore
che per te mia liberatrice e sposa sì altamente intendo, a te mi
stringono, nè fia che umana forza mentre io viva giunga a dividermi
giammai... Se pur te move come innanzi, eguale affetto per me, cessa
dall'inutile preghiera: mi cruccia, m'irrita, e quasi mi desta
l'acerbissimo dubbio che poco t'importi di avermi vicino,... o ti
pesino le mie cure.--
Si acquetò Bianca a quel deliberato favellare, e gli rispose con uno
sguardo in cui tutti sfavillavano i sentimenti dell'anima amorosa.
Poichè alquanto racconsolò l'amico sul destino che la premeva,
presentendo brevi i momenti di vita che ancor le rimaneano, gli
profferiva mille ricordi, perchè sottrarre si potesse allo sdegno di
Stefano, ma ad un tempo accorta il raddolciva con pietosi sensi che
il richiamassero dalla vendetta.--Ti sia la ricordanza di Bianca tua
infelice, siccome un'aura che temperi il rigore de' tuoi pensieri...
Deh abbiano fine queste discordie, e sulla mia sciagura s'innalzi la
pace di questi poveri coloni. Che se l'onta di una non tua colpa...
agognasse in mio padre a spargere nuovo sangue alla mia memoria,
Anselmo perdonagli l'ira, e forse qualche rimorso... che destar gli
potesse la ricordanza di una figlia perduta... Egli è mio padre,
Anselmo, ed io morrei desolata, se sapessi che nella sua canizie
privo dell'antico valore, privo del conforto de' filiali affetti...
dovesse sostenere i furori del tuo sdegno.
Anselmo tutto le prometteva, e le giurava che più presto avrebbe
rinunziato alla sua fortuna, alla vita, di portare la spada di guerra
nell'asilo che ella col nascervi aveva per lui santificato. Anselmo
abborrìa dai pensieri di vendetta e si proponea di offrire, se
occorreva per la pace di que' paesi, anche in olocausto la propria
vita.