Fra queste pie cure e il timore e il compianto, cresceva nella
vergine leggiadra ognor più compassione per le sciagure d'Anselmo.
Poichè questi più volte esprimeale il desiderio di vederla, desiderio
a cui parea dolcemente inclinare anch'essa; nè ciò riuscendole in
niun modo, fatta ardita dalla bramosìa, un dì mentre il padre era
penetrato nella torre infausta, con mendicato pretesto vi portò
audace il piede.
Stefano lunge dal darle per ciò rampogna, presala per la mano con
amaro sorriso le disse--Vieni, figlia, impara anche nella docilità
del tuo sesso ad abborrire i tuoi nemici. Calpesta questo orgoglioso:
esso lotta contro la natura, contro la forza e contro il voler mio;
ma pur se io sono Stefano, cadrà. Esso è lo sparviero che voleva
dominare nei nostri boschi, volò intorno alla nostra sede, portò
l'artiglio nel nostro tetto, ma cadde nella rete, cadde nelle mie
mani, nè fia vi sfugga più mai. Se ei non seconda il voler mio, se
non chiama quel Guidone nella nostra valle al parlamento ch'io
medito, vedrai ivi rotolarsi la sua testa, e il suo sangue renderà
più belle le nostre bandiere.--
Bianca stava sbigottita e muta presso al padre, guardava di soppiatto
Anselmo cui nè lo squallor della carcere, nè i sostenuti patimenti,
per nulla aveano scemato alla nobile fierezza del volto e
all'avvenenza delle forme. Non volea applaudire agli inauditi crudi
modi del padre, chè non gliele consentiva il cuore, ma non ardiva
sciogliere accento per raddolcirne la fierezza; ben sapea che tanto
stato sarebbe il segnale di morte pel prigioniere sventurato. Tremava
la combattuta fanciulla, e riguardava Anselmo con un misto di pietà,
di conforto e di paura, che gli apriva quali angoscie a prova le
combattessero nell'animo.
Il Nebiolo per nulla si avviliva, muovea gli occhi or sul padre or
sulla figlia, e mentre sdegnosi rifuggiano dall'uno, pareano vaghi
fermarsi a contemplare il leggiadro viso della giovane pietosa, quasi
stanco viatore cui aletta limpida fonte, e dopo petroso cammino
rallegra l'amena verdura del prato. Nel momento che Stefano altrove
torceva il fiero cipiglio, ei riguardava la bella, nelle accese luci
raccoglieva il fuoco dell'alma, e in un baleno tutti le esprimeva i
sensi ascosi.
Però anzi che punto si dileguasse la sua fermezza, o gli annebbiasse
debole tristizia il volto, con generoso ripiglio così mordea il
nemico.--Uomo dispietato e vile: a che insegni la tua malvagia
crudeltà a quest'angelo d'innocenza? Non temi che l'alito tuo
soltanto macchii il candore delle sue virtù? Assai si ravvisa al solo
leggiadro aspetto di dolcezza pieno; ben altro è il suo cuore dal
tuo, e troppo straniera debb'essere in questo Castello, benchè il
destino ve la facesse nascere tua figlia. Tu sei lo sparviere, tu il
lupo distruggitore, ma ella è la colomba benefica che porge conforto
alla solitaria tortorella del bosco, e le è riconoscente, nè mai
vorrà spiegare il volo dalla sua macchia, senza spargerle intorno il
flebile canto della gratitudine.--
La giovane era commossa ai cari accenti da lei sola intesi, e tremava
vedendo torvo ruotarsi qual tempestosa nube lo sguardo del padre che
impaziente spirando tosco dalle enfiate labbia proruppe--Folle, a che
vaneggi tu, a che muovi mistici detti? Ben io apprenderotti quale tu
sia, e che sorte ti attenda. Qui vuolsi sangue, e tu il verserai.
Però cessa dallo spargere ombra di lode a mia figlia: sarebbe in lei
segno dell'odio mio la lode di un Nebiolo. Fra pochi dì o tuo padre
sarà mio vassallo, o verserai colla vita questo insano orgoglio.--
Senza udire risposta, impone di raddoppiare i ferri al prigioniero,
esce dispettosamente dall'infausta soglia e seco trascina Bianca.
Soffoca la timida i sospiri che le van concitando il terrore e la
pietà, e traendo dietro al padre, muove fuggitive le tremule pupille
inondate di represso pianto sur Anselmo: mentre si avvisa
d'infondergli speranza ed ardire, ritrae in vece dal di lui volto
intrepido e sereno una straniera dolcezza che le piove in petto e lo
schiude a nuovi affetti, quasi aura mattutina che accarezza la
socchiusa rosa, finchè apra il seno a' balsami della rugiada.