Chi potrà ricordare la gioja de' due amanti mentre pur li premea
l'angoscia della lontana unione? Girani veniva ogni dì a Nebiolo, ei
volava come la rondinella al nido: sovveniva nel lor lavorìo a'
vecchi genitori della fidanzata, e mentre questa allestiva il cibo,
ei facea la frasca a' buoi, e raccogliea le agnelle che si
sbrancavano sul colle. La Marcellina festevole cantava la canzone
della montagna, accarezzava i bei colombi e appena sorgeva l'aurora,
le pungeva desio di vedere lo sposo.
Questi però per volgere di fortuna non lasciava le sue antiche
abitudini: innanzi di andare a Nebiolo spesso allungava la via e
veniva alla pianta de' sospiri; di là considerava il casale umile ove
si racchiudeva il caro sogno delle sue notti, il primo oggetto dei
suoi pensieri; e la ricordanza delle passate angoscie, gli condiva di
nuovo diletto l'idea del bene presente. Spiava nella valle se mai
qualche agnella della cara fanciulla si fosse di troppo dilungata
dall'ovile, e volava a richiamarla, indi festante rendevasi al tetto
desiderato, ove lo accoglieva il gentile sorriso dell'amor suo.
Un dì venuto verso il meriggio alla pianticella, di là vide la
Marcellina assisa all'ombra tutta sola coi colombi e coll'agnelletta:
ei ne fu allegro chè pochi momenti gli era riuscito di vederla sola.
Si precipitò da quell'eminenza, e leggiermente arrampicatosi in mezzo
al boschetto, fu sul colle e dietro la Marcellina senza ch'ella se ne
avvedesse. Giunse mentre essa occupata al solo suo dilettarsi,
careggiava gl'innocenti suoi amici, e finiva di cantare una rustica
canzone che così suona:
Perchè su questo margine
Non è il mio caro ben?
Un'amorosa lagrima
Vorrei versargli in sen?
Girani udendola non potè più starsi, e improvvisamente
avvicinatosele, presentatole un mazzetto di fiori che per lei recava,
esclamò:--Non è lungi l'amor tuo, agnelletta solitaria di questo
colle, fiore vezzoso di questi boschi, splendore di Nebiolo: nè
l'amorosa tua lagrima fia che raccolgano queste invide zolle, ma
bensì le labbra accese del tuo sposo.--
Restò intimorita la bella, come giovinetta capriola cui improvviso
calpestìo turbò il pasco innocente. Girani dolcemente la piglia per
la mano.--A che dunque, mia cara Marcellina, non versi nel mio seno
questa amorosa lagrima? a che ti stai sì timida e non vieni fra
queste mie braccia? perchè que' baci che pur confusa comparti
all'agnelletta a me non li dai, a me che ten sarei ben più grato? non
vedi come queste colombe affettuose c'insegnano ad amarci? Segui,
Marcellina, il loro esempio e accogli me pure al tuo seno, lascia che
io pure su quella cara bocca.....
Ma essa respingendo dolcemente lui che già erasele sì avvicinato che
beveva l'alito soave de' di lei sospiri, disse che a niuno patto
volea che più se le accostasse. Sdegnoso allora l'amante minacciava
di fuggirsene, ella il richiamava soavemente, semplicetta scuotendosi
nelle spalle, e il tratteneva con un loquace favellare degli occhi da
cui piovea un'aura celeste che il rapiva a ignota voluttà.
Or mentre mal contende col focoso amatore, ecco s'accorge d'un suo
colombo ch'era fuggito, di che fu assai turbata: e sebbene Girani la
rampognasse, quasi più di quella bestiuola le tenesse che di lui,
ella più sempre diveniane inquieta, perchè già erasi rifuggito sur
un'alta pianta, temendo non prendesse più lontano volo. Il destro
amante prestamente s'arrampicò fra que' rami, ed ebbe preso il
colombo, ma disceso premendolo con ambe le mani, giurava a lei che il
richiedeva, di non volerlo rendere se non n'avea in compenso un
bacio. Mancellina gli rispose con un vezzoso sorriso, sicchè
lusingato ei gliele porse, ma la furbetta sen fuggì ridendo. Si
sdegnò l'amante, le tenne presso, e raggiuntala, con tanti sospiri la
stringeva, e sì dolorosi lamenti, che la bella fatta pietosa
abbandonò il capo dipinto di caro pudore sulle di lui spalle:
trepidando ei raccolse su quella bocca di rose la più soave rugiada.
Marcellina dopo quell'istante fu più affettuosa; ma disse che le si
era destato in petto un fuoco che la distruggeva, e omai di troppo
intendeva che cosa fosse amore. Parea che un delirio commuovesse
l'innamorato Girani, che dopo quel bacio sentiva avere attinta
novella vita: quindi sebbene Rosa non abbandonasse mai la figlia,
amore industrioso sapea pur additargli qualche istante in cui potesse
vezzeggiare la bella, e fra sì teneri affetti spuntava ognor novello
sugli animi loro il desìo delle nozze.