Lo strepito de' bellici strumenti, il clangor delle trombe, e il
suono dei sacri bronzi, annunziavano la fatal milizia che sotto gli
stendardi del Rosso s'avviava lungo il Carvenzolo verso le nemiche
torri. Il cigolìo delle ruote, il grave e lento stropicciare dei
fanti, lo scalpitar de' cavalli, faceano un misto d'un cupo rimbombo
che si ripeteva di speco in ispeco, e avvisavi al grave pondo
tremarne il dirupo. Era ingombra la tortuosa via dal piano al colle
d'armi e di combattenti, e i raggi del sole ripercossi dagli scudi,
dai brandi e dai cimieri, pareano spargere nell'aure un torrente di
scintille di fuoco.
Fugge sbigottito il montano abitatore, e sì impetra per paura, che nè
si lagna nè piange per le calpestate messi e per le violate capanne:
fuggono l'inerme veglio, le vergini pudibonde nelle macchie e negli
spechi, e le madri tremanti si stringono i figli al seno. Il terrore
precorre l'evento, si annunzia a Nebiolo la formidabile armata, si
annunzia la sanguinosa bandiera, lo spaventoso motto, e sopra di essa
orribile a vedersi il capo troncato del messo infelice.
S'inaspriscono gli animi a tanta crudeltà, e già Guidone, non men
fiero dell'abborrito rivale, anela vendetta. Già in suo pensiero la
vede compiuta e tutta ne pregusta il dolce, già tende più fili onde
se più cruenta la raggiunge, gli riesca più cara.
Mentre la militar baldanza si sparge pe' suoi campi a depredare gli
abituri e gli armenti, mentre l'audace nemico lo insulta sotto le sue
Rocche, il Nebiolo prepara loro per mille modi la morte. In que'
tempi di barbarie tutto concedea la dira legge di guerra, nè l'animo
feroce di Guidone rifuggìa da crudeltà. Ei sparse veleni nelle fonti,
veleni nei vini, nei cibi de' coloni, veleni sulle micidiali spade:
così i seguaci di Stefano or a tradimento, or côlti da improvvisa
sventura, or con acerbi e lunghi dolori, e di giorno e di notte, e
nelle capanne e nelle valli in diversi modi oscuri morivano. Il
valore si affievoliva, giacevano le spade, la paura e il terrore
cominciavano a cercare tutti i petti, mentre il nemico atrocemente ne
esultava.