Anselmo manda lettere a Stefano, che gli portano novella dell'imeneo
di sua figlia, e gli propone una pace stretta da' nodi di sangue. A
quell'annunzio più freme il Rosso, risponde che si restituisca la
giovane involata e il prigioniero, sdegnare ogni altro partito, e se
più si tarda a ubbidirlo, sterminerà i nemici, sterminerà Nebiolo; e
il sangue de' vinti segnerà soltanto dopo la loro rovina, la pace.
Bianca volea pur sola correre a rintuzzare l'ira del padre, a
offerirgli il petto ignudo, ma Anselmo nol sostenne, sapendo che ne
andava a certa morte: quanto meglio poteva, studiavasi di porre in
calma l'inconsolabile fanciulla, cui quindi movea tenerezza pe'
luoghi ove nacque e timore pel periglio del padre, quindi
sollecitudine pel nuovo asilo e amore per lo sposo: era la deserta
sempre atterrita dal pensiero, che apportavale irreparabile doglia
qualunque fosse o il vincitore o il vinto, che era delitto in lei per
qualunque porgesse voti; era sempre turbata dall'immagine che per sè
si destassero tanto furore e tante armi.
Però mal sostenendo che crescesse il turbine senza che in nulla si
fosse provata di scioglierlo, volle scrivere al padre accenti di
filiale ossequio ed amore, volle cercargli per quanto avea di più
caro la pace. Mandò un messo che gli deponesse a' piedi il proprio
pentimento e l'ulivo, ma di questi più non si ebbe notizia, e invano
ogni dì la profuga di Stefanago rinnovava la speranza di udire
annunziarsi men fiera la volontà del padre.
Guidone però rivolto l'animo da ogni vano pensiero di pace, non
istava neghittoso, perchè a lui sprovvisto e inerme sovrastasse poi
sul capo la nemica spada. Rampognava talora il mite cuore d'Anselmo e
rideva di Bianca occupata nel suo dolersi al cielo per le proprie
sventure.
Non pensò a far voti o ad innalzare preghiere; sollecitò gli alleati
persuadendo altrui e il suo dritto di difendere chi avea presso di sè
preso ospitalità, e vendicare gli oltraggi fatti nel figlio. Dava
agli uni donativi, agli altri speranze; trasfuse in tutti l'odio
ch'egli avea nel Rosso, sicchè già conveniano numerosi soldati
intorno ai suoi vessilli. Benchè mitigasse il suo fuoco a non
esacerbare il dolore dei figli, pure sentiasi ruggire in petto l'ira
antica, e l'odio degli avi gli ridestava la sete atra di sangue. Così
mentre l'uno fea velo dell'onte novelle alla brama che avea di
prostrare il rivale, Guidone ridea nel pensiero di spegnere nel petto
del nemico l'ognor rinascente livore.