X.

Il Rosso spedì un messo a Guidone a ordinargli che cessasse dallo

spargere contro di lui le insane sue grida, e sciogliesse il turbine

di guerra che milantava volere portargli a Stefanago per vendicare il

figlio. Questi giacersi nella sua torre, e proporgli solo partito a

liberarlo, che ei si rendesse vassallo di Stefano: se il nega

manderebbe a Nebiolo la testa d'Anselmo: due soli dì concedersi alla

scelta.

Arse di rabbia Guidone alla fiera minaccia e ordinò che si gittasse

dalla sua torre il messo. Stefano che più ritornar nol vide e seppe

da' suoi spiatori la fine di costui, si morse per dispetto le labbia

agitando vendetta. Bandì nei suoi feudi la condanna d'Anselmo

decapitato tra due dì, e mandogli nel carcere avviso che si

apparecchiasse a morire: ei nulla rispose, ma sguardò con sì fermo

ciglio chi glielo annunziava, che vergognando si ritrasse dalla

carcere in cui risplendea tanta virtù. Pure perchè l'ira di Stefano

più s'accendea a quel silenzio, e di nuovo gli proponeva la vita a

prezzo della viltà, rispose il generoso Nebiolo che nulla temeva la

morte e che da un codardo suo pari, cui era morta in petto ogni

scintilla di valore, non doveasi attendere che tradimenti e patiboli.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 42 / 120 题