Bianca erane oltre modo dolente, e seguendo gl'impulsi del suo cuore
seco fermò di liberare il giovane prigioniero. Gli porse tenere
preghiere perchè volesse assecondare le di lei premure se avesse
schiuso il carcere, nè sdegnasse la sua virtù di salvare una vita che
non era del tutto sua ove teneva un padre, e ricordasse che il misero
morrebbe di dolore nell'udire la dira e sanguinosa novella.
Persuadeano l'austera ragione d'Anselmo le care sollecitudini di
Bianca, e sebbene d'animo forte pur gli tremava il pensiero
all'immagine d'una morte obbrobriosa ed oscura: ma l'idea che la sua
salvezza travolgesse Bianca a certa rovina, gli ridestavano
nell'animo le assopite virtù e pria scegliea cadere che vivere
coll'onta di una viltade in fronte. Rispose però a Bianca che
sarebbesi arreso, presto a secondare quanto gli richiedea la pietà di
lei, ove ella volesse seco partirsi dall'infausto castello, perchè
non pativa di abbandonarla al furore del Rosso, e confidare, libero e
a lei vicino, di porre fine alle tremende ire paterne. Alla misera di
troppo era noto Stefano, perchè potesse annidare pur lieve speranza;
ma serbava troppe virtù perchè sostenesse di offuscarne lo splendore
con una fuga, e troppo le tenea d'Anselmo onde abbandonarlo: pensò di
salvarlo, gittarsi indi ai piedi del padre, e cadere vittima del suo
implacabile sdegno.
Bianca di continuo attendeva se il padre dimenticasse nella sua
stanza le chiavi della carcere: ma invano lo sperò, e temeva che male
le riescissero i suoi pensieri. Già premea l'ultima sera che spargea
colle tenebre l'estremo sonno sulle pupille d'Anselmo, già
s'apprestavano nella prossima valle il feral palco e la cruda
bipenne, e il misero giacea pur sempre ne' suoi ferri: non si
lagnava, non ostentava coraggio, queto aspettava il suo destino.
Ma con quella notte scendeva il gelo di morte in seno a Bianca: le
parea ad ogni istante che sorgesse l'importuna aurora, e sentiva
nell'animo il suono del bronzo fatale e l'ultimo sospiro di Anselmo
morente. Nè più potendo reggere a sì funeste immagini, nè parendole
che dar si convenisse maggior indugio al pietoso suo proponimento,
fatta ardita, siccome la stringea necessità di consiglio, penetrò
nella stanza ove Stefano dormiva, e chetamente avvicinatasi ove tenea
le chiavi, le rapì. Prese il serico di lui mantello adorno d'aurei
fregi, e la celata ondeggiante per molte piume, se ne ricoprì la
persona, si armò d'una spada, e tacita e franca s'avviò alla torre.