XVIII.

Chi potrà ricordare la gioja de' due amanti mentre pur li premea

l'angoscia della lontana unione? Girani veniva ogni dì a Nebiolo, ei

volava come la rondinella al nido: sovveniva nel lor lavorìo a'

vecchi genitori della fidanzata, e mentre questa allestiva il cibo,

ei facea la frasca a' buoi, e raccogliea le agnelle che si

sbrancavano sul colle. La Marcellina festevole cantava la canzone

della montagna, accarezzava i bei colombi e appena sorgeva l'aurora,

le pungeva desio di vedere lo sposo.

Questi però per volgere di fortuna non lasciava le sue antiche

abitudini: innanzi di andare a Nebiolo spesso allungava la via e

veniva alla pianta de' sospiri; di là considerava il casale umile ove

si racchiudeva il caro sogno delle sue notti, il primo oggetto dei

suoi pensieri; e la ricordanza delle passate angoscie, gli condiva di

nuovo diletto l'idea del bene presente. Spiava nella valle se mai

qualche agnella della cara fanciulla si fosse di troppo dilungata

dall'ovile, e volava a richiamarla, indi festante rendevasi al tetto

desiderato, ove lo accoglieva il gentile sorriso dell'amor suo.

Un dì venuto verso il meriggio alla pianticella, di là vide la

Marcellina assisa all'ombra tutta sola coi colombi e coll'agnelletta:

ei ne fu allegro chè pochi momenti gli era riuscito di vederla sola.

Si precipitò da quell'eminenza, e leggiermente arrampicatosi in mezzo

al boschetto, fu sul colle e dietro la Marcellina senza ch'ella se ne

avvedesse. Giunse mentre essa occupata al solo suo dilettarsi,

careggiava gl'innocenti suoi amici, e finiva di cantare una rustica

canzone che così suona:

Perchè su questo margine

Non è il mio caro ben?

Un'amorosa lagrima

Vorrei versargli in sen?

Girani udendola non potè più starsi, e improvvisamente

avvicinatosele, presentatole un mazzetto di fiori che per lei recava,

esclamò:--Non è lungi l'amor tuo, agnelletta solitaria di questo

colle, fiore vezzoso di questi boschi, splendore di Nebiolo: nè

l'amorosa tua lagrima fia che raccolgano queste invide zolle, ma

bensì le labbra accese del tuo sposo.--

Restò intimorita la bella, come giovinetta capriola cui improvviso

calpestìo turbò il pasco innocente. Girani dolcemente la piglia per

la mano.--A che dunque, mia cara Marcellina, non versi nel mio seno

questa amorosa lagrima? a che ti stai sì timida e non vieni fra

queste mie braccia? perchè que' baci che pur confusa comparti

all'agnelletta a me non li dai, a me che ten sarei ben più grato? non

vedi come queste colombe affettuose c'insegnano ad amarci? Segui,

Marcellina, il loro esempio e accogli me pure al tuo seno, lascia che

io pure su quella cara bocca.....

Ma essa respingendo dolcemente lui che già erasele sì avvicinato che

beveva l'alito soave de' di lei sospiri, disse che a niuno patto

volea che più se le accostasse. Sdegnoso allora l'amante minacciava

di fuggirsene, ella il richiamava soavemente, semplicetta scuotendosi

nelle spalle, e il tratteneva con un loquace favellare degli occhi da

cui piovea un'aura celeste che il rapiva a ignota voluttà.

Or mentre mal contende col focoso amatore, ecco s'accorge d'un suo

colombo ch'era fuggito, di che fu assai turbata: e sebbene Girani la

rampognasse, quasi più di quella bestiuola le tenesse che di lui,

ella più sempre diveniane inquieta, perchè già erasi rifuggito sur

un'alta pianta, temendo non prendesse più lontano volo. Il destro

amante prestamente s'arrampicò fra que' rami, ed ebbe preso il

colombo, ma disceso premendolo con ambe le mani, giurava a lei che il

richiedeva, di non volerlo rendere se non n'avea in compenso un

bacio. Mancellina gli rispose con un vezzoso sorriso, sicchè

lusingato ei gliele porse, ma la furbetta sen fuggì ridendo. Si

sdegnò l'amante, le tenne presso, e raggiuntala, con tanti sospiri la

stringeva, e sì dolorosi lamenti, che la bella fatta pietosa

abbandonò il capo dipinto di caro pudore sulle di lui spalle:

trepidando ei raccolse su quella bocca di rose la più soave rugiada.

Marcellina dopo quell'istante fu più affettuosa; ma disse che le si

era destato in petto un fuoco che la distruggeva, e omai di troppo

intendeva che cosa fosse amore. Parea che un delirio commuovesse

l'innamorato Girani, che dopo quel bacio sentiva avere attinta

novella vita: quindi sebbene Rosa non abbandonasse mai la figlia,

amore industrioso sapea pur additargli qualche istante in cui potesse

vezzeggiare la bella, e fra sì teneri affetti spuntava ognor novello

sugli animi loro il desìo delle nozze.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 29 / 120 题